Storia & storie - 20 marzo 2022, 08:31

Sandrin Cagno, il pilota autista del senatore Agnelli

Sandrin Cagno, il pilota autista del senatore Agnelli

di Francesco Amadelli*

E’ il 1896 e un ragazzino di appena 13 anni viene assunto nell’officina di carrozze, omnibus e tricicli a motore su licenza Daimler di Luigi Storero: è un semplice apprendista e si chiama Alessandro Cagno. Passano pochi anni e appena conseguita la licenza per la “conduzione di veicoli a motore” affianca il titolare come secondo pilota nelle corse automobilistiche. Le competizioni, non solo automobilistiche, ce l’ha nel sangue che gli scorre nelle vene veloce come le auto che conduce.

Giovanni Agnelli lo aveva preso a benvolere fin dal principio, notandolo nell’officina di Storero per le sue qualità e la passione. Il grande imprenditore fonda la Fiat nel 1899 già pensando a creare un reparto corse che possa dar lustro alla nuova azienda.

Nel 1901 affida la gestione sportiva a Luigi Storero, affiancandogli Vincenzo Lancia e Alessandro Cagno: sono tre nomi divenuti leggendari. Cagno soprannominato Sandrin diverrà autista personale del futuro senatore Agnelli e titolare di una Commissionaria Fiat.

La sua carriera agonistica è veloce, del resto non potrebbe essere altrimenti, con buoni piazzamenti in gare disputate anche all’estero. La prima vittoria arriva nel 1904 nella Susa – Moncenisio seguita nello stesso anno da quella sul Mont Ventoux. Alla Coppa Gordon Bennet del 1905 si piazza terzo, sempre a bordo di vetture Fiat. Giovanni Agnelli è molto soddisfatto di lui come di tutta la squadra.

Nel 1906 la Fiat decide di non partecipare alla prima edizione della Targa Florio concedendo la possibilità a Cagno di correre su Itala. Vincerà la gara e il suo nome acquisirà fama.

Non pago dei successi ottenuti con le vetture si dedica alla motonautica e così nel 1906 vince il Gran Prix della Senna a Parigi: possiamo immaginare la rabbia dei francesi, come nella famosa canzone di Paolo Conte dedicata a Gino Bartali. Segue la vittoria nel Campionato del Mare a Montecarlo.

Ma Sandrin non si ferma lì. Nel 1911, allo scoppio della guerra in Libia, parte per la Cirenaica per accompagnare la squadriglia di aviatori (i primi nella storia della nostra aviazione) a sorvolare e fotografare quelle lontane e desertiche terre.

Si dedicò alle competizioni di ogni tipo, quindi divenne imprenditore a tempo pieno. Morì suicida nel 1971 a seguito del decesso della moglie avvenuto tre giorni prima, della quale era profondamente innamorato, più delle corse.

* Scrittore, storico dell'auto



Ti potrebbero interessare anche:

SU