Piazza Affari | 20 febbraio 2022, 19:06

Diasorin vale 2,8 miliardi meno che a fine 2021

Gustavo Denegri

Gustavo Denegri

Su oltre 40 quotate del Nord Ovest, soltanto sette hanno chiuso l'ultima settimana borsistica con le rispettive azioni in rialzo rispetto a sette giorni prima. Due hanno finito alla pari (Bim-Banca Intermobiliare e Confinvest, che ha come maggiore azionista la torinese Bolaffi); mentre tutte le altre hanno denunciato un ribasso.

Le società che hanno registrato un aumento del loro titolo sono la novarese Autogrill (da 6,526 a 7 euro), Banca Carige (da 0,7725 a 0,7861), la matricola Compagnia dei Caraibi (da 4,20 a 4,30), Iscc Fintech (da5,19 a 5,26), Pattern (da 5,72 a 6,16), Reply (da 140,10 a 142,30) e Tinexta (da 29,34 a 29,70).

Tra le azioni che hanno perso valore nella settimana appena passata, spiccano tutte le blue chip locali, a partire da Buzzi Unicem (da 19,925 a 19,615 euro) fino a Stellantis (da 16,77 a 16,692 euro), passando per Cnh Industrial (da 14,505 a 13,885), Diasorin (da 123,20 a 117,3), Exor (da 74,06 a 72,22), Ferrari (da 194,95 a 194,50), Intesa Sanpaolo (da 2,8535 a 2,722) e Italgas (da 5,668 a 5,63).

Particolarmente rilevante è la caduta di Diasorin, che ha perso un quinto del suo valore nell'ultimo mese. La capitalizzazione della società di Saluggia guidata da Gustavo Denegri (presidente e socio di controllo) e Carlo Rosa (amministratore delegato e secondo maggiore azionista) al termine delle negoziazioni di venerdì è risultata inferiore a 6,563 miliardi, mentre al 31 gennaio ammontava a 7,632 miliardi e a oltre 9,352 miliardi al 30 dicembre scorso. Da allora, quindi, il valore risconosciuto dalla Borsa a Diasorin è diminuito di quasi 2,8 miliardi.

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