Notizie | 13 dicembre 2021, 14:15

Impennata di frodi creditizie con furto d'identità

Impennata di frodi creditizie con furto d'identità

Coerentemente con la ripresa delle erogazioni, nel primo semestre 2021 sono tornate a crescere, in modo deciso, le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità (+8,7% rispetto al 2020). Sono stati ben 12.197 i casi di illecito utilizzo di dati personali e finanziari per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. Questi alcuni dei risultati principali dell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CrifMisterCredit.

Nello specifico, lo studio evidenzia come, nel semestre di riferimento, il danno stimato abbia superato i 63 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 65 milioni circa del 2020, ma solamente perché le organizzazioni criminali si sono orientate su finanziamenti fraudolenti di importo più contenuto, con un valore medio che si è attestato a 5.168 euro contro i 5.792 dell’anno precedente.

Rispetto al passato si rileva una predominanza di casi di frode con un importo compreso tra i 1.500 e i 3.000 euro, che spiegano il 13,6% del totale, seguito da quelle tra 5.000 e 10.000 euro, con il 12,1% e da quelle di valore inferiore ai 1.500 euro, con il 12%. Da segnalare, però, una crescita del +13,2% delle frodi con importo tra i 10.000 e 20.000 euro e del +14,6% per quelle al di sopra dei 20.000 euro, che complessivamente rappresentano una quota intorno al 20%.

Nell’ultimo anno e mezzo - commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif - la diffusione della pandemia ha prodotto impatti significativi sul credito alle famiglie, tanto che nel 2020 le richieste di prestiti hanno subito una flessione complessiva del -21,6% rispetto al 2019 per poi riportarsi su volumi prossimi a quelli pre-crisi solo alla fine del primo semestre 2021. Con il consolidamento della ripresa, sono ripartiti anche i prestiti a sostegno dei consumi e, purtroppo, anche le frodi creditizie. A fronte di una maggiore difficoltà a effettuare frodi fisiche in banca o presso gli sportelli fisici, lo sviluppo dell’e-commerce ha contribuito alla crescita dei casi perpetrati sui canali virtuali, dove le verifiche possono essere meno efficaci”.

Dall’Osservatorio Crif–Mister Credit emerge, ancora una volta, che la maggioranza delle vittime è rappresentata da uomini, che sono il 64,1% dei casi. La classe di età in cui si concentra il maggior numero di casi è quella compresa tra i 18 e i 30 anni (con il 24,2% del totale), malgrado in questa fascia di popolazione il ricorso al credito sia decisamente inferiore rispetto ad altri segmenti più maturi. Tra le altre fasce di popolazione più colpite dal fenomeno, i consumatori di età compresa tra 41 e 50 anni spiegano il 22,7% del totale, seguiti da quelli tra 31 e 40, con il 22,4%.

Questo dato conferma il drastico abbassamento dell’età delle vittime rispetto al passato. Solo cinque anni fa, la classe più colpita era quella dei 41-50enni, con quasi il 28% dei casi, mentre gli under 30 rappresentavano solo il 15,2% del totale. Questi dati – spiega Rubini - dovrebbero farci riflettere sull’eccessiva disinvoltura con la quale molti giovani, per quanto dotati di una maggiore dimestichezza con la tecnologia, non prestino adeguata attenzione alla tutela dei propri device e alla oculata gestione delle proprie informazioni personali e credenziali diventando facili prede dei frodatori”.

Riguardo la regione di residenza delle vittime, la ripartizione delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza dei casi in Campania (con quasi 1.900 casi), Lombardia (oltre 1.500), Sicilia (circa 1.400) e Lazio (più di 1.300). Rapportando, invece, le frodi rispetto ai volumi di crediti erogati, la Calabria scala la classifica passando alla prima posizione, collocandosi davanti a Campania e Sicilia. Balzo in graduatoria per Molise, Puglia, Sardegna e Abruzzo, tutte regioni caratterizzate da una quota di finanziamenti fraudolenti intorno ai quattro casi ogni 1000.

Il prestito finalizzato, seppur continui a essere la tipologia di finanziamento maggiormente coivolto nei casi di frode con il 43,1% del totale, fa segnare un calo del 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Aumentano, invece, i casi di frode che interessano le carte di credito (+32,2%), che arrivano a rappresentare oltre un quarto del totale dei casi registrati nel periodo di osservazione (il 26,7% per la precisione). Anche per i prestiti personali si registra un vero e proprio boom nel primo semestre 2021, con un +56,8%, arrivando a rappresentare il 16,6% del totale dei casi.

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio Crif- MisterCredit conferma al primo posto della graduatoria i finanziamenti fraudolenti destinati all’acquisto di elettrodomestici (con il 48,2% dei casi) a fronte di una crescita del +30,2% rispetto al primo semestre 2020. Al secondo posto si piazzano i prestiti per l’acquisto di auto-moto (con più di 1.600 casi in soli 6 mesi), seguiti dagli acquisti di prodotti di elettronica-informatica-telefonia, con il 12,% del totale a fronte di un aumento del +24,4%. Più di 1.000 anche le frodi che nel primo semestre dell’anno hanno avuto per oggetto un finanziamento per l’acquisto di mobili e articoli di arredamento.

Questi dati testimoniano come nel tempo sia profondamente cambiato l’orientamento dei frodatori verso beni anche di importo più contenuto, ma per i quali i controlli in fase di erogazione a distanza sono spesso meno sofisticati. Basti pensare che dieci anni fa il 62,7% dei casi riguradava auto e moto, ovvero prodotti con valore unitario decisamente elevato.

In termini di “bottino” mediamente ottenuto con finanziamenti fraudolenti, per le auto e moto è pari a 15.636 euro contro i 2.428 degli articoli di arredamento, i 1.559 euro di prodotti di abbigliamento e lusso, i 1.184 euro dei prodotti di elettronica e telefonia e i 1.006 euro degli elettrodomestici.

Analizzando gli alert sui documenti identificativi segnalati sui servizi di prevenzione frodi gestiti da Crif, emerge che nel 17,3% dei casi i frodatori hanno utilizzato una patente falsa o contraffatta e una carta di identità addirittura nell’80,3% dei casi. Altra evidenza interessante che emerge dall’ultima rilevazione riguarda i tempi di scoperta, che si polarizzano sempre di più in due macro categorie: da un lato il 52,5% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano a emergere casi di frode messi in atto addirittura dopo cinque anni, che rappresentano il 22% del totale (con un aumento del +31,5% rispetto al primo semestre 2020).


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