Curiosità | 28 dicembre 2021, 08:56

Auto, oltre il 19% ha più di venti anni

Una Fiat Panda prima serie

Una Fiat Panda prima serie

Il trasporto persone su strada in Italia conta un parco veicolare a inizio 2021 composto da 39.717.874 autovetture, 99.883 autobus e 7.003.618 motocicli. La densità per le autovetture è di 670 per 1.000 abitanti. L’offerta di autobus è di 17 ogni 10.000 abitanti, densità che scende a 8,8 per gli autobus adibiti al trasporto pubblico locale.

La consistenza del parco veicolare (tutte le categorie di veicoli) nell’arco degli ultimi dieci anni (2011-2020) è aumentata del 7%, stessa variazione per le autovetture, mentre gli autobus sono diminuiti dello 0,6%. A inizio 2021, le autovetture ad alimentazione alternativa rappresentano il 10,7% del totale, con una crescita i volumi del 73% rispetto al 2011. L’età mediana nel 2020 per le autovetture a benzina è di 14 anni e 4 mesi, per quelle a gasolio è di 10 anni e 3 mesi, per le autovetture nel complesso è di 11 anni e 10 mesi. Risultano invece leggermente più bassi i valori riferiti alle autovetture a doppia alimentazione: l’età mediana di quelle a benzina-Gpl è di 10 anni e 2 mesi mentre per quelle a benzina-metano è di 10 anni.

Le autovetture con più di 20 anni di anzianità, che si ritiene circolino poco, rappresentano comunque il 19,1% del parco e, in particolare, sono il 31,3% di quelle a benzina e l’8,5% di quelle a gasolio. Considerando l’alimentazione delle sole autovetture con più di 20 anni di anzianità risulta invece che il 74,5% va a benzina e il 19,4% a gasolio mentre solo il 6,1% presenta una alimentazione ecologica.

La percentuale di autovetture immatricolate prima del 1993 (per la maggior parte Euro 0) sul totale autovetture per regione risulta più elevata nel sud Italia che nel nord, dove il processo di svecchiamento è storicamente più rapido. In particolare, tra le regioni con un elevato numero di autovetture vetuste, troviamo la Campania (18,1%), la Calabria (15,7%) e la Sicilia (14,1%). Tra le regioni più virtuose troviamo invece il Trentino-Alto Adige (2,9%), la Valle D’Aosta (3,1%), grazie all’alta percentuale di autovetture per uso noleggio e il Veneto (6%). In Italia il valore medio è pari al 9,6%. Il 54% delle autovetture è intestato a persone con un’età compresa tra 36 e 60 anni, l’11% ha fino a 35 anni e il 35% ha più di 60 anni. Gli ultrasettantenni intestatari di un’auto sono il 17%. “La motorizzazione privata così spinta causa problemi di congestione del traffico e di inquinamento ambientale (atmosferico e acustico), nonché di occupazione del suolo pubblico e il trasporto pubblico collettivo dei passeggeri rappresenta una fondamentale risposta” scrive l'Anfia, aggiungendo che “la competitività, la crescita e la vivibilità delle città metropolitane dipendono molto dall’efficienza del trasporto pubblico locale, che possiamo considerare la chiave di volta per garantire una mobilità sostenibile e inclusiva”.

Molte città europee hanno un’offerta di trasporto pubblico su ferro e su gomma (metro, tramvie, light rail, autobus) molto più estesa di quella delle nostre città, inclusa Milano, che è la città italiana con spesa complessiva e pro-capite più alta per servizi e infrastrutture di trasporto pubblico locale. Se paragonata ad altri Paesi europei, l’Italia ha anche una rete metropolitana insufficiente. Sono sette le città italiane che offrono questo servizio: Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Tutte le principali città europee godono di numerose linee metropolitane: alcune hanno appoggiato quasi tutta la propria infrastruttura proprio su questo mezzo, altre la interfacciano con mezzi di superficie, altre sono in costante e continua evoluzione ma il dato di fatto è che la metropolitana è un mezzo fondamentale per consentire di muoversi nelle grandi città in modo economico e rispettoso dell’ambiente.

L’Italia si ferma a 247,2 km totali di linee metropolitane, ben lontano dai valori di Regno Unito (oltre 673 km), Germania (653), Spagna (611, con la metro di Madrid che da sola ha una rete di 291,5 km) e Francia (368), secondo l’analisi riportata dal rapporto “Pendolaria 2021” di Legambiente sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare nel nostro Paese.

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