Notizie | 03 dicembre 2021

Imprese esportatrici, Piemonte fuori dal podio

Il porto di Genova

Il porto di Genova

Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regine dell’export italiano; vantano, infatti, più della metà delle imprese esportatrici e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è pari al 55% del totale Italia. Il Piemonte è fuori dal podio. La graduatoria per regioni delle esportazioni italiane è contenuta nell’indagine del Centro studi Tagliacarne/Unioncamere.

Va alla Lombardia il primato per maggior numero di imprese che esportano: 37.740, pari al 30,6% del totale nazionale. A seguire il Veneto con oltre 16 mila aziende (13,1%) e l’Emilia-Romagna con più 12 mila (10%). Il Piemonte è quinto con 9.728 imprese e la quota del 7,9%, la Liguria dodicesima con 2.019 (1,6%) e la Valle d'Aosta ultima con 229 (0,2%).

In termini di valore di merce esportata, alle spalle della Lombardia (con più di 65,7 miliardi di euro nel primo semestre 2021, pari al 26,6% del totale nazionale); l’Emilia-Romagna (con 35,2 miliardi; 14,3%) “ruba” il posto al Veneto (33,9 miliardi; 13,8%). Segue, in quarta posizione, il Piemonte con 23,9% miliardi (9,7%); mentre la Liguria è quattordicesima con 3,2 miliardi (1,3%) e la Valle d'Aosta penultima con 400 milioni (0,1%).

Considerando invece l’incidenza delle imprese esportatrici sul totale regionale la classifica cambia leggermente: ai primi posti si collocano comunque Lombardia (4,8%) e Veneto (4,3%), seguite però dalla Toscana (3,9%) e dalle Marche (3,6%). In Piemonte la quota è del 3,1% (settimo posto) e dell'1,7% in Liguria, preceduta in questo caso anche dalla Valle d'Aosta (2,1%).

L’export italiano comunque in questi mesi sta marciando a pieno ritmo: secondo le stime Sace, in termini di valore le vendite all’estero di beni cresceranno quest’anno dell’11,3%, consentendo all’Italia di mantenere invariata la propria quota di mercato mondiale anche nel 2021. I primi riscontri di questa buona performance del nostro Paese sono già emersi nel primo semestre dell’anno, quando le vendite oltreconfine sono cresciute a un ritmo del 23,2%, per lo più in ragione della domanda internazionale di mezzi di trasporto (+36,3%), metalli (+35,2%), prodotti petroliferi raffinati (+34,4%), apparecchi elettrici (+31,4%).

Il commercio internazionale accelera le prospettive di ripresa dell’attività produttiva: le imprese che prevedono di recuperare quanto perso nel 2020 si attestano al 54%, quota che cresce al 58% se l’impresa esporta.

Export e digitale rappresentano oggi sempre di più un binomio indissolubile e vincente. L’analisi di Unioncamere e Tagliacarne mostra, infatti, che il 20% delle imprese esportatrici investe nelle tecnologie 4.0 (la quota per le imprese che non esportano è pari all’8%), puntando a una maggiore efficienza interna (88%) e maggiore competitività (82%) anche sui mercati esteri. Inoltre, tra le imprese che hanno investito nella transizione digitale tra il 2015 e il 2020 (il 65,2% secondo la rilevazione), buona parte ha puntato su strumenti utili anche ai fini delle esportazioni: big data per analizzare i mercati, ma soprattutto digital marketing.

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