Catonarie | 19 ottobre 2022, 16:00

Damilano e "Piemonte (regione) Bellissima"

Paolo Damilano

Paolo Damilano

“Piemonte Bellissima”. E' così che Paolo Damilano intende chiamare la lista civica che presenterà alle prossime regionali, in sostegno alla ricandidatura di Alberto Cirio come presidente. A manifestarlo è stato lo stesso Damilano nell'ultimo incontro del Dumsedafe, il circolo torinese coordinato dal commercialista Piero Gola. E a chi gli ha fatto notare la dissonanza del nome del nuovo movimento in programma, l'ideatore di “Torino Bellissima”, seconda forza politica nel capoluogo piemontese, ha risposto che va inteso come “Piemonte (regione) Bellissima” e ne ha sottolineato la potenza evocativa. Insomma: questione di marketing.

E di marketing Paolo Damilano se ne intende. E' un imprenditore di successo: acque minerali, vini pregiati, il pastificio De Filippis e non solo. Non è diventato sindaco di Torino, ma per poco. Comunque, tanti gli dicono che lo vorrebbero al posto del pidino Lo Russo e gli assicurano il voto alla prossima tornata. E, comunque, Damilano è già diventato il punto di riferimento torinese non soltanto per gli esponenti nazionali del centro-destra (da Giorgia Meloni a Giorgetti, da Guido Crosetto a Giovanni Toti e Maurizio Lupi) ma anche del Terzo Polo, a partire da Calenda. Con loro ha instaurato rapporti ottimi, frequenti, persino di amicizia.

Paolo ha detto che non è un politico. In realtà, dà l'impressione di esserlo, eccome. Non alla Salvini, però. E' pacato, logico, disponibile, empatico, propositivo, ispira fiducia. Ha idee chiare su cosa serve veramente a Torino e presto dimostrerà in Sala Rossa che sa anche fare un'opposizione dura ed efficace.

Gli obiettivi di Piemonte Bellissima alle prossime elezioni regionali? Damilano ha risposto, senza esitare, “la doppia cifra”. Ne è convinto non soltanto per il consenso che ha ricevuto e ha in Torino, ma anche per gli apprezzamenti che riceve nel Cuneese, nell'Astigiano e nell'Alessandrino. Senza contare che la sua nuova lista civica riporterà il nome di Cirio e vedrà schierati tanti sindaci piemontesi.

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