Mostre | 16 marzo 2022, 09:35

Alla scoperta della bella mostra sui pittori alessandrini

Alla scoperta della bella mostra sui pittori alessandrini

di Francesco Amadelli

La splendida mostra sui pittori alessandrini, di nascita o di adozione, dell’800 e in parte del ‘900, visibile al Palazzo Monferrato di Alessandria è in grado di proporre una serie di opere di pittori noti e meno noti di quel rigoglioso periodo di cui spesso lo spettatore distratto non conosce nomi, attività e capacità.

Si inizia con Pietro Sassi (Alessandria 1834 – Roma 1905) che ci mostra una veduta del Foro Romano della futura nuova capitale d’Italia ove morirà all’inizio del XX secolo. Eleuterio Pagliano (Casale Monferrato 1826 – Milano 1903) pittore romantico, verrà ricordato per essere stato un convinto artista risorgimentale, arruolatosi come garibaldino partecipò alla prima e seconda guerra di Indipendenza oltre che alle 5 Giornate di Milano. Sarà costretto per motivi di sopravvivenza a convertirsi a una pittura di genere più commerciale come nel “Michelangelo Buonarroti saluta Vittoria Colonna”.

Lo scultore Giulio Monteverde (Bistagno 1837 – Roma 1917) ci presenta “Bambino con gallo”, le sue opere anche scultoree mostrano come la sua arte risieda nel tardo eclettismo dell’epoca. Con il maestro Leonardo Bistolfi (Casale Monferratoto 1859 – La Loggia 1933) entrambi si specializzarono nelle sculture cimiteriali di cui rimangono validi esempi a Torino.

I nomi più prestigiosi non tardano ad apparire. Angelo Morbelli (Alessandria 1853 – Milano 1919) si dedicherà con passione ai soggetti anziani ottenendo il permesso dal Pio Albergo Trivulzio di riprendere gli ospiti nei momenti più semplici della loro permanenza nella famosa Casa di Riposo assurta agli onori della cronaca in epoca più recente, ma per ben altri motivi. “Vista e dintorni di Volpedo” e “Tramonto sul Curone” ci fanno intendere immediatamente di chi stiamo parlando. Pellizza da Volpedo rappresenta il massimo rappresentante del divisionismo cioè quella corrente pittorica nella quale i piccoli punti di colore si trasformano in luce.

Percorrendo le sale della mostra giungiamo ad un dipinto di Carlo Carrà (Quargnento 1881 – Milano 1966) con il quale l’artista strizza l’occhio al maestro Cezanne, ove la parte architettonica di una casa risalta in mezzo alla rigogliosa natura circostante. Fu artista di larghe vedute e grande esperienza personale, percorrendo molteplici ambiti pittorici. Seguono molti altri pittori del periodo ottocentesco fra i quali Leonardo Pozzo (Bistagno 1910 – 1991) formatosi all’Accademia Ligustica di Genova e del quale rimangono dipinti a olio e ad acquerello. Pregevole il quadro “La Bormida a Bistagno”.

Pietro Villa (Pecetto alessandrino 1901 – Alessandria 1991) che ci serba “Colline verso Vignale. Artista sensibile e schivo si dedicherà principalmente alla pittura paesaggistica dei suoi luoghi natii.

Guido Botta (Alessandria 1921 – 2010) studiò disegno con Cesare Maggi a Torino e fu autore prolifico di opere raffiguranti il territorio langarolo. In esposizione il “Tramonto invernale”.

Raffaele Panizza (Altavilla Monferrato 1899 – Alessandria 1963) amante del proprio territorio ci ha lasciato il quadro ad olio “Vendemmia”. Gino Mazzoli (Casale M.to 1900 – 1974) con “cascinali” ci mostra uno scorcio di vita contadina. Entrerà giovanissimo all’Accademia Albertina e avrà vita dura perché non supportato da nessuno, riuscendo in ogni caso a farsi notare per la sua pittura chiara, semplice e naturale. Pietro Morando (Alessandria 1889 – 1980) ha un approccio diverso verso i soggetti contadini mostrandoci un dipinto naif: la “Fiera bovina”. Unica e originale nel suo genere spicca all’interno della mostra alessandrina.

Non mancano le donne fra le quali Dina Bellotti (Alessandria 1912 – Roma 2003) che frequentò l’Accademia Albertina e si impose nel 1938 esponendo alla Biennale di Venezia. Rimane tuttora nota come la pittrice dei Papi. Egle Pozzi Biginelli ci ha lasciato una testa di bimbo in ceramica. Fu allieva di Wildt ed espose negli anni trenta alla Triennale di Roma.  Maddalena Sisto (Alessandria 1950 – 2000), giornalista di moda e di costume dallo stile graffiante ci mostra una figuretta femminile divenuta nel tempo il suo marchio di fabbrica stante a indicare come la donna sia sempre il centro dell’universo.

La Mostra raccoglie tante altre opere di artisti alessandrini, Vi invitiamo a visitarla perché rivelatrice di molteplici sorprese che possiedono il comune denominatore del territorio e del periodo ottocentesco ricco di artisti straordinari.

Non perdetevi le Collezioni d’arte esposte al Palatium Vetus nel Palazzo del Governatore poco distante da Palazzo Monferrato. Le opere, non solo pittoriche, di cui è ricco sono la giusta conclusione di un escursus artistico veramente unico nel suo genere, ben radicato ad Alessandria grazie alla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Camera di Commercio di Alessandria-Asti e Regione Piemonte.



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