Notizie | 24 novembre 2021

In Italia oltre 2.700 le aziende confiscate

In Italia ci sono oltre 2.700 aziende confiscate che attendono di essere restituite alla società civile. Se questo avvenisse, la loro attività produttiva potrebbe cresce di quasi il 300%, l’occupazione del 5-10% e ulteriori benefici a livello territoriale e lungo la filiera produttiva si otterrebbero dalla riattivazione del circuito economico di forniture. A mostrarlo è una stima di Unioncamere, in collaborazione con il Centro studi Tagliacarne, sulla base dei dati presenti sul portale Open Data aziende confiscate.

Il portale è uno strumento completo e dettagliato su queste imprese sottratte alla criminalità, fortemente concentrate nelle regioni meridionali (quasi il 70%), nelle costruzioni e nel commercio (circa la metà) ma che operano anche settori di interesse pubblico, come la sanità (16 aziende) e la fornitura di energia e acqua (63).

Per restituire alla società civile queste imprese liberate dal giogo delle mafie, rilanciandone l’attività, occorre il lavoro di più soggetti, pubblici e privati, ed è indispensabile partire dalla conoscenza di questo patrimonio, oggi chiaramente sottostimato. A questo è diretto il progetto Open knowledge – Animazione e formazione per creare valore sociale, economico e civico per il territorio attraverso la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate. L’iniziativa verrà realizzata da Unioncamere, dalle agenzie del sistema camerale (Centro studi Tagliacarne e Sicamera) e da 22 Camere di commercio di Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia.

“Grazie al collegamento tra le banche dati dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati e il Registro delle imprese delle Camere di commercio, siamo in grado di avere una mappatura dettagliata delle imprese sottratte alla criminalità e delle loro caratteristiche - sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - Le tecnologie, la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra istituzioni e società civile possono contribuire a restituire alla società e al mercato queste attività, favorendo trasparenza, partecipazione e controllo sociale”.

Il progetto si inserisce nel percorso di miglioramento delle competenze della Pubblica Amministrazione nel contrasto alla criminalità organizzata, mediante l’utilizzo delle tecnologie digitali e l’informazione open da esse veicolate. Il progetto intende inoltre rendere ‘utili’ e ‘utilizzabili’ i dati una volta che essi sono stati fatti conoscere. Per raggiungere questo scopo saranno sviluppate azioni di animazione e formazione volte non solo all’illustrazione tecnica delle modalità di utilizzo dei dati e di navigazione del Portale “Open Data aziende confiscate”, ma anche finalizzati a individuare e ad approfondire strumenti interpretativi di vario livello che consentano di comprendere appieno e utilizzare i dati per le attività di controllo, monitoraggio o valorizzazione delle aziende confiscate.

A novembre si contano 2.757 imprese in confisca definitiva. Le costruzioni sono il settore più rappresentato tra le aziende confiscate (22,9%), seguite dal commercio (23,4%) e dagli esercizi ricettivi e ristorazione al 9,3%; le attività immobiliari si attestano al 7,5%, le manifatturiere al 6,7%, il trasporto e magazzinaggio al 5,3% e l’agricoltura al 4,5%. Questi settori raccolgono l’80% delle imprese confiscate. Tutti i settori sono comunque rappresentati inclusi non pochi casi di aziende operanti in settori strategici di interesse pubblico, ovvero nel campo della sanità e assistenza sociale (0,6%) e delle infrastrutture (distribuzione di acqua e reti fognarie, rifiuti: 1,1%; produzione e distribuzione di energia elettrica: 1,2%).

A livello territoriale, quasi il 70% delle aziende confiscate è localizzato nelle cinque regioni del Mezzogiorno interessate dal progetto Open Knowledge; in Sicilia si ravvisa la presenza di quasi un terzo delle aziende confiscate (30,6%), mentre la Campania ne raccoglie il 18,8%, la Calabria il 12%, la Puglia il 6,2%. La forma giuridica maggiormente utilizzata dalle imprese confiscate è quella di società di capitale (63%), mentre le imprese individuali sono il 22% e le società di persone il 15,1%.

Ti potrebbero interessare anche: