Notizie | 20 maggio 2022, 18:44

I cambiamenti degli italiani nei confronti delle assicurazioni

I cambiamenti degli italiani nei confronti delle assicurazioni

Nelle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio, l'Italia presenta un importante gap di copertura rispetto agli altri Paesi europei: secondo i dati Ania ed Eurostat, l'incidenza dei premi sul Pil nel Belpaese è dell'1,1% rispetto a una media del 2,8% dei Paesi europei analizzati, aspetto sicuramente dovuto anche al ruolo assistenziale dello Stato in Italia.

“In altri termini – si legge in un rapporto Crif - il premio medio pagato da un italiano annualmente è di 300 euro – se si esclude il ramo auto - meno di un terzo di quello degli cittadini degli altri principali Paesi europei, che in media spendono 937 euro”. In prima posizione si trova l'Olanda (premi di 3.434 euro annui per abitante), seguita da Germania (1.131 euro) e Francia (912).

Il protection gap non è solamente un’occasione commerciale perduta per le compagnie assicurative, ma la ridotta consapevolezza del rischio colpisce in modo indiretto la comunità stessa, lasciando individui e famiglie esposti a una maggiore vulnerabilità.

Tre i principali fattori che contribuiscono a rallentare la diffusione di una cultura assicurativa nel nostro Paese, in primis emerge il livello di alfabetizzazione finanziaria, che vede l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi analizzati dall’Ocse; in secondo luogo, il livello di fiducia riposto verso il settore assicurativo, che presenta un atteggiamento in alcuni casi difensivo e, infine, una bassa sensibilità al rischio.

Tuttavia, la situazione pandemica sembra che stia cambiando le cose. Infatti, il 55% degli italiani è ora più confidente nei confronti dei rischi a cui si è esposti; in particolare, il 43% si dichiara oggi in parte più consapevole – situazione particolarmente sentita per la fascia d’età 30-44 anni – mentre il 12% ha ora una visione completa (si tratta in particolare dei “meno giovani”, individui con un’età compresa tra i 55 e i 65 anni).

Come capire quali protezioni servono e quando? Dalla protezione del capitale umano a quella dei beni e del patrimonio immobiliare, la risposta è la conoscenza e lo strumento è l’assessment del rischio assicurativo, che consente di dettagliare il proprio profilo di rischio e gli eventi/situazioni a cui si è esposti. Ma sono solo quattro su dieci gli italiani che utilizzerebbero questo servizio, persone con un’istruzione medio-alta, prevalentemente uomini, con un’età compresa tra i 25 e i 54 anni, residenti principalmente nel centro Italia e nel Nord Est.

Un'altra evidenza che emerge dallo studio di Crif è che sebbene tra i canali digital delle compagnie assicurative l’utilizzo delle app (per raccogliere informazioni o per acquistare una nuova polizza) sia ancora poco diffuso rispetto a quello dei siti web, quasi otto italiani su dieci sarebbero interessati a interagire via app con la propria compagnia assicurativa in caso di incidente stradale. Un interesse potenziale elevato, dovuto alla possibilità di ricevere un’assistenza immediata “a portata di smartphone”, minimizzando i tempi per la gestione delle pratiche in caso di sinistro.

Nonostante siano ben conosciute solo dal 10% degli italiani, mentre il 24% ne ha solo sentito parlare, le assicurazioni on demand/instant/pay-per-use si apprestano a conquistare una grande fetta di clientela sempre più incuriosita dai modelli di assicurazione digitale smart e time saving.

Le assicurazioni su misura o “on demand” sono polizze assicurative che possono essere sottoscritte direttamente online o tramite app, in base alle proprie esigenze e senza bisogno di intermediari. Si tratta, perciò, di un prodotto digitale e flessibile, offerto da piattaforme che sviluppano prodotti innovativi in collaborazione con i maggiori gruppi assicurativi.

Un elemento vincente nella sua semplicità è la possibilità di assicurare prodotti di uso comune e aspetti della vita quotidiana in autonomia e rapidità. Le nuove tecnologie consentono così di attivare coperture assicurative temporanee, anche solo per un periodo limitato o un bene specifico, come un viaggio o un’auto a noleggio. Un secondo elemento vincente è la flessibilità, perché è possibile modulare le polizze in base alle proprie esigenze, con la libertà di recedere in qualsiasi momento.

Gli italiani interessati al nuovo modello on demand e ai benefici collegati sono il 76%. L’attenzione è nei confronti della riduzione al minimo di tempi e passaggi burocratici, by-passando il canale fisico delle compagnie, consentendo di ottenere la copertura giusta nel momento giusto, per il solo tempo necessario. Si tratta prevalentemente di uomini, residenti nell’area del Nord Italia, con un livello di istruzione medio alto e con un’età compresa tra i 45 e i 65 anni.

La disponibilità a innovare, seppur forte nella tipologia di strumento, non trova riscontro nella scelta dei canali, per i quali ancora gli italiani dimostrano un ancoraggio alla tradizione: compagnia assicurativa 79%, banca 55%, posta 38%.

Oggi, quasi sette italiani su dieci preferiscono reperire su internet le informazioni sulle nuove polizze assicurative da sottoscrivere, consultando il sito o l’app della compagnia di assicurazione (canali preferiti rispettivamente dal 35% e dall’11% degli italiani) o i punteggi e le recensioni online anche sui siti comparatori che mettono a confronto diverse soluzioni (21%). La quota di chi, al contrario, preferisce informarsi “di persona”, affidandosi ad agenti/broker, è del 22%, seguito da consiglio di parenti e amici (10%).

Siti e app rivestono un ruolo centrale anche nella fase di acquisto di una nuova polizza: è del 52% la quota di italiani che preferisce il canale digital rispetto a quello fisico. Nel dettaglio, il 31% preferirebbe comprare una nuova polizza tramite i canali online della compagnia di assicurazioni (il 24% la acquisterebbe sul sito e il 7% via app) e il 22% tramite siti e portali che mettono a confronto diverse soluzioni. Al lato opposto, il 47% degli italiani per sottoscrivere una nuova polizza preferisce ancora affidarsi ai canali “tradizionali”: il 39% la acquisterebbe recandosi fisicamente in agenzia e l’8% tramite agenti e broker.

Per coloro che ancora scelgono i canali tradizionali emergono tra le principali barriere, il desiderio di interfacciarsi con un consulente (risposta multipla 68%), il timore di una truffa (27%), il non sentirsi a proprio agio sul sito o sull’app (24%) e il timore di inserire i dati della carta di credito (13%).


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