Notizie | 27 novembre 2021, 08:08

Metà degli italiani soddisfatta di dove vive

Un quinto degli abitanti delle metropoli andrebbe a vivere in un paesino. mentre solo il 12% di chi abita un piccolo centro andrebbe in città

Metà degli italiani soddisfatta di dove vive

Nella scelta del luogo in cui vivere concorrono diversi fattori e molto spesso bisogna scendere a compromessi fra le proprie possibilità economiche e i bisogni personali e familiari. Eppure, secondo l’ultimo sondaggio di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, nel nostro Paese la metà degli abitanti è soddisfatto del luogo in cui vive. A guardare bene, però, le risposte del panel, si nota come un quinto di chi abita nei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri a vivere subito in un paesino, ma non il contrario; dai piccoli centri, infatti, soltanto il 12% farebbe cambio con chi vive in città.

In una scala da 1 a 5, che misura il livello di gradimento del luogo in cui si vive, nelle grandi città il 52% ha votato fra 4 e 5. La cosa più apprezzata in questo caso sono le pressoché infinite opportunità di scelta di servizi essenziali (per il 39% dei rispondenti), l’offerta culturale (28%) e quella di ristoranti e locali di svago (13%). A piacere meno c’è invece al primo posto il traffico (per il 34% degli intervistati), seguito dallo smog (29%). Ma alla domanda su cosa cambierebbero gli abitanti delle grandi città se potessero, il problema dell’inquinamento diventa secondario rispetto al ben più sentito desiderio del calmieramento dei prezzi degli immobili, prioritario per un terzo dei rispondenti.

Il 51% di chi vive in città di medie dimensioni (50.000 – 250.000 abitanti) è felice della sua scelta. Se più di un abitante su due di una città di medie dimensioni dichiara che, potendo scegliere senza condizionamenti, vivrebbe comunque in un contesto simile, uno su tre risponde invece che preferirebbe vivere più a contatto con la natura scegliendo quindi un centro più piccolo. Rispetto alla metropoli, la fonte di soddisfazione principale è l’equilibrio tra la disponibilità di servizi e la vivibilità della città (31%). Il traffico è il principale motivo di non gradimento dei centri medi, ma anche in questo caso quando si chiede cosa si cambierebbe, avendone la possibilità, la risposta vira su un altro settore: il 30% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che amplierebbe la disponibilità di luoghi ricreativi, culturali e sociali. Al secondo posto degli interventi più desiderati si trova il miglioramento della qualità dell’aria (29%) e al terzo l’ampliamento della rete dei trasporti pubblici per contenere il traffico (22,4%).

Nonostante il 47% di chi vive in una città che conta fino a 50.000 abitanti è soddisfatto della sua scelta e non la cambierebbe, c’è un 39% che invece vorrebbe trasferirsi in un centro ancora più piccolo. Soltanto il 14% invece sogna la metropoli. I motivi di maggiore insoddisfazione in questo caso sono legati alla limitata presenza di luoghi ricreativi, culturali e sociali - per il 23% dei cittadini - e all’altrettanto limitata disponibilità di trasporti e servizi (22%). Tra i fattori più apprezzati invece spiccano l’assenza di traffico e di inquinamento acustico (30%) e l’ampia disponibilità di spazi verdi (28%).

In particolare, nei comuni con meno di 10.000 abitanti, la soddisfazione è legata al contatto con la natura anche se ai più pesa l’uso obbligatorio dell’auto per raggiungere qualsiasi destinazione. Chi ha scelto la vita tranquilla dei paesi più piccoli è mediamente soddisfatto: il 43%, pur avendone la possibilità, non si sposterebbe altrove. A giustificare questo alto livello di gradimento è principalmente il contatto ravvicinato con la natura, indicato dal 27% dei rispondenti di questa categoria. Un quarto di loro, poi, dichiara di apprezzare di più l’assenza di traffico. Ma, analizzando le risposte, anche in assenza di lunghe code, l’auto resta una nota dolente: il 29% di chi abita in un paesino lamenta la necessità di doverla utilizzare per raggiungere qualsiasi destinazione.

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