Sviluppo | 02 aprile 2022, 16:05

Esg, gli atout del nuovo rating FIDA

Gian Enrico Plevna

Gian Enrico Plevna

Le tematiche Esg sono da tempo al centro dell’interesse di tutti gli operatori del sistema economico. Un interesse che, in ambito finanziario, si è reso ancor più pressante e attuale a livello europeo con l’entrata in vigore del Regolamento Ue Sfdr (Sustainable Finance Disclosure Regulation), relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari. La nuova normativa, infatti, prevede una serie di regole di trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari, asset manager e consulenti, che obbligano a illustrare come le politiche Esg siano integrate nel processo. Regole che, inoltre, sono destinate a diventare sempre più specifiche e cogenti.

In risposta alle esigenze informative emergenti da questa profonda modifica dello scenario normativo FIDA – Finanza Dati Analisi, società che vanta una posizione di leadership nella raccolta, analisi e distribuzione di dati e informazioni di alta qualità sui prodotti finanziari, ha creato uno specifico strumento denominato FIDA Esg Rating, il primo rating del risparmio gestito nel campo della sostenibilità a livello italiano, realizzato con un sistema di valutazione specifico, in coerenza con la nuova normativa europea.

Per la costruzione del corpus di informazioni, FIDA ha erogato un questionario alle società di gestione di prodotti distribuiti in Italia, i cui dati raccolti contribuiscono a definire sia il grado di sostenibilità delle società di gestione sia quello dei prodotti, attraverso una combinazione con altri elementi, tra i quali le analisi dei portafogli.

Accanto alla metodologia di valutazione dei portafogli, infatti, FIDA affianca l’analisi complementare delle procedure organizzative e le policy adottate dai gestori per garantire scelte di investimento che tengano conto della sostenibilità. Se l’analisi di portafoglio prende in considerazione i risultati dell’attività di selezione in maniera puntuale, la valutazione del gestore realizza invece una sorta di analisi ex ante degli strumenti messi in campo per raggiungere tali risultati. FIDA intende così soddisfare le richieste crescenti di trasparenza offrendo agli asset manager opportunità di visibilità e agli investitori strumenti efficaci di ricerca.

“L’attività di raccolta, analisi e distribuzione di dati e informazioni sui prodotti finanziari richiede, come base di partenza, una profonda conoscenza di eventi, novità e normative che impattano sul mercato - ha spiegato Gianni Costan, amministratore delegato di Gruppo FIDA - solo in questo modo, infatti, è possibile seguire l’evoluzione del mondo circostante e focalizzare la ricerca e l’analisi sulle variabili più rilevanti, fornendo risultati di alta qualità e di concreta utilità per gli utilizzatori. Questa politica guida da sempre l’attività di FIDA e ci ha portato oggi, con FIDA Esg Rating, a realizzare uno strumento in grado di rispondere in modo approfondito ed esaustivo alle esigenze di informazione e di analisi da parte degli operatori con specifico riferimento alle tematiche Environmental, Social and Governance. Un aspetto, quest’ultimo, che lungi dall’essere un semplice elemento complementare si sta sempre più confermando come uno degli aspetti fondamentali e imprescindibili per gli investimenti del prossimo futuro”.

D'altra parte, la sostenibilità, allo stesso modo della trasparenza dei dati, è ormai divenuta un principio fondamentale nel mondo del risparmio gestito e riguarda in modo diretto ogni investitore, distributore o analista. I numeri lo confermano: i prodotti che considerano a vario titolo i criteri Esg come metrica di gestione stanno via via raccogliendo capitali sempre più ingenti. Per questi motivi, riconoscere correttamente i prodotti Esg e distinguerli anche tra di essi, rappresenta un’attività imprescindibile e non scevra di rischi.

Diverse società si sono specializzate nel fornire score e rating improntati sulla sostenibilità. Non solo multinazionali, ma anche società indipendenti e con esperienza nell’acquisizione di dati direttamente alla fonte, come FIDA, che ha elaborato appunto una metodologia propria.

I rating più classici si concentrano sui sottostanti e stimano l’incidenza degli attivi Esg all’interno dei portafogli dei fondi. Il giudizio così attribuito potrebbe però risultare eccessivamente puntuale, estemporaneo e non sufficientemente olistico e costante in un’ottica di pianificazione finanziaria.

Gli algoritmi di FIDA, invece, includono sia un’analisi sulle politiche d’investimento che sulle politiche di gestione di una società: una due diligence che possa far luce anche sull’approccio complessivo della management company al tema della sostenibilità, riguardo alla gamma di prodotti, alle risorse messe in campo, all’esperienza dei team preposti, al bilancio sociale o al sistema di risk management integrato. Fida completa poi l’analisi appoggiandosi a players esterni e indipendenti per l’analisi della sostenibilità degli emittenti e degli attivi nei portafogli dei fondi. Fra l'altro, al fine di realizzare una raccolta delle informazioni il più possibile dinamica ed aggiornata si fa largo uso di strumenti basati su intelligenza artificiale.

FIDA, il cui presidente è Gian Enrico Plevna, fa parte del gruppo torinese ADB. Le sue tre principali aree di attività riguardano: il servizio Dati, con particolare riferimento ai settori del risparmio gestito e assicurativo, attraverso una raccolta dei dati direttamente alla fonte degli asset manager che garantisce precisione, affidabilità e indipendenza; lo sviluppo di piattaforme software (private banking/consulenza finanziaria) e progetti informatici specifici nel segmento dell’investment management (dai tool per guidare l’investitore fino al roboadvisor completo), collaborando sia con il “business” sia con la compliance; l’ufficio studi, che affronta e risolve le tematiche di finanza e regolamentari: dal rating quantitativo alle analisi di strumento, di mercato e di scenario, fino ai servizi ad alto valore aggiunto.


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