Notizie | 02 gennaio 2022, 10:36

Quasi 11 milioni gli italiani a rischio povertà

Quasi 11 milioni gli italiani a rischio povertà

Sono quasi 11 milioni gli italiani a rischio povertà. Tra i 4 milioni di disoccupati e i 6,7 milioni di occupati ma in situazioni instabili o economicamente deboli, il numero degli italiani che non ce la fanno, in piena emergenza Covid, è grande e in crescita: il dato, calcolato dal Centro studi di Unimpresa, si riferisce a fine 2021 e conta oltre 1,6 milioni di soggetti in più rispetto a un’analoga rilevazione relativa al 2015. La crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria ha contribuito, dunque, a estendere il perimetro delle persone in difficoltà con l’area di disagio ancora più ampia: ai 4 milioni di persone disoccupate, infatti, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (925mila persone) sia quelli a orario pieno (2,1 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (711mila), i collaboratori (225mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,7 milioni). Questo gruppo di persone occupate – ma con prospettive incerte circa la stabilità dell’impiego o con retribuzioni contenute – ammonta complessivamente a 6,7 milioni di unità: in condizioni precarie o economicamente deboli, contribuiscono a estendere la platea degli italiani in crisi, che vivono sull’orlo del baratro, sempre più vicini alla povertà. “Nel pieno alla pandemia globale, il Covid ha messo in evidenza che, di fronte alle tragedie e ai disastri, si deve reagire sempre, da un lato cercando di non fermare mai l’attività d’impresa, perché il motore dell’economia è essenziale per la vita dei cittadini, dall’altro pensando sistematicamente alla solidarietà verso i più deboli” commenta il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi. Il quale aggiunge che “l' amplissima fascia della nostra popolazione in difficoltà è destinata a crescere significativamente nel prossimo futuro. Del resto, gli strumenti varati negli ultimi anni con l’obiettivo dichiarato di «abolire la povertà» si sono trasformati – com’era forse nella malcelata intenzione di chi li ha proposti – in formidabili strumenti di propaganda elettorale: sussidi pubblici che poi diventano moneta di scambio elettorale”.Secondo il Centro studi dell’associazione, che ha elaborato dati dell’Istat relativi al 2021, l’area di disagio sociale in Italia comprende 10,805 milioni di persone. Per quanto riguarda i 4,071 milioni di disoccupati, gli ex occupati sono 1,127 milioni, gli ex inattivi 571mila, i soggetti senza esperienza di lavoro 2,373 milioni.

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