Notizie | 28 luglio 2022, 19:08

Liguria, record negativo delle richieste di credito

Nel primo semestre le domande delle imprese alle banche crollate del 13,9% - Calo del 7,2% in Piemonte e dell'8,2% in Valle d'Aosta

Liguria, record negativo delle richieste di credito

Dopo un 2021 caratterizzato dalla ripresa dell’economia nazionale post pandemia, nel primo semestre dell’anno il numero di richieste di credito presentate dalle imprese italiane ha fatto segnare una flessione del -7,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

La dinamica in atto va letta come il segnale di una necessità meno impellente rispetto al passato di rivolgersi agli istituti di credito per far fronte alla contrazione dei fatturati e dei flussi di cassa che si erano registrati nella fase più acuta della pandemia, quando le aziende erano state indotte a richiedere un grande numero di finanziamenti anche per importi contenuti.

La frenata in atto riguarda sia le società di capitali, che hanno fatto registrare un -4,2% rispetto al primo semestre 2021, sia le imprese individuali, per le quali la flessione è stata più consistente, pari a -12,8%. Al contempo, l’importo medio richiesto è cresciuto del 13,6%, attestandosi a 120.227 euro, con un’accelerazione significativa nel secondo trimestre dell’anno (+26,8%) rispetto al pari periodo del 2021.

Queste le principali evidenze che emergono dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif nel quale vengono analizzate in modo puntuale le istruttorie di finanziamento registrate in Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif.

“La concatenazione degli eventi negativi che hanno caratterizzato questi ultimi tempi ha prodotto impatti estremamente significativi sulle attività produttive nel nostro Paese e non solo. In particolare – ha scritto Simone Capecchi, executive director di Crif - in una fase in cui l’economia nazionale stava faticosamente cercando di riportarsi sui livelli pre-pandemia, lo scoppio del conflitto in Ucraina, l’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia e il rialzo dei tassi sono destinati a produrre un nuovo shock sulle nostre imprese. Questo, però, non si è ancora riflesso sulla domanda di credito, con le imprese che non hanno ancora sentito la necessità di aumentare in modo consistente la provvista di liquidità per far fronte all’attività corrente. Al contrario, nel primo semestre dell’anno il volume di richieste è complessivamente diminuito, accentuando la tendenza a non frazionare eccessivamente i finanziamenti rivolgendosi primariamente a pochi istituti di credito di riferimento per finanziamenti di importo più elevato rispetto al passato”.

Nello specifico, dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif, emerge una crescita del 13,6% dell’importo medio richiesto nei primi sei mesi dell’anno in corso, che si attesta a 120.227 euro. La tendenza risulta ancor più accentuata nel secondo trimestre, con un eloquente +26,8% sul pari periodo del 2021.

Per quanto riguarda le imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto nel primo semestre un valore medio pari a 41.479 euro (+7% rispetto al corrispondente periodo 2021), con la classe di importo al di sotto dei 5.000 euro che raccoglie il 33,5% del totale delle richieste in virtù del peso preponderante delle aziende di piccola e piccolissima dimensione.

Per quanto riguarda le società di capitali, invece, l’importo medio richiesto ammonta a 158.562 euro, segnando un incremento dell'11,8% rispetto alla corrispondente rilevazione dello scorso anno.

Estremamente diversificata la dinamica registrata nelle diverse regioni del Paese. Relativamente alla variazione del numero delle richieste di credito si passa da una flessione superiore al 10% in Liguria (-13,9%), Campania (-13%), Sardegna (-12,8%), Sicilia (-11,1%) oltre a Veneto (-10,7%) e Friuli (-10,1%), a una variazione positiva nelle Marche (+4,6%) e in Trentino-Alto Adige (+4%).

In Piemonte il calo è stato del 7,2% e dell'8,2% in Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda, invece, l’importo medio dei finanziamenti richiesti, il valore più elevato si registra in Trentino-Alto Adige, con quasi 350.000 euro, mentre all’estremo opposto della graduatoria si colloca la Sicilia, con 67.732 euro. In Piemonte l'importo medio richiesto è risultato di 80.777 euro, in Liguria di 74.799 e in Valle d'Aosta di 73.156.

Va però sottolineato come il taglio dei finanziamenti dipenda molto sia dalla composizione del tessuto di imprese attive sul territorio, sia dalla tendenza più o meno accentuata a frazionare la provvista di liquidità tra diversi istituti di credito.

<spacer height="2" width="590" align="LEFT" type="BLOCK">Capecchi ha anche sottolineato che “pur essendo il cambiamento climatico ormai una evidenza nella nostra vita quotidiana, purtroppo le imprese spesso non sono pienamente consapevoli dei rischi fisici che ne derivano e a cui sono sempre più esposte. La necessità per le imprese di mettere in atto una serie di azioni di contenimento di questi rischi, a beneficio della transizione verso modelli di business più sostenibili e resilienti, può tradursi in investimenti specifici che possono essere positivamente supportati dai player finanziari non solo con prodotti di credito ma anche con offerte assicurative dedicate”.</spacer>

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