Notizie | 25 luglio 2022, 12:16

Auto, il bilancio (positivo) della componentistica italiana

Auto, il bilancio (positivo) della componentistica italiana

L’export italiano della filiera dei componenti per autoveicoli nel 2021 è tornato a crescere: l'anno scorso è aumentato del 15,4%, dopo la frenata del 2020 (-15%), ammontando a 21,7 miliardi di euro. Nel 2021, però, si è registrato anche un incremento delle importazioni della componentistica (+19,3%) per un valore di 15,9 miliardi, portando così la bilancia commerciale a confermare nuovamente un saldo comunque positivo di 5,8 miliardi (circa 300 milioni in più rispetto al 2020).

“Il 2021 è un anno all’insegna del recupero per le esportazioni della componentistica italiana, che tornano a crescere a doppia cifra, dopo le pesanti perdite del 2020” ha commentato Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia, sottolineando che lo scorso anno, il valore dell’export è cresciuto verso tutti i maggiori Paesi di esportazione eccetto il Regno Unito (-8,9%) – che mantiene il primato in termini di saldo positivo per la bilancia commerciale italiana (909,7 milioni contro i 972,4 del 2020) e si conferma, come nel 2020, quinto mercato di destinazione dell’export – la Turchia (-1,4%) e la Serbia (-2,8%).

A questi positivi risultati ha fatto seguito, tuttavia, un difficile inizio 2022, che, a causa del protrarsi della crisi dei semiconduttori, delle materie prime, della logistica e con gli effetti del conflitto in Ucraina pone le premesse per una probabile inversione di tendenza. Secondo le ultime previsioni, per i microchip, ad esempio, quest'anno ci sarà un allentamento delle limitazioni dell’offerta e per la fine della crisi si dovrà attendere almeno il 2024 o 2025.

Il comparto della componentistica nel suo complesso, comunque, ha chiuso il 2021 con un rialzo del 29,5% dell’indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, mentre per il fatturato la variazione positiva dell’indice è stata del 14,6%, nel contesto di un incremento complessivo del 18,7% dell’indice di produzione dell’intera filiera automotive, complice il confronto con i forti ribassi registrati nell’anno della pandemia.

L’export italiano di autoveicoli, nel 2021, vale 16,23 miliardi, in aumento del 10% rispetto al 2020, mentre l’import vale 24,23 miliardi (+7,6%). Questo genera un saldo negativo della bilancia commerciale che ammonta a circa 8 miliardi (7,8 miliardi nel 2020).

Il forte disavanzo commerciale è come sempre determinato dall’elevata quota di penetrazione dei Costruttori esteri nel mercato italiano: per le autovetture, nel 2021, è pari al 62% circa, decisamente più alta rispetto a Paesi come la Francia e la Germania.

Le esportazioni del settore componenti rappresentano nel 2021 il 5% di tutto l’export italiano, mentre le importazioni valgono il 3,1%, quote che salgono rispettivamente al 5,3% e al 3,2% se si esclude dal totale dei flussi commerciali il comparto energia.

Il 2020, per la componentistica, si era chiuso con l’export diminuito del 15%, per un valore di 18,8 miliardi, a causa dei pesanti effetti della pandemia e con un saldo positivo della bilancia commerciale di 5,5 miliardi (-18,2%).

La componentistica automotive conta oggi in Italia circa 2.200 imprese, con un fatturato di 44,8 miliardi e 161.000 addetti diretti, compresi gli operatori del ramo della subfornitura. Inoltre, mentre la bilancia commerciale dell’intero settore automotive italiano ha un saldo negativo, guardando alla sola componentistica il saldo è positivo da oltre 20 anni (6,4 miliardi la media annua dal 2008 al 2021).

Sempre in riferimento al 2021, l’export della componentistica verso i Paesi UE27 vale 13,78 miliardi (+13,1%) e pesa per il 63,5% di tutto l’export componenti (64,7% nel 2020), con un avanzo commerciale di 2,88 miliardi (3,07 miliardi nel 2020). L’export verso i Paesi extra UE è di 7,92 miliardi (+19,8%) e produce un saldo positivo di 2,92 miliardi (2,43 miliardi nel 2020).

La classifica dell'export per Paesi di destinazione vede al primo posto sempre la Germania, con 4,4 miliardi (+9,6% la variazione tendenziale) e una quota del 20,4% sul totale; seguono Francia (quota del 10,3%), Usa (8,5%) che supera la Spagna (7,2%), UK (5,5%), Polonia (5%), Turchia (3,8%), Brasile (3,8%) Austria (3,2%) e Belgio (2,6%).

Le aziende italiane esportano verso il Nord America componenti per un valore di 2,4 miliardi, in aumento del 39%, con un saldo attivo di 1,75 miliardi. Il valore dell’export cresce del 38,7% verso gli Usa, del 42,6% verso il Messico e del 25,5% verso il Canada. Le esportazioni italiane di componenti verso l'area Mercosur valgono 923 milioni, in crescita del 62,8% rispetto al 2020, con un saldo positivo per 728 milioni, il 68% in più.

Come già nel quadriennio 2017-2020, il primo mercato asiatico di esportazione resta la Cina (331 milioni, +0,9% rispetto al 2020 e un saldo negativo di 983 milioni), che è anche il quarto Paese di origine delle importazioni italiane di componenti (1,31 miliardi, contro i 966 milioni del 2020, pari all’8,3% del totale importato). Fa seguito alla Cina, come secondo Paese asiatico di destinazione dell’export dei componenti italiani, il Giappone (243 milioni, +7,2%, con un saldo negativo di 77 milioni).

Ti potrebbero interessare anche: