Curiosità | 18 maggio 2022, 15:37

I piemontesi stanno peggio di lombardi, veneti, emiliani e romagnoli

I piemontesi stanno peggio di lombardi, veneti, emiliani e romagnoli

Pubblichiamo un ampio stralcio dello studio di Mauro Zangola, economista ed editorialista, sul “Benessere equo e sostenibile dei cittadini piemontesi”.

di Mauro Zangola*

Gli indicatori esaminati mostrano chiaramente come i cambiamenti nel profilo del benessere in Piemonte, come nel resto del Paese, siano stati molti nella direzione del progresso quanto nella persistenza di aree di criticità anche profonde

Fra i fattori che abbiamo esaminato quelli che hanno influito positivamente sul benessere dei piemontesi soprattutto dopo il forte impatto negativo dovuto alla pandemia sono: 1. la ripresa della speranza di vita dopo il tonfo del 2020 dovuto all’eccesso di mortalità; 2. il miglioramento della salute come testimoniano la  riduzione degli eccessi di peso, di alcol e della sedentarietà e la sostanziale stazionarietà degli eccessi di fumo; 3. la ripresa dell’occupazione, anche se c’è ancora molto da fare per recuperare i livelli del 2019; 4. il miglioramento della digitalizzazione.

Fra i fattori che al contrario hanno inciso negativamente sul benessere dei piemontesi segnaliamo: 1. la leggera contrazione del reddito disponibile e l’aumento delle persone a rischio povertà e in situazioni di grave deprivazione materiale e abitativa; 2. la difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli; 3. l’inquinamento dell’aria e le preoccupazioni per i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità; 4. la persistente insoddisfazione per la qualità di tutti i servizi di mobilità; 5. la ripresa dei furti predatori (furti in abitazione, borseggi e rapine) che rimangono comunque al di sotto dei livelli registrati prima dell’inizio della pandemia.

Fra i fattori che continuano a segnalare aree di criticità assume un rilievo crescente la scarsa fiducia dei piemontesi nella politica e nelle istituzioni democratiche dalla quale si salvano solo le Forze dell’Ordine e la Croce Rossa.

Dall’analisi condotta emergono elementi di preoccupazione, problemi vecchi e nuovi ma anche la volontà e la capacità dei piemontesi di reagire in un contesto economico e sociale tutt’altro che facile e fattibile di deterioramento.

L’analisi condotta in questo studio ci ha posti di fronte anche a una dura realtà: i cittadini lombardi, veneti ed emiliano-romagnoli stanno meglio dei piemontesi. Il confronto fra i livelli degli indicatori nelle quattro regioni non lascia dubbi sul fatto che il Piemonte deve fare molto di più se vuole raggiungere un livello di benessere paragonabile a quello delle altre regioni messe a confronto. Gli elementi sui quali lavorare ci sono tutti; serve una presa d’atto oggettiva e la determinazione necessaria per eliminare o ridurre le distanze.

Riportiamo qui di seguito il commento degli indicatori scelti all’interno dei domini utilizzati dall’Istat per misurare il benessere equo e sostenibile dei piemontesi.

SALUTE

Speranza di vita. L’eccesso di mortalità ha comportato nel 2020 una riduzione della speranza di vita dalla nascita di oltre un punto (da 82,9 del 2019 a 81,4 nel 2020). Il dato del 2021 fa registrare tuttavia una ripresa con un valore pari a 82,4 in linea con la media nazionale e leggermente inferiore ai valori di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Rispetto al 2005 la speranza di vita dei piemontesi è aumentata di circa due anni (da 80,6 a 82,4).

Eccesso di peso. Nel 2021, il 39,3% della popolazione piemontese di 18 e più anni è in sovrappeso. Rispetto al 2020, la quota dei piemontesi in eccesso di peso si riduce di 3 punti percentuali e si attesta anche al di sotto del valore del 2019 (41,2%) e appena sopra il valore più basso registrato nel 2005 (38,7%). La quota delle persone in sovrappeso registrata in Piemonte nel 2021 è al di sotto dei valori registrati nelle regioni prese a riferimento.

Eccesso di fumo. Cresce anche se di poco la quota di fumatori di 14 anni e più, passando dal 20,1% del 2020 al 21,3%: un valore in linea con quelle degli ultimi 15 anni ma decisamente più alto di quelli registrati in Lombardia (18,8%), Emilia-Romagna (18,5%) e soprattutto in Veneto dove la percentuale dei fumatori scende al 15,8%.

Eccesso di alcool. L’abitudine al consumo a rischio di bevande alcoliche ha riguardato nel 2021 il 17,8% dei piemontesi con più di 14 anni: un valore in linea con quello del 2020 (17,6%), con i valori registrati negli ultimi 10 anni, ma decisamente più basso di quello del 2005, anno in cui il 26,2% dei piemontesi era un abituale consumatore di prodotti alcolici.

