Curiosità - 11 giugno 2022, 18:58

Alle migliori pizzerie il marchio Ospitalità italiana

Alle migliori pizzerie il marchio Ospitalità italiana

Per le pizzerie italiane nel mondo è arrivato il marchio Ospitalità Italiana. L’iniziativa, promossa da Unioncamere con il supporto tecnico-scientifico di Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche), mira a identificare, qualificare e valorizzare le strutture che fanno della qualità, della distintività italiana e del binomio destinazione-prodotto turistico italiano, gli elementi centrali della propria offerta.

Nel periodo prepandemia, il comparto pizzerie contava 150mila addetti in Italia, per un giro d’affari di 15 miliardi di euro nel nostro Paese e di oltre 60 miliardi nel mondo (gli ultimi dati disponibili dicono che i ristoranti e le pizzerie gestite da italiani all’estero sono 72mila e incassano oltre 27 miliardi di euro l’anno).

Le pizze vendute ogni giorno sono otto milioni soltanto in Italia e cinque miliardi in tutto il mondo.

Dall’Italia, dove ha avuto origine, la passione per la pizza si è diffusa ovunque. Gli americani ne sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre, in Europa, sono gli italiani a guidare la classifica con 7,6 chili all’anno. Al secondo posto gli spagnoli, al terzo, a pari merito, francesi e tedeschi.

In questo scenario così complesso e con una diffusione così ampia nel consumo di pizza, il marchio Ospitalità Italiana per le pizzerie italiane nel mondo diventa uno dei più importanti provvedimenti istituzionali per la difesa dai numerosi tentativi di plagio di questo simbolo della tradizione italiana e per la tutela delle caratteristiche tradizionali del suo processo produttivo e della primarietà degli ingredienti.

Dopo i ristoranti e le gelaterie, quindi, anche le pizzerie italiane potranno vantare un riconoscimento distintivo capace di farle emergere dal mercato grazie agli elementi qualità e di italianità, accertati con verifiche oggettive e imparziali.

Il disciplinare per le pizzerie italiane nel mondo consente di prendere in considerazione ogni tipicità di pizza caratteristica delle diverse regioni italiane (es. pizza napoletana, pinsa, pizza romana, etc.) e si compone di dieci regole che vanno dalla professionalità dei pizzaioli, al servizio offerto, ai prodotti utilizzati per le ricette e/o offerti nel menu e nella carta delle bevande, alla presenza di alcune tipologie di ricette particolarmente presenti sul territorio italiano, con un’attenzione rivolta all’utilizzo della lingua italiana per alcuni passaggi specifici che interessano la comunicazione.

Ottenere il marchio Ospitalità Italiana è un modo per preservare e promuovere, attraverso la cultura agroalimentare di qualità, il sistema produttivo italiano e la capacità dell’Italia di mantenere viva l’attenzione dei suoi estimatori, ispirandone anche nuovi; ma è anche una opportunità per tutti quegli imprenditori che vogliono entrare a far parte di un network riconosciuto a livello internazionale che conta più di 2.200 imprese tra ristoranti e gelaterie made in Italy, in 60 Stati e in 456 grandi città.

La rete è nata nel 2009 e si amplia anno dopo anno, grazie alla collaborazione delle Camere di Commercio italiane all’estero, con nuove imprese e nuovi disciplinari per certificare e promuovere le attività che più rappresentano la gastronomia ma anche la cultura e la storia del nostro Paese.

Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero, ha commentato: “La ristorazione italiana all’estero è spesso il primo punto di contatto tra il consumatore e le nostre tradizioni culinarie, e l’estensione del marchio Ospitalità Italiana anche al mondo delle pizzerie conferma il forte impegno del sistema camerale italiano nell’individuare e supportare chi all’estero è portatore della vera tradizione italiana, svolge un ruolo fondamentale nell’educazione dei clienti al consumo di qualità e nel contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding, sempre più diffuso in tutto il mondo”.

E Roberto Di Vincenzo, presidente Isnart, ha aggiunto: “Con il disciplinare per le pizzerie aggiungiamo un altro importante tassello al quadro dell’offerta italiana di qualità nel mondo. Una risposta concreta alle Camere estere che hanno fortemente voluto e creduto in questo lavoro e ai consumatori ed estimatori della cucina italiana che, da ora, potranno vivere delle vere e proprie esperienze sensoriali garantite dalla nostra pizza, un’icona della cultura enogastronomica italiana che ha saputo superare, ben prima di altre pietanze, i confini nazionali e conquistare il mondo anche grazie alla sua essenza di street food “ante litteram”.

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