Piazza Affari | 23 novembre 2021

Borsa: Juve bocciata con ribasso del 7,3%

Andrea Agnelli, presidente della Juventus

Andrea Agnelli, presidente della Juventus

Le condizioni del nuovo aumento di capitale della Juventus non sono piaciute alla Borsa, che oggi, 23 novembre, ha bocciato la società torinese con il sonoro ribasso del 7,27% dell'azione, il cui prezzo finale è risultato perciò di 0,631 euro. Fra l'altro, la perdita della Juventus è stata la terza più pesante di tutta Piazza Affari (la seconda è stata quella di Ki Group, altra quotata subalpina, che ha chiuso a 0,0872, l'8,21% in meno rispetto a ieri).

Le nuove azioni della Juventus per l'aumento da 400 milioni di euro saranno offerte in opzione agli attuali soci nel rapporto di nove azioni ogni 10 possedute, al prezzo di sottoscrizione di 0,334 euro per azione, con uno sconto del 35,32% rispetto al prezzo teorico calcolabile in base al valore della precedente chiusura. I diritti di opzione si potranno esercitare dal 29 novembre al 16 dicembre e saranno negoziabili dal 29 novembre al 10 dicembre.

Exor, holding della galassia Agnelli e azionista di maggioranza della Juventus, si è impegnata a sottoscrivere la quota di aumento di capitale di propria pertinenza (pari al 63,8%), con una spesa di circa 255 milioni. Lo scorso 27 agosto, Exor aveva già effettuato a favore della Juve un versamento in conto futuro aumento di capitale per 75 milioni.

Goldman Sachs International, J.P. Morgan, Mediobanca e Unicredit agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Le banche si sono impegnate a sottoscrivere le nuove azioni eventualmente rimaste inoptate al termine dell’asta dei diritti inoptati, che si terrà successivamente al periodo di opzione, per un ammontare massimo pari a circa 144,9 milioni.

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