Notizie - 29 settembre 2022, 08:13

Cooperative torinesi: sistema da 2,3 miliardi e 41.500 addetti

Nel 2021 le cooperative attive nella città metropolitana di Torino hanno generato 2,3 miliardi di euro in valore della produzione impiegando 41.450 addetti. Lo ha comunicato la Camera di commercio del capoluogo piemontese, sottolineando che le associazioni locali di categoria rivestono un ruolo importante per il mondo cooperativo: Legacoop Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord e Agci Piemonte raccolgono insieme 907 cooperative. Di queste 670 hanno sede legale nella città metropolitana di Torino, realizzano 1,7 miliardi di valore della produzione (il 75% del totale) e impiegano 30.202 addetti (il 72,9%).

A fine giugno 2022 si contano 1.207 cooperative attive nella città metropolitana di Torino, lo 0,6% di tutte le imprese locali, il 43% del sistema cooperativo piemontese e l’1,6% di quello italiano.

Nell’ultimo decennio – ha scritto la Camera di Commercio di Torino -si è registrato un tendenziale calo della consistenza, andamento confermato anche nella prima parte dell'anno: -2,4% se confrontato allo stesso periodo dell’anno precedente e dell'1% rispetto al 2021.

Se si esclude la città di Torino, nella quale si contano 701 sedi di cooperative (il 58,1% del totale), i comuni con maggiore presenza sono Ivrea, Pinerolo e Moncalieri.

Dall'analisi emerge una diffusa presenza di micro-piccole strutture: il 67,4% ha meno di 10 addetti, il 22,7% un numero di addetti compreso fra i 10 e i 49. Inoltre, è stato riscontrato che le cooperative si concentrano maggiormente nel settore terziario: al suo interno, i servizi prevalentemente orientati alle imprese, che raccolgono il 41,5% del totale, registrano una riduzione del -1,2% sulla consistenza dell’anno 2021; seguono i servizi rivolti alle persone (il 26,9%), che restano stabili.

Comunque, il sistema cooperativo si caratterizza per una più alta presenza di imprese femminili (il 28,2%), mentre è decisamente più bassa la componente delle straniere (5,6%) ma anche quella delle giovanili (2,7%). Rispetto al 2021, nel primo semestre 2022 risultano stabili sia le cooperative straniere, sia quelle giovanili, seppure entrambe in netta diminuzione nel quinquennio 2017-2021, mentre salgono le cooperative con prevalenza femminile.

Nel 2021, nel settore è migliorato l’andamento del fatturato: se nel 2020 ben il 39% delle cooperative torinesi aveva dichiarato di aver registrato un calo consistente del fatturato rispetto all’anno precedente, nel 2021 la percentuale si ferma al 13,4% e passano da 9,5% al 35,3% le cooperative che affermano di aver registrato un incremento del volume di affari. Inoltre, è stato registrato un miglioramento anche dal punto di vista dell’occupazione: si sono ridotte le cooperative che hanno dichiarato un calo degli addetti (da 14,5% nel 2020 a 5,3% nel 2021), mentre sono aumentate da 4,6% a 14,8% quelle che hanno rilevato un incremento.

Fatturato e occupazione si confermano in crescita anche nel primo semestre 2022 e, in generale, guardando alle prospettive future, sale la quota degli ottimisti (il 64,3% contro il 59,8% del 2021). A beneficiare di una ripresa economica anche nei primi sei mesi dell’anno, sono soprattutto i settori che già nel 2021 hanno registrato le migliori performance: le cooperative di produzione e lavoro nel 47% dei casi, seguono le imprese di turismo, cultura e sport (il 42,9%).

Però, al primo posto, tra le cause che potrebbero frenare le strategie imprenditoriali delle cooperative nel breve termine, vi è l’aumento dei costi dell’energia, fattore considerato rilevante per il 54% delle rispondenti e trasversale a tutti i settori cooperativi. Seguono l’aumento dei prezzi delle materie prime (il 38,2%) e il rallentamento del quadro economico complessivo (il 32,5%); meno incisivi sembrano essere il conflitto Russia-Ucraina e la scarsa reperibilità delle materie prime.

L'indagine ha rivelato inoltre che sono 172 le cooperative (il 61% del campione) che hanno dichiarato di aver avviato -o di volerlo fare a breve- un percorso per il potenziamento delle competenze del proprio personale. Tra queste, prevale la scelta di formare internamente gli addetti per acquisire le competenze (il 73,8%), seguita dall’assunzione di nuove risorse con le conoscenze necessarie (il 54,1%) e dall’avvio di collaborazioni o consulenza con professionisti (il 37,8%).

Se prevalgono le cooperative che hanno avviato percorsi di sviluppo, resta tuttavia importante la percentuale delle imprese che ha invece dichiarato di non aver intenzione di intraprendere azioni per il potenziamento delle competenze: la quota di imprese che non ha avviato questi percorsi per difficoltà economiche/organizzative raggiunge il 27%.


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