Notizie | 23 settembre 2022, 16:35

Nautica italiana a gonfie vele: i numeri record 2021

Uno scorcio del Salone Nautico di Genova (22-27 settembre)

Uno scorcio del Salone Nautico di Genova (22-27 settembre)

In occasione del 62°Salone Nautico Internazionale di Genova (aperto fino a martedì 27), è stata presentata la nuova edizione di Nautica in Cifre, l’annuario statistico realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison.

Dal rapporto emerge come il 2021 per l’industria italiana della nautica si sia rivelato l’anno con il migliore incremento di fatturato di sempre e come l’esercizio nautico appena concluso abbia assicurato solide prospettive anche per il 2022, consolidando una crescita strutturale.

Considerando gli scenari economico-politici che stiamo attraversando – con forti criticità sul fronte dell’approvvigionamento delle componenti, imprevedibili fluttuazioni dei prezzi e della disponibilità delle materie prime e una sempre più evidente scarsità di manodopera specializzata – si tratta di un risultato eccezionale per le imprese italiane, tra le quali spiccano Azimut-Benetti, Sanlorenzo e Baglietto, comandate da piemontesi.

I numeri sono chiari: il fatturato globale del settore è passato da 4,6 miliardi del 2020 a ben 6,1 miliardi del 2021. L’incremento registrato rispetto all’anno precedente è stato del 31,1%: un dato straordinario che consente non solo di compensare il lieve calo registrato nel 2020, ma di portare il fatturato del settore a livelli pressoché analoghi a quelli del biennio record del 2007-2008.

Fra i fattori determinanti che hanno alimentato la crescita si deve annoverare l’exploit delle esportazioni della produzione cantieristica nautica, che nell’anno scorrevole terminato a marzo 2022 hanno toccato il massimo storico di 3,37 miliardi di euro, con gli Usa primo mercato in assoluto per i nostri cantieri (485 milioni di euro, pari a una quota del 16,4%). E nei primi sei mesi del 2022 l'export è aumentato di un ulteriore 72%.

Altri fattori determinanti sono i portafogli ordini dei cantieri italiani di yacht e superyacht, che per molti operatori coprono addirittura il prossimo triennio e l’ottima performance dei comparti dell’accessoristica nautica e dei motori marini.

Gli addetti complessivi sono saliti a 26.350 rafforzando ulteriormente il trend occupazionale positivo (+9,7% rispetto al precedente anno) che ha caratterizzato trasversalmente tutti i comparti del settore, con una particolare incidenza nella costruzione di nuove unità (+14,7%) in cui sono impiegati quasi la metà degli addetti complessivi del settore (14.710).

Il contributo del settore della nautica al Pil nazionale è stato superiore ai 5,1 miliardi di euro nel 2021, in forte aumento (+31,4%) rispetto al dato 2020. Anche il peso del contributo della nautica al Pil in rapporto al Pil nazionale è cresciuto, passando dal 2,37‰ del 2020 al 2,89‰ nel 2021, a testimonianza della fase espansiva del settore.

Le esportazioni complessive di “Imbarcazioni da diporto e sportive” nel 2021 hanno evidenziato una notevole resilienza del settore rispetto agli effetti economici negativi innescati dalla pandemia globale di Covid-19 e sono risultate pari a oltre 2,9 miliardi di euro, in aumento del 40,4% rispetto al dato 2020.

I Paesi extra europei si confermano la principale destinazione delle vendite italiane oltreconfine: l’export diretto sui mercati extra Ue è stato infatti pari a 2,2 miliardi di euro, corrispondente al 74,6% dell’export italiano nel settore (a fronte del 64,3% nel 2020), mentre quello diretto verso i 27 Paesi Ue ammonta a 750,4 milioni di euro, pari al 25,4% (35,7% nel 2020).

Infine, la nuova edizione di Nautica in cifre riporta i dati relativi ai principali poli produttivi territoriali della nautica italiana: al primo posto della classifica, stilata per valore del fatturato, troviamo il “polo produttivo dell’Alto Mediterraneo” (province di Genova, La Spezia, Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno). In questo distretto si trovano il 36,7% degli addetti del settore e ben il 54,4% del fatturato. Segue il “polo produttivo adriatico” (province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino e Ancona), con il 12,3% delle imprese totali del settore e un fatturato pari al 23,3% del fatturato complessivo del settore. La Lombardia rappresenta l’11,8% degli addetti nazionali del settore e il 9,6% del fatturato totale.

Molto interessanti, infine, i dati relativi ai moltiplicatori della filiera della nautica da diporto – 9,2 per l’occupazione e 7, 5 per quanto riguarda il valore aggiunto – che sono i più elevati tra le economie del mare.


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