Piazza Affari - 29 luglio 2022, 16:18

Messina: l'utile Intesa Sanpaolo supererà i 4 miliardi

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo

Carlo Messina, ceo Intesa Sanpaolo

Ecco il commento di Carlo Messina, numero 1 di Intesa Sanpaolo, ai risultati conseguiti nella prima parte dell'esercizio dal gruppo che guida.

 “ Presentiamo i risultati del primo semestre 2022 in un contesto straordinariamente complesso. Il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina ha causato una grave crisi internazionale. Il quadro economico è segnato dal notevole incremento dell’inflazione - che già a inizio anno mostrava le prime evidenze – e dal conseguente aumento delle difficoltà sociali. Per questa ragione abbiamo deciso di destinare a tutte le nostre persone in Italia e all’estero – eccetto chi ha funzione di dirigente o equivalente – un contributo economico straordinario di circa 500 euro, per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro, a favore di 82.000 persone del nostro Gruppo.

Al contempo, proseguiamo nel sostegno a favore della popolazione ucraina, grazie alla donazione di 10 milioni di euro decisa all’indomani dello scoppiare del conflitto, con iniziative significative di carattere umanitario. La nostra vicinanza alle persone della Pravex Bank è stata resa possibile dai numerosi colleghi che hanno attivato delle iniziative di accoglienza in Italia e nei Paesi confinanti dove siamo presenti.

Guardando all’andamento della Banca, siamo stati in grado di raggiugere risultati particolarmente significativi, grazie al pieno avvio delle principali iniziative industriali di un Piano d’Impresa in grado di proiettarci nel prossimo decennio. Il contesto in cui operiamo – l’economia italiana – continua a mostrare importanti segni di resilienza grazie a fondamentali robusti: l’elevato risparmio delle famiglie e delle imprese italiane a fronte dell’elevato debito pubblico; la forza del nostro sistema produttivo, in particolare quello delle imprese più orientate all’export che ci collocano ai vertici globali in termini di saldo commerciale; un settore bancario solido e in grado di giocare un ruolo importante nel mitigare le difficoltà di questa fase.

Confermiamo l’obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il 70% di dividend payout in ogni anno del Piano di Impresa; l’ulteriore remunerazione degli azionisti attraverso l’operazione di buyback è già stata avviata con la prima tranche di 1,7 miliardi. La forte creazione di valore e la distribuzione del valore continueranno a essere la nostra priorità.

La dinamica al rialzo dei tassi, la capacità della banca di gestire i costi con forte attenzione e flessibilità, il massivo deleveraging realizzato – grazie al quale abbiamo raggiunto i livelli più bassi di sempre in termini di stock di crediti deteriorati e NPL ratio – rappresentano il volano per una ulteriore crescita, anche in un contesto di grande complessità come è quello attuale.

In questo quadro, Intesa Sanpaolo rimane ai vertici di settore nel 2022 per redditività: stimiamo infatti di superare i 4 miliardi di utile netto, in assenza di ulteriori criticità relative all’approvvigionamento energetico e delle materie prime; in caso di ipotesi molto conservativa di copertura al 40% delle esposizioni nei confronti di Russia e Ucraina stimiamo un risultato netto ben superiore a 3 miliardi di euro.

I risultati raggiunti nel primo semestre 2022 sono l’ulteriore dimostrazione di come Intesa Sanpaolo sappia, in contesti estremamente complessi, generare una redditività significativa e sostenibile grazie a un modello di business fortemente diversificato e resiliente, a vantaggio di tutti gli stakeholders.

Escludendo gli accantonamenti/svalutazioni relativi all’esposizione nei confronti di Russia e Ucraina, pari a 1,1 miliardi, il risultato netto del semestre è pari a 3,3 miliardi di euro; 2,35 miliardi è il risultato netto contabile. Nel primo semestre abbiamo già maturato 1,6 miliardi di euro di dividendi.

Gli interessi netti mostrano una notevole accelerazione: nel secondo trimestre la progressione è del 6,9 % rispetto al primo trimestre dell’anno. Nei primi sei mesi dell’anno il risultato della gestione operativa è in crescita del 4,2% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Mentre continuiamo a investire sulle leve della crescita, i costi diminuiscono ulteriormente del 2,5 % rispetto al primo semestre dello scorso anno e il livello di cost/income raggiunto al 30 giugno – pari al 47,5% – ci colloca a livelli di vertice tra le maggiori banche europee.

Le attività di avvio per la nuova banca digitale, Isybank, che potrà dare un significativo contributo al miglioramento della struttura dei costi, procedono speditamente: dopo la definizione della partnership con il leader di mercato Thought Machine, stiamo dando impulso alla nuova unità (Isy Tech) per lo sviluppo di Isybank con 230 specialisti; prosegue con decisione il rafforzamento delle competenze in ambito digitale dell’attività core della Banca.

Nel primo semestre dell’anno abbiamo conseguito un ulteriore miglioramento della qualità dell’attivo grazie a una riduzione dei crediti deteriorati lordi di 4,1 miliardi rispetto a fine 2021. Abbiamo così portato l’incidenza dei crediti deteriorati lordi all’1,7% e dei netti allo 1,0% considerando le altre cessioni previste per quest’anno (già oggetto di accantonamenti nel quarto trimestre 2021) e applicando la metodologia EBA.

La nostra struttura di capitale si conferma estremamente solida e ampiamente superiore ai requisiti regolamentari con un fullly phased in CET1 ratio pari al 12,5% deducendo integralmente i 3,4 miliardi di buy back approvato dalla BCE e non considerando nei nostri coefficienti patrimoniali 1,65 miliardi di euro di dividendi maturati nel semestre, di cui minimo 1,1 miliardi da pagare come interim dividend a novembre.

Intesa Sanpaolo si conferma come motore dell’economia reale e sociale del Paese: nel primo semestre dell’anno le erogazioni a medio e lungo termine a favore di famiglie e imprese in Italia sono state pari a 32,4 miliardi (42,2 miliardi in totale) e abbiamo dato supporto a 2.100 imprese italiane rientrate in bonis. Portiamo avanti e rafforziamo il nostro programma a supporto dei bisognosi con l’impegno di raggiungere nel corso del Piano l’obiettivo di interventi per 50 milioni, in aggiunta ai 28 milioni effettuati a partire dal 2019.

Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo messo a disposizione più di 5 miliardi di euro di credito sociale rispetto all’obiettivo di 25 miliardi di flussi cumulati annunciati nel Piano di Impresa. Inoltre abbiamo assunto impegni di finanziamenti per 500 milioni a supporto di uno dei più grandi programmi di social housing in Italia, con l’obiettivo di circa settemila unità dedicate a giovani e anziani. Abbiamo avviato l’utilizzo del plafond di 8 miliardi di euro a sostegno dell’economia circolare con oltre 2,3 miliardi di crediti già accordati. La qualità professionale delle nostre persone è stata ed è il fattore chiave per raggiungere risultati solidi, sostenibili a favore di tutti gli stakeholders: a loro va il nostro grazie”.

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