Manager | 06 dicembre 2021

Reputazione web, Messina ritorna primo

Carlo Messina, n.1 di Intesa Sanpaolo

Carlo Messina, n.1 di Intesa Sanpaolo

Carlo Messina di nuovo sul gradino più alto del podio nazionale per reputazione sul web. La graduatoria di novembre, infatti, redatta dall'Osservatorio permanente di Reputation Science, la rivede al primo posto, conquistato con un gran balzo, dato che a ottobre era finito quarto. Carlo Messina, numero 1 del colosso che ha come principale azionista la Fondazione Compagnia di San Paolo era già stato in testa a settembre. Il mese scorso, comunque, ha ottenuto 75,56 punti, quindi più sia di Claudio Descalzi, l'amministratore delegato dell'Eni, secondo con 75,12 sia di Francesco Starace, ad dell'Enel, terzo con 74,93.

A novembre, John Elkann, gran capo di Exor e della famiglia degli eredi di Giovanni Agnelli, ha perso una posizione rispetto al mese prima, risultando sesto (con 73,33 punti), come a settembre; mentre era quarto ad agosto. Invece, ha riguardagnato una posizione Urbano Cairo, risalito all'undicesimo posto con 63,68 punti; però era decimo a settembre e ottavo ad agosto.

Un ulteriore salto in avanti l'ha ottenuto la top manager sanremese Cristina Scocchia, neo amministratore delegato della Illy Caffè, che punta alla quotazione in Borsa, oltre che consigliere di amministrazione di Pirelli ed Essilor-Luxottica. Grazie anche alle sempre più frequenti apparizioni in trasmissioni televisive di successo, Cristina Scocchia è 21.a, mentre era 25.a a ottobre e ancora più indietri nei mesi precedenti.

Al contrario, la classifica del mese scorso ha visto Marco Patuano, alessandrino, riscendere al 31° posto, come a settembre, ma due sotto quello di ottobre.29. Classe 1964, Marco Patuano è presidente della quotata multiutility A2A, oltre che consigliere di amministrazione del Milan, di Telit e Digital Value, vice presidente di Utilitalia e titolare della Mp Invest. Patuano, comuqneu, ha ancora preceduto anche Andrea Agnelli, il presidente della Juventus, il quale ha perso un'altra posizione diventando 37°. Lo stesso è successo a Carlos Tavares, l'ad di Stellantis, diventato 43°, sorpassato dal genovese Alessandro Profumo, ad di Leonardo, risalito al 41° posto da precedente 44°.

In calo, rispetto a ottobre. sono risultati anche Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, 48° mentre era 45°, Giovanni Ferrero, presidente dell'omonimo gruppo dolciario nato ad Alba (52° dal 49°), il piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, calato al 63° dal precedente 60° e pure Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più conosciuti, non soltanto in Italia, risultato 71°, mentre era ancora 69° a ottobre.

Ben dieci posizioni, invece, ha guadagnato Benedetto Vigna, neo amministratore delegato della Ferrari, controllata da Exor e presieduta da John Elkann; infatti è risultato 62°. Di un solo posto, invece, è avanzato il torinese Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, 74°. Così come ha fatto Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir, la holding dei tre fratelli figli figli di Carlo, salitoda 93° a 92°. Non altrettanto è capitato a suo fratello, Marco De Benedetti, direttore generale di Carlyle, consigliere di amministrazione di Cir e di Moncler, diventato 99° (era 98° a ottobre), così come ad Alessandro Binello, torinese, classe 1970, fondatore e amministratore delegato di Quadrivio Group, uno tra i maggiori operatori nel settore del private equity e degli investimenti alternativi: è finito 98°, perdendo una posizione, come Silvia Merlo, la top manager più nota del Cuneese, 93.a. Silvia Merlo è entrata nella top 100 della reputazione web per la prima volta a maggio, in seguito alla sua nomina a presidente della Saipem. Incarico che si è aggiunto a quelli di amministratore delegato dell'omonima impresa di famiglia, oltre che, fra l'altro, a quello di consigliere di amministrazione della quotata spezzina Sanlorenzo e di neo presidente della fondazione che sostiene l'ospedale di Cuneo.

Luigi Corradi, genovese, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, classe 1966, è risultato 83° (era 79°) e Marco Durante, torinese, presidente e fondatore de LaPresse, 94° (91° a ottobre). Alberto Lavazza, presidente dell'omonima impresa leader per il caffè, è rimasto centesimo.


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