Bandi & Concorsi - 18 giugno 2022, 07:00

Imu sulla prima casa: ecco cosa devi sapere

L’Imu (imposta municipale propria, tributo che nel nostro Paese esiste dal 2011) deve essere pagata sulla prima casa solo se l’immobile è di lusso, in funzione della classificazione catastale.

Imu sulla prima casa: ecco cosa devi sapere

Il concetto di abitazione principale viene indicato nella Legge di Bilancio 2020, alla lettera b del comma 741 dell’articolo 1 della legge n. 160 del 2019, che è quella attraverso cui la nuova imposta unica sulla casa è stata istituita.

In pratica, è abitazione principale ogni immobile che sia iscrivibile o iscritto come unica unità immobiliare nel catasto edilizio urbano; in questa abitazione devono risiedere anagraficamente e dimorare in maniera abituale i membri del nucleo familiare.

Come usufruire dell’esenzione Imu sulla prima casa? Per evitare di pagare l’imu prima casa, come ci spiegano gli esperti dell'agenzia immobiliare Dove.it, è necessario che l’immobile in questione sia la dimora abituale, vale a dire il luogo in cui il possessore della casa vive per la maggior parte dell’anno. L’abitazione, inoltre, deve costituire la sede della residenza anagrafica; infine l’immobile deve rappresentare la sola unità immobiliare di proprietà del soggetto passivo. Queste informazioni sono utili anche per chi ha intenzione di vendere il proprio appartamento di proprietà. Chiunque ha la possibilità di far valutare la propria abitazione online, gratis e senza alcun impegno. Nel novero dei servizi a disposizione ci sono anche un consulente dedicato, la promozione sui portali e le fotografie professionali.

Si parla di assimilazioni per segnalare quei casi in cui si ritiene prima casa l’immobile che si possiede anche se questo non costituisce la residenza anagrafica del possessore e la sede della sua dimora abituale. Per esempio, vengono ritenute prima casa a fini Imu le unità immobiliari che sono di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa per gli studenti universitari che sono soci assegnatari, anche se questi non hanno la residenza anagrafica. Lo stesso dicasi per i fabbricati di civile abitazione usati come alloggi sociali.

Va detto, comunque, che tutte le amministrazioni locali hanno un certo margine di autonomia da questo punto di vista, nel senso che hanno la possibilità di scegliere se applicare l’assimilazione a casa principale ad altri casi: per esempio per le case che appartengono a persone disabili o anziane che risiedono in un istituto di cura o in una casa di riposo, a seguito di un ricovero permanente.

 

Ricky Garino

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