Notizie - 24 settembre 2022, 09:02

Asti e Verbania tirano il mercato della casa

Marco Pusceddu

Marco Pusceddu

In Piemonte il mercato della casa è in crescita. Dopo l’accelerata del 2021 con 67.600 compravendite e un aumento medio del 33%, il 2022 si conferma positivo, vantando nel primo semestre dell’anno ancora un balzo in avanti nelle transazioni con prezzi in aumento.

Infatti, dall’elaborazione svolta da Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari professionali, emerge che nel primo semestre di quest'anno in Piemonte sono state effettuate circa34.800 compravendite. “Il Piemonte ha registrato una variazione positiva del 6,3% in questi primi sei mesi, rispetto allo stesso periodo del 2021” ha spiegato Marco Pusceddu, presidente di Fiaip Piemonte. 

“Lo sprint maggiore – ha precisato - si è avuto nei primi tre mesi dell’anno con una media del +10% in più nelle transazioni, mentre il secondo trimestre ha visto un andamento più contenuto, circa il +3%. I prezzi restano ragionevolmente stabili, tendenzialmente in aumento, tra l’1 e il 2%, a seconda delle zone, anche se non ancora allineati al trend delle compravendite”.

“La richiesta nei capoluoghi di provincia riprende quota anche in termini percentuali, rispetto al fuori provincia – ha aggiunto Pusceddu - C’è una lieve diminuzione della superficie media compravenduta e dunque un aumento nelle vendite di abitazioni dal taglio medio piccolo rispetto all’anno passato. Sembra che si cominci a delineare un graduale ritorno alla normalità del pre pandemia, sia per scelte abitative sia per la ripresa dell’investimento sul mattone, il cui taglio tipico è appunto quello medio-piccolo”.

“Sul secondo semestre del 2022 ci aspettiamo un andamento analogo, di crescita, forse però più contenuto. Non è scontato, però, che questi risultati si mantengano nel tempo – ha sottolineato il presidente della Fiaip Piemonte - La caduta del governo, il periodo di incertezza socio-economico, la crisi energetica, da una parte spingono al ‘rifugio’ della casa, come bene immobile, sicuro, ma dall’altra generano insicurezza, che frena gli investimenti. Gli aumenti delle bollette e dell’inflazione inducono alla prudenza: vendere e comprare casa sono sempre passi ben ponderati, di conseguenza si tende ad aspettare che l’orizzonte si rischiari, si definisca. Serve un reale Piano energetico che rassicuri famiglie, imprese, mercato immobiliare e del credito, per salvaguardare il risparmio, quindi anche la casa”.

In termini di crescita percentuale, sono in testa le province di Asti e di Verbania che spiccano nel semestre con il +18 rispetto ai primi sei mesi del 2021. Asti ha avuto un boom tra gennaio e marzo con il +30% di transazioni rispetto all’analogo periodo dell’anno passato, mentre il Verbano ha visto il +23% nel secondo trimestre. “Abbiamo ricevuto molte richieste da persone che provengono da città più grandi, Torino, ma anche Milano, per vivere in una sistemazione più verde o per avere, come seconda casa, un luogo rilassante in cui poter ‘staccare’”, ha commenta il presidente del collegio di Asti, Roberto Coppola.

Nel Verbano-Cusio-Ossola “l’aumento più consistente è stato sulle seconde case – ha riferito Francesco Giovenzani, presidente di Fiaip Vco - Gioca a favore la vicinanza con la Lombardia e con Milano. Anche le valli dell’Ossola, che erano meno richieste, hanno visto un incremento di seconde case: sono tornati i tedeschi, gli svizzeri e tanti milanesi, che facevano lo smart working qui in affitto, dopo aver apprezzato la zona, hanno poi comprato; d’altra parte ci sono 45 minuti di auto per raggiungere il capoluogo lombardo”.

Biella è l’unica provincia ad aver registrato un trimestre negativo: i primi tre mesi hanno segnato il -4% di passaggi di proprietà, per poi riprendersi e attestarsi su un aumento del 5,8% nel semestre. “Biella sconta diversi problemi che rendono il mercato immobiliare ondivago, la chiusura delle imprese e la mancanza di lavoro incidono sullo spopolamento e il mercato della casa di conseguenza non prospera”, ha spiegato il presidente provinciale di Biella, Alberto Meliga.

Comunque, complessivamente tutte le province piemontesi, nel primo semestre 2022, viaggiano con il segno positivo: si va dal 2,7% del Novarese (2.752 compravendite), al 4,9% di Torino (18.874), per salire con il 5,8% di Alessandria (3.095) e di Biella (1.224), il 7% del Cuneese (4.488), l’8% di Vercelli (1.238), e infineci sono le capofila con il 18% di Asti (1.645) e del Verbano Cusio Ossola (1.491).

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia a spiccare in termini percentuali sono: Verbania (33%), Alessandria (24%), Asti (23%), Biella (9,8%), Cuneo (8,6%), Torino (6,7%), Vercelli (3,2%), Novara (3%). 


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