Notizie | 29 luglio 2022, 17:04

Più assunzioni in Piemonte, meno in Liguria e Val d'Aosta

Più assunzioni in Piemonte, meno in Liguria e Val d'Aosta

Sono 285mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di agosto (quasi 28.000 nelle tre regioni del Nord Ovest) e circa 1,3 milioni per l’intero trimestre agosto-ottobre (oltre 124.000 nel Nord Ovest). Rispetto a un anno fa, in tutto il Paese, sono previste 27mila assunzioni in più nel mese (+10,8%) e 70mila in più nel trimestre (+5,7%).

In controtendenza risultano la Liguria (-130 le assunzioni previste in agosto e 360 entro la fine di ottobre) e la Valle d'Aosta (rispettivamente -10 e -60); mentre in Piemonte, le imprese hanno programmato 2.210 entrate in più ad agosto e 7.660 in più nel trimestre agosto-ottobre).

A livello nazionale, il confronto con il mese precedente registra una flessione della domanda di lavoro dovuta alla naturale stagionalità (-221mila entrate). Le previsioni delle imprese appaiono, in ogni caso, condizionate anche dalle crescenti incertezze per il perdurare della guerra in Ucraina, per l’aumento dell’inflazione e per le mutate condizioni di accesso al credito definite con il rialzo dei tassi di interesse nell’area euro.

Contemporaneamente, però, cresce ancora la difficoltà di reperimento che riguarda il 41,6% delle assunzioni programmate (44,3% in Piemonte e 45,8% in Liguria), in aumento di quasi 9 punti percentuali rispetto ad agosto 2021 quando il mismatch tra domanda e offerta di lavoro riguardava il 32,7% dei profili ricercati.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

L’industria nel suo complesso è alla ricerca di 81mila profili professionali – in crescita dell’11,3% rispetto a un anno fa – di cui 55mila da impiegare nel manifatturiero (+3,4% su base annua) e 26mila nelle costruzioni (+32,9% sull’anno).

Le maggiori opportunità di lavoro nel manifatturiero sono offerte dalle imprese dell’agroalimentare (13mila assunzioni previste; +16,7% sull’anno) e dalle imprese della meccatronica (anch’esse con 13mila assunzioni; +6,4% sull’anno), seguite dalle imprese metallurgiche e dei prodotti in metallo (10mila assunzioni; -20,3% sull’anno) e infine da quelle chimico-farmaceutiche, plastica e gomma (5mila assunzioni programmate; +33,3% sull’anno).

Il macro-settore dei servizi programma 204mila ingressi, in crescita del 10,6% in confronto allo scorso anno. E’ il comparto dei servizi di alloggio, ristorazione e dei servizi turistici ad esprimere la domanda più elevata con circa 59mila assunzioni programmate sebbene in flessione rispetto ad un anno fa (-6,2%). Seguono il commercio (37mila entrate; +19,5% sull’anno), i servizi alle persone (36mila; +17,0% sull’anno) e i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (27mila; +21,6% sull’anno).

Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con 156mila unità, pari al 54,9% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (45mila), i contratti di somministrazione (38mila), gli altri contratti non alle dipendenze (16mila), i contratti di apprendistato e gli altri contratti alle dipendenze (entrambi con 13mila) e i contratti di collaborazione (3mila).

Ad agosto, la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese riguarda complessivamente il 41,6% delle assunzioni programmate (8,9 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno). La motivazione principalmente indicata dalle imprese è la “mancanza di candidati” che ad agosto 2022 è stata espressa per il 26,8% dei profili ricercati (valore superiore di 8,2 punti percentuali rispetto allo scorso anno). Segue la motivazione collegata alla “preparazione non adeguata dei candidati” (vale per 10,9% dei profili ricercati) e altre motivazioni (4,0%).

A dover fronteggiare il più elevato mismatch sono le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo con il 55,6% dei profili professionali ricercati di difficile reperimento, seguono le industrie del legno e del mobile (53,7%), le imprese delle costruzioni (52,7%), le imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (48,9%) ed infine le industrie meccaniche ed elettroniche (47,9%).

Le figure con una più elevata incidenza di difficoltà di reperimento, riportate nel Borsino delle professioni di Excelsior del mese di agosto, sono: artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (71,7% è di difficile reperimento), operatori della cura estetica (71,1%), fabbri ferrai e costruttori di utensili (65,1%), meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (64,8%), fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (60,5%); tra le figure high skills si segnalano i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (57,5%) i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (57,1%) e i tecnici della salute (55,1%) e i tecnici in campo ingegneristico (54,9%).

In valore assoluto Unioncamere segnala, inoltre, la difficoltà a reperire oltre 22mila addetti nelle attività di ristorazione, 9mila tra il personale non qualificato nei servizi di pulizia, 8mila conduttori di veicoli a motore, 6mila addetti alle vendite e 5mila artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili.

A livello territoriale, le regioni che programmano maggiori entrate ad agosto sono Lombardia (54mila unità), Veneto (29mila), Emilia-Romagna (27mila), Lazio (26mila) e Campania (22mila). Tra le regioni con maggiori difficoltà nel reperire i profili ricercati si segnalano Trentino-Alto Adige con il 52,5%, Veneto con il 49,5% e il Friuli-Venezia Giulia con il 48,9%.


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