Sedentarietà. Il 29% dei piemontesi con più di 14 anni è sedentario, non pratica cioè sport né continuamente né saltuariamente nel tempo libero. Dopo l’aumento dei sedentari registrato fra il 2019 e il 2020, il 2021 fa registrare una riduzione. I piemontesi, soprattutto i più giovani (tra i 14 e i 19 anni) sono comunque molto più sedentari dei lombardi e dei veneti. In queste regioni infatti la quota dei sedentari scende al 22%.

ISTRUZIONE

Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Ancora alta, sebbene in calo, è la quota di giovani tra i 18 e i 24 anni che sono usciti prematuramente dal sistema di istruzione e formazione dopo aver conseguito soltanto il titolo di scuola secondaria di primo grado. Nel 2021 sono l’11,4% (erano il 12,1% nel 2020).

NEET. La quota di giovani di 15-29anni che non studia né lavora (NEET) cala leggermente nel 2021 (19,2%) ma non torna al livello pre- pandemia (16,5% nel 2019).

Lettura di libri e quotidiani. La quota di persone di 6 anni e più che hanno letto almeno 4 libri l’anno per motivi non strettamente scolastici o professionali e/o hanno letto quotidiani almeno tre volte la settimana è rimasta stabile rispetto al 2020 (42,1%), ma in costante riduzione rispetto alla quota di lettori di libri e quotidiani registrata tra il 2005 e il 2010 quando sfiorava il 50%. Questi valori dell’indicatore li ritroviamo oggi fra i lettori di libri e quotidiani in Veneto e in Emilia-Romagna.

Fruizione delle biblioteche. Il 7,6% delle persone di tre anni e più si sono recate in biblioteca almeno una volta nei 12 mesi precedenti l’intervista: una quota decisamente inferiore non solo a quella registrata nel 2020 (15,4%), ma anche a quella del 2019 (17,2%). 

LAVORO E CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA

Tasso di occupazione. Nel 2021 l’occupazione torna a crescere, recuperando però solo parzialmente le ingenti perdite subite a causa dell’emergenza sanitaria. Il tasso di occupazione tra i 20 e i 64enni sale al 69,8% (+1,1 punto percentuale), ma resta ancora al di sotto al livello pre pandemico (70,8%) e ai livelli delle regioni prese a riferimento.

Tasso di mancata partecipazione al lavoro. Un trend analogo mostra il tasso di mancata partecipazione al lavoro dato dal rapporto tra la somma dei disoccupati e inattivi “disponibili” e la somma delle forze di lavoro (insieme di occupati e disoccupati). Dopo esser salito al 13,5% nel 2020, il tasso è sceso al 13,2% nel 2021 ma resta al di sopra del livello raggiunto nel 2019 (12,1%) e, ancora una volta, al disopra dei livelli registrati nelle altre regioni prese a riferimento.

Rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli e delle donne senza figli. La crescente difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli è messa in evidenza dal rapporto tra i tassi di occupazione (25-49 anni) delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli. Tra il 2019 e il 2021 il rapporto è peggiorato passando dal 85,6 a 77,2.

BENESSERE ECONOMICO

Reddito disponibile lordo pro capite. Nel 2021 in Piemonte il reddito disponibile lordo pro capite è stato pari a 20.899 euro, l’1,8% in meno del livello raggiunto nel 2019 ma superiore del 9,3% al reddito pro capite percepito nel 2005.

Rischio povertà, grave deprivazione materiale e abitativa. Secondo le risultanze dell’indagine sul reddito e sulle condizioni delle famiglie deliberata dal Parlamento Europeo e coordinata da Eurostat, nel 2020 il 13,5% delle famiglie piemontesi era a rischio povertà; il 4,4% in situazioni di grave deprivazione materiale, l’8,7% in situazioni di grave deprivazione abitativa e il 4,7% in grave difficoltà ad arrivare a fine mese. Si tratta di valori in crescita rispetto al 2019, anno in cui si era registrato un generale miglioramento di questi indicatori. Nelle regioni prese a riferimento i valori degli indicatori sono mediamente inferiori a quelli registrati in Piemonte.

RELAZIONI SOCIALI

Partecipazione sociale e attività di volontariato. Nel 2021 il 15% dei piemontesi ha partecipato almeno una volta a riunioni di associazioni, di organizzazioni sindacali, professionali o di categoria o a consultazioni o votazioni su problemi sociali; il 7,7% ha svolto negli ultimi 12 mesi attività gratuita per associazioni o gruppi di volontariato. Si tratta di percentuali più basse fra quelle registrate dal 2005 ad oggi.

POLITICA E ISTITUZIONI

Fiducia nei partiti, nel Parlamento, nel sistema giudiziario, nelle Forze dell’ordine. Dai dati forniti dall’Istat sui risultati dell’indagine condotta su “Aspetti della vita quotidiana”, nel 2021 la fiducia dei piemontesi nella politica e nelle istituzioni democratiche continua a essere molto bassa. Il voto medio è insufficiente per i partiti (3,3 su una scala da 0 a 10), per il Parlamento (4,6) e per il sistema giudiziario (4,7), mentre Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco si confermano su un livello tradizionalmente elevato (7,6). Voti molto simili a quelli piemontesi si registrano in tutte le regioni.

