Notizie | 28 novembre 2021

Focus su nutrizione, riduzione sprechi, ed alimenti a km 0 - i nuovi trend che stanno ringiovanendo la cucina tradizionale

Focus su nutrizione, riduzione sprechi, ed alimenti a km 0 - i nuovi trend che stanno ringiovanendo la cucina tradizionale

È ormai evidente come l’interesse dei consumatori sia sempre più indirizzato verso un’alimentazione sana e uno stile di vita salutare. L’aumento della consapevolezza di quanto la nutrizione sia strettamente collegata alla salute, sta sviluppando una serie di cambiamenti in abitudini alimentari, che condizionano la cucina tradizionale di moltissime aree, ed hanno contribuito a rivoluzionare i consumi alimentari del mondo intero.

La filosofia del “Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei” del gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin è oggi più attuale che mai. È durante gli ultimi vent’anni che siamo spettatori e sempre più attori di un fenomeno che include i paesi più industrializzati: la consapevolezza alimentare.

In Italia si è ad esempio tornati a cucinare molto di più, contrastando la tendenza al “cibo pronto” da supermercato e si presta sempre maggiore attenzione a controllare la provenienza delle materie prime, e la lista degli ingredienti di tutti i cibi acquistati. 

In ogni contesto, si cerca di prediligere piccoli produttori, scegliendo ingredienti e processi sostenibili e spesso prodotti a Km 0. 

Se già negli anni ’90 vegetarianismo e stile di vita "vegan" prendevano piede, oggi giorno qualunque scaffale di qualsivoglia supermercato offre prodotti certificati “vegan”, con le alternative alla carne e ai formaggi in costante aumento, e spesso e volentieri provenienti da processi di produzione BIO. Si tratta di una tendenza in crescita. Questi alimenti costituiscono una fonte naturale di proteine vegetali, a basso contenuto di carboidrati, consentendo di non rinunciare al gusto, e mantenendo in alcuni casi la tradizione con varianti vegane di prodotti alimentari popolari.

La tendenza non è solamente relativa alla scelta dei prodotti, ma il vero e proprio trend che sta ringiovanendo la cucina tradizionale riguarda un cambiamento di abitudini. 

I cibi elaborati del tradizionale pasto domenicale, o da cenone di capodanno, e abbuffata natalizia sono sempre più rari, e sono sempre di più quelli che cercano di implementare dei cambiamenti alle proprie abitudini alimentari partendo dal trasformare cibi che facevano parte della nostra quotidianità, ad eccezioni settimanali o mensili. 

Quando si parla di attenzione alla nutrizione, non si riferisce solamente agli alimenti utili al corpo, ma si presta altrettanta attenzione a quale sia il cibo ideale per la mente, in quanto una nutrizione sana e bilanciata ha un impatto sulla nostra psiche. È dimostrato quanto molte abilità cognitive, la memoria, e la qualità del sonno siano direttamente dipendenti dal regime alimentare, e di conseguenza vadano ad incidere direttamente sulla salute mentale.

È considerevole inoltre il cambiamento che vede sempre più persone andare oltre la tradizionale suddivisione tra colazione, pranzo e cena, con merende e spuntini occasionali. L’aumento della popolarità del cosiddetto “brunch”, che fino a qualche tempo fa era un’abitudine prettamente anglosassone, e che infatti deriva dalla combinazione delle parole inglesi “breakfast” e “lunch” ovvero colazione e pranzo, e che ha sostituito per molti il tradizionale cappuccino e brioche, è una testimonianza di come le abitudini degli italiani si stiano lentamente aprendo ad un processo di internazionalizzazione, che anche se accompagnato da aspetti positivi, può portare con sé anche qualche risvolto della medaglia. 

La presenza di pochi e semplici ingredienti ha da sempre rispecchiato la naturale salubrità delle ricette della tradizione italiana, e l'industria alimentare, e quella della ristorazione, hanno a lungo cercato di attenersi a queste abitudini.

Il cibo “Made in Italy” è da sempre un sinonimo di qualità impeccabile, e rappresenta un punto di riferimento per la dieta mediterranea. 

Grazie al focus su processi produttivi consolidati dalla tradizione, ed integrati con innovazioni tecnologiche, macchinari esclusivi, tecniche di lunga stagionatura e invecchiamento hanno reso possibile l’integrazione di moltissimi prodotti a certificazioni di qualità come la IGP e DOP, DOC e DOCG, oltre che al già citato standard Bio.

Altro cambiamento di notevole rilevanza riguarda le innovazioni nei packaging, a dimostrazione del fatto che i produttori italiani stiano prestando maggiore attenzione alla sostenibilità, e all’impatto ambientale dei processi di consumo, con la diffusione sempre maggiore di confezioni biodegradabili e plastic-free.

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