Libri - 20 febbraio 2022, 09:50

Ucraina, Russia, Kruschov e il generale Vlassov

Ucraina, Russia, Kruschov e il generale Vlassov

di Francesco Amadelli

E’ difficile comprendere quali siano le vere ragioni che hanno portato all’inasprimento dei rapporti fra la Russia e l’Ucraina se non si conosce la storia pregressa. Alla base non ci sono soltanto ragioni economiche legate alle capacità produttive industriali e agricole di quell’enorme regione; sicuramente la Storia, alla quale troppo spesso si fa riferimento per motivi opportunistici, ha il suo peso in tutta la vicenda.

Alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, l’Ucraina ebbe la sfortuna di ritrovarsi nella parte più occidentale dell’immenso impero sovietico, con il quale ebbe rapporti contrastanti dovuti alla sottomissione economica da Mosca e dalla profonda diffidenza di quest’ultima nei confronti di una popolazione mai realmente integrata nello strapotere comunista in continuo confronto con Paesi occidentali, dei quali percepivano una notevole influenza dovuta a un maggior benessere.

Conosciuta come il granaio della Russia (e anche dell’Europa) una parte consistente della popolazione mal si adattò alle imposizioni del regime dei Soviet, date le condizioni di vita sicuramente migliori rispetto alle altre Repubbliche comuniste.

Alcune sequenze del film “Il dottor Zivago” di David Lean del 1965 mostrano lo scontro a fuoco in piena Rivoluzione bolscevica fra russi-bianchi, cioè anticomunisti costituiti prevalentemente da ragazzi, e truppe comuniste. I giovani, privi di esperienza, verranno massacrati in quelle terre ricche di messi, sulle quali si riverserà il sangue rosso dei giovani. Quel grano, ormai pronto per la falciatura nel quale i due contendenti si sono nascosti, mostra chiaramente come l’azione bellica si svolga in Ucraina. Furono sequenze alle quali probabilmente si ispirarono i fratelli Taviani nel loro splendido “La notte di San Lorenzo”.

Nella Seconda Guerra mondiale furono circa tre milioni gli ucraini, i caucasici e molte altre popolazioni provenienti dagli Stati Baltici e dalle pianure del Don e del Volga, a salutare l’arrivo delle truppe germaniche come un fatto liberatorio.

Il libro “I dannati di Vlassov” di Adriano Bolzoni (Mursia editore) ripercorre la storia che portò alla costituzione di interi reparti russi, i quali si sottoposero al comando tedesco pur di sfuggire alla morsa comunista. Si tratta di un libro molto interessante, soprattutto perché relativo a un fatto quasi completamente sconosciuto, volutamente taciuto per il pessimo atteggiamento politico assunto dagli Usa e dai britannici alla fine dell’ultima guerra, i quali, di comune accordo, sacrificarono i reparti passati alla Wehrmacht riconsegnandoli a Stalin in nome di un’alleanza che mostrerà tutto il suo fallimento pochi anni dopo, in occasione della Guerra Fredda instauratasi fra i due blocchi politici egemoni.

La fine di quelle truppe, fra le quali molti reparti di cosacchi, è facilmente immaginabile: furono tutti passati per le armi mentre il generale Vlassov, dimostratosi nella sua carriera uno zelante e sanguinario comunista, colpevole di molti eccidi nei riguardi delle popolazioni inermi, fu impiccato nel 1946. Il Feldmaresciallo Von Paulus, comandante dell’Armata tedesca a Stalingrado, una volta caduto nelle mani dei sovietici preferì votarsi totalmente alla causa comunista divenendo un divulgatore accanito di quelle dottrine tramite la radio sovietica. Due facce della medesima medaglia, potremmo dire, entrambe legate a scelte opportunistiche sorte nell’ambito di un conflitto che non risparmiò nessuno.

L’ucraino Nikita Kruschov, successore di Stalin e segretario del Pcus, ferito nell’orgoglio nell’assistere al “tradimento” di tanta parte della popolazione della sua Regione di provenienza, non ebbe la minima esitazione nel mandare a morte i suoi corregionali rei, a suo dire, di essersi dimostrati troppo benevoli nei confronti dell’invasore tedesco. Insomma, potremmo definirla una storia di comune sterminio, come tante altre delle quali siamo stati testimoni o delle quali non venimmo a conoscenza. Sulla figura di Nikita Kruschov e le sue prese di posizione quale Commissario politico durante l’assedio di Stalingrado, vi invito a assistere al film di Jean-Jacques Annaud “Il nemico alle porte”.

La Rao (Armata Russa di Liberazione) creata come supporto della Wehrmacht mise in campo un milione di uomini, il cui destino fu spazzato via dalle scelte di un uomo solo: il Generale Vlassov.



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