Piazza Affari | 02 gennaio 2022

Borsa: Intesa Sanpaolo tallonata dalla Ferrari

Carlo Messina ceo Intesa Sanpaolo col presidente Gian Maria Gros-Pietro

Carlo Messina ceo Intesa Sanpaolo col presidente Gian Maria Gros-Pietro

Delle oltre 40 società del Nord Ovest trattate alla Borsa di Milano soltanto sei hanno chiuso il 2021 con una capitalizzazione inferiore a quella di dodici mesi prima. E sono: Diasorin (9,352 miliardi il suo valore al 30 dicembre scorso, dai 9,5 miliardi alla stessa data del 2020), Buzzi Unicem (3,652 miliardi dai 3,755), Juventus (865 milioni da 1,093 miliardi), Borgosesia (30 milioni dai 31), Confinvest (20 dai 31) e Visibilia Editore (1 milioni dai 3 milioni di fine 2020). Tre hanno terminato con lo stesso risultato: Sogefi (142 milioni), Bim (76 milioni) e Ki Group (2 milioni). Tutte le altre, invece, hanno evidenziato una capitalizzazione superiore.

A proposito del valore attribuito dalla Borsa, la graduatoria delle quotate del Nord Ovest per capitalizzazione al 30 dicembre 2021, vede nettamente in testa Stellantis con 52,314 miliardi, mentre 12 mesi prima, quando Stellantis non c'era ancora, al comando si trovava Intesa Sanpaolo, che precedeva Fca, diventata poi Stellantis in seguito alla fusione con Psa-Peugeot. Allora, infatti, Intesa Sanpaolo era quotata 37,269 miliardi contro i 22,827 di Fca, superata anche dalla Ferrari (36,774 miliardi).

Nella classifica 2021, Intesa Sanpaolo, che ha come principale azionista la Fondazione Compagnia di San Paolo, è al secondo posto con 44,224 miliardi, un paio di centinaia di milioni più della Ferrari (44,065 miliardi), controllata dall'Exor della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi. Quell'Exor, che fa capo a John Elkann, il quale ne è anche il presidente e amministratore delegato, scesa al quarto posto, perchè sorpassata dalla sua Cnh Industrial. Quest'ultima, infatti, ha visto la sua capitalizzazione salire a 23,212 miliardi dai 14,206 di fine 2020, mentre la quotazione di Exor è risultata di 18,990 miliardi, che valgono la quinta posizione (16,001 al 30 dicembre 2020).

Il sesto posto è stato mantenuto da Diasorin, nonostante il calo. Il settimo è stato conquistato da Reply (6,697 miliardi dai 3,608 di fine 2020), che lo ha portato via a Italgas, scesa all'ottavo pur avendo la capitalizzazione da 4,202 a 4,914 miliardi.1,305 mi

Una posizione è stata guadagnata anche da Erg, nona con 4,278 miliardi (3,514 un anno prima), avendo superato Buzzi Unicem, calata così al decimo. Invariati i posti delle due immediate inseguitrici, Iren undicesima con 3,452 miliardi (2,768) e Autogrill dodicesima con 2,391 miliardi (1,393). Tinexta è salita dal 14.o al 13.o posto con 1,798 miliardi (1,001) e Sanlorenzo dal 15.o al 14.o con 1,305 miliardi (573 milioni al 31 dicembre 2020). Invece, di due è scesa la Juventus, finita al quindicesimo.

La top 20 è completata da Cir, 16.a con 597 milioni (570), Banca Carige 17.a con 569 (l'anno prima era sospesa dalle negoziazioni), Rcs MediaGroup 18.a con 467 milioni (296), Dea Capital con 372 (303) e Basicnet con 351 (254). Subito sotto si trovano Orsero, 21.a con 209 milioni (111), Prima Industrie 22.a con 193 (145), Ediliziacrobatica 23.a con 144 (35), Sogefi 24.a e Directa Sim, 25.a con 112 milioni. Quest'ultima società, fondata, controllata e presieduta dal torinese Massimo Segre, ha esordito a Piazza Affari il 22 del mese appena passato.

Le restanti venti quotate che si possono considerare del Nord Ovest per diversi motivi hanno finito il 2021 con una capitalizzazione inferiore ai cento milioni di euro: a partire da Pattern (91 milioni) per arrivare a Visibilia Editore, il fanalino di coda.

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