Piazza Affari - 19 aprile 2022, 16:46

Borse: Usa stacca Europa di 47.000 miliardi

Borse: Usa stacca Europa di 47.000 miliardi

La distanza tra la Borsa americana e quella dell’area euro si è ampliata del 140% negli ultimi sette anni: il divario tra il portafoglio finanziario dello Zio Sam e quello del Vecchio continente è cresciuto di 27.300 miliardi tra il 2015 e il 2022. Il totale della capitalizzazione delle aziende quotate negli Usa, infatti, è aumentato del 120% dal 2015, arrivando in totale a 55.000 miliardi di dollari dai 25.000 di sette anni fa, mentre il totale del valore delle aziende quotate dell’area euro è cresciuto solo del 50%, arrivando a 8.000 miliardi di dollari, dai 5.300 del 2015.

Allora, le Borse dell’area euro valevano, complessivamente, circa il 20% di quella americana, mentre oggi valgono solo il 15% circa: il peso finanziario, quindi, si è fortemente spostato verso la sponda americana dell’Atlantico.

È quanto segnala un rapporto del Centro studi di Unimpresa secondo il quale, per quanto riguarda i mercati azionari mondiali, l’Europa, già prima del conflitto tra Mosca e Kiev, aveva risultati “finanziari” complessivi molto inferiori rispetto al resto del mondo.

In questo contesto, l’Italia appare tra i Paesi europei più deboli se si considera che le aziende quotate di Francia, Germania e Spagna sono cresciute, in termini di capitalizzazione, molto di più di quelle della Penisola. 

“La guerra tra Russia e Ucraina creerà nuovi equilibri di potere nella finanza dell’Occidente, dove si è già assistito a un fortissimo distanziamento, a partire dal 2015, in particolare a vantaggio degli Stati Uniti rispetto all’Europa. Questa situazione di forte debolezza finanziaria- commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora - ha reso molte delle nostri grandi aziende aggredibili, cioè preda di grandi soggetti stranieri e credo che sia arrivato il momento di utilizzare, non a parole ma concretamente, il cosiddetto golden power cioè la legge che consente al governo di bloccare le acquisizioni selvagge od ostili, da parte di soggetti stranieri, verso aziende italiane considerate strategiche nel settore bancario, nelle telecomunicazioni e nel comparto della difesa”. “Inoltre - aggiunge Spadafora - gli Stati Uniti vogliono approfittare di questa situazione per riconquistare un ruolo che in parte avevano perso a tutto a vantaggio della stessa Russia e soprattutto della Cina”.


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