SICUREZZA

Furti in abitazioni, borseggi, rapine. Nel 2020 le misure restrittive imposte dall’emergenza sanitaria hanno portato a una forte riduzione dei reati predatori (furti in abitazione, borseggi e rapine). Nel 2021, con l’allentamento delle misure restrittive alla mobilità e ai contatti sociali, questi reati sono tornati a registrare una lieve crescita, rimanendo però molto al di sotto dei valori registrati nel periodo pre-pandemia.

Nel 2021 in Piemonte il tasso di vittime di furti in abitazione si attesta al 7,9 per 1.000 famiglie (rispetto al 7,5 del 2020, al 12,3 del 2019 e al 20,1 del 2015); il tasso di vittime di borseggi ammonta a 4,8 vittime ogni 1.000 abitanti (rispetto al 3,8 del 2020, al 6,1 del 2019 e al 9,8 del 2015) e quello delle vittime di rapine è pari a 0,9 vittime ogni 1.000 abitanti (era pari a 0,8 nel 2020, a 1,0 del 2019 e a 1,7 nel 2015).

PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE

Insoddisfazione per il paesaggio del luogo di vita. Il 13,3% dei piemontesi di 14 anni e più dichiara che il paesaggio del luogo di vita è affetto da evidente degrado. L’indicatore registra comunque una diminuzione della percezione di degrado di 2,3 punti percentuali rispetto al 2019 e di 7,6 punti rispetto al 2015.

AMBIENTE

Qualità dell’aria. Nel 2020 in Piemonte la percentuale di misurazioni valide superiori al valore definito dall’Oms (10 ug/m3) sul totale delle misurazioni valide elle concentrazioni medie annuali di PM 2,5, si attesta al 94,2%. Si tratta di un indicatore del fenomeno dell’inquinamento decisamente superiore al valore medio nazionale (77,4) e molto simile a quelli registrati in tutte le regioni delle ripartizioni nord occidentale e orientale.

Disponibilità di verde urbano. A Torino, capoluogo della Città Metropolitana, nel 2019 ogni abitante ha a disposizione 26,4 metri quadrati di verde urbano. Ne hanno altrettanto gli abitanti di Milano e un po’ di più gli abitanti di Venezia (34) e Bologna (45,5) per citare i capoluoghi delle regioni con le quali ci confrontiamo.

Preoccupazione per i cambiamenti climatici e per la perdita di biodiversità. Il 66, 2% dei piemontesi ha espresso preoccupazioni per i cambiamenti climatici e per l’aumento dell’effetto serra; il 26,5% si è dichiarato preoccupato per la perdita di biodiversità dovuta all’estinzione di specie vegetali e animali. Livelli di preoccupazione maggiori per i cambiamenti climatici si sono registrati nel corso delle indagini svolte nel 2020 e nel 2019.

INNOVAZIONE RICERCA E CREATTIVITÀ

Utenti regolari di internet. In Piemonte nel 2021 la quota di persone di 11 anni e più che ha utilizzato internet almeno una volta a settimana, nei tre mesi precedenti l’intervista, sale al 72,8%, con una crescita di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2019 e di 25 punti rispetto al 2010.

Disponibilità in famiglia di almeno un computer. Il 70,2% delle famiglie piemontesi dispone di connessione a internet e di almeno un personal computer. In entrambi i casi gli indicatori riferiti al Piemonte sono allineati alla media nazionale e leggermente più bassi di quelli rilevati nelle regioni prese a confronto.

QUALITA’ DEI SERVIZI

Difficoltà di accesso ad alcuni servizi. Negli ultimi tre anni, su 100 famiglie piemontesi 4,7 hanno manifestato in media difficoltà a raggiungere tre o più servizi essenziali (farmacia, pronto soccorso, ufficio postale, polizia, Carabinieri, uffici comunali, scuole, asili nido, mercati e supermercati): una percentuale che si è ridotta negli ultimi 15 anni, ma che rimane leggermente più alta di quelle registrate nelle altre regioni prese a riferimento.

Irregolarità nella distribuzione dell’acqua. Nel 2021 3,8 famiglie piemontesi su 100 denunciano irregolarità nella distribuzione dell’acqua.

Soddisfazione per i servizi di mobilità. Solo il 13,6% degli utenti piemontesi di 14 anni e più hanno espresso un voto uguale a 8 per tutti i mezzi di trasporto che utilizzano abitualmente, più volte alla settimana. Una percentuale di soddisfatti dei servizi di mobilità che è scesa di circa 2 punti percentuali rispetto al 2019 ed è decisamente più bassa di quelle registrate in tutte le altre regioni con le sole eccezioni del Lazio e della Campania. Livelli di soddisfazione superiori o prossimi al 50% sono stati espressi in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.


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