Notizie | 22 novembre 2021

La ripresa in Piemonte trainata dalle pmi

Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte

Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte

Nell’ambito della consueta collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Unioncamere Piemonte ha diffuso i dati della 200ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre e novembre con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2021, coinvolgendo 1.832 imprese manifatturiere piemontesi, per un numero complessivo di 128.388 addetti e un fatturato di circa 52 miliardi di euro.

I dati del terzo trimestre confermano il consolidarsi del trend positivo mostrato già nei mesi precedenti e dimostrano la vitalità e la capacità di reazione delle aziende che compongono il tessuto manifatturiero regionale. Dopo la crescita del 5%, segnata nei primi tre mesi dell’anno, nel secondo trimestre si era registrato un forte rimbalzo (+25,1%, dovuto anche al confronto con il punto di minimo toccato nel 2020, così nel terzo trimestre si vive un naturale e prevedibile rallentamento dell’intensità espansiva che si attesta comunque su livelli superiori a quelli pre pandemici.

Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, ha commentato: “I dati di questo terzo trimestre ci mostrano un Piemonte in crescita, che registra buone performance nella maggior parte dei settori di specializzazione e in tutte le province. Abbiamo inoltre recuperato terreno su comparti, come il tessile, che erano in affanno durante gli ultimi mesi. Anche le previsioni ci confortano sulle piene capacità di recupero del Piemonte e sul cammino intrapreso. Le imprese di piccole e medie dimensioni – cuore pulsante della nostra economia - stanno reagendo meglio delle altre alle difficoltà dovute alla pandemia. È questo il momento di spingere sull’acceleratore, puntando dritto verso i processi di digitalizzazione e internazionalizzazione ormai imprescindibili per uno sviluppo strutturato e al passo con i tempi della nostra economia”.

L’andamento della produzione manifatturiera regionale appare il frutto dei risultati espansivi registrati dalle imprese di tutte le dimensioni e dei principali comparti di specializzazione.

Anche se l’intensità della crescita si è leggermente ridotta nel trimestre in esame, i segnali positivi sono confermati dagli ottimi risultati evidenziati dagli altri dati analizzati.

All’incremento del 4,1% della produzione industriale piemontese si associano, nel periodo luglio-settembre 2021, crescite anche per tutti gli altri indicatori. Il fatturato totale registra un aumento del 10,8% sul terzo trimestre 2020, grazie soprattutto al trend positivo evidenziato dai mezzi di trasporto, dalla filiera tessile e dai metalli. Gli stessi settori spingono il risultato del fatturato estero che cresce del 19,1%. Sul fronte degli ordinativi, lo sviluppo sul mercato interno cresce del 10,8% rispetto all’analogo periodo del 2020 e del 13,7% quello degli ordinativi esteri. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 67,1%, prevedibilmente superiore al 61,8% del terzo trimestre 2020, ma anche maggiore rispetto al 65,8% del terzo trimestre 2019, sintomo che a livello produttivo si sta tornando ai livelli pre-covid.

I risultati sono positivi per quasi tutti i settori, ma disomogenei per intensità. L’unico comparto che mostra un andamento negativo (-5,3%) rispetto all’analogo periodo del 2020 è quello dei mezzi di trasporto, fortemente condizionato dalle problematiche di approvvigionamento di semiconduttori, che colpiscono anche le imprese appartenenti alla stessa filiera all’estero.

La crescita più intensa riguarda proprio il tessile/abbigliamento (+9,3%), settore che più aveva patito nel 2020. Un incremento produttivo di 8,4 punti percentuali caratterizza l’elettricità e l’elettronica, seguita dalla filiera del legno con uno sviluppo del 7,9%. Al di sopra della media regionale troviamo anche i metalli (+7,8%), l’alimentare (+6,9%) e la meccanica (+6,2%). Le aziende della chimica/plastica segnano, invece, uno sviluppo inferiore a quello medio, registrando una variazione tendenziale della produzione del 2%.

Analizzando il campione delle imprese manifatturiere intervistate sotto il profilo della classe di addetti emerge come l’intensità dell’incremento risulti maggiore per le pmi. Le imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti), infatti, segnano una crescita della produzione del 7% e quelle di medie dimensioni (50-249 addetti) registrano un incremento produttivo del 8,1%. Le micro imprese (2-9 addetti) si sviluppano del 2%, seguite dalle grandi (250 addetti e oltre) che evidenziano l’aumento più contenuto (+1,8%).

Nel terzo trimestre 2021 tutti i territori mostrano risultati positivi. Novara, grazie alla crescita a doppia cifra di tessile, chimica e metalmeccanica, evidenzia l’incremento produttivo migliore (+12,1%), seguita dalla vicina Biella (+11,7%), sostenuta dal rimbalzo della filiera tessile. Il Verbano Cusio Ossola realizza un aumento della produzione del 6,2% rispetto all’analogo periodo nel 2020. Per Vercelli la variazione della produzione industriale si attesta al +5,2%. Le imprese di Cuneo segnano una crescita media del 6,1%, grazie all’ottima performance della meccanica. Asti, supportata dal comparto della chimica/plastica, cresce del 5,3%.Torino, dove lo sviluppo dell’elettricità ed elettronica, dei metalli e dell’alimentare viene attenuato dalla contrazione dei mezzi trasporto, evidenzia un incremento produttivo del 3,3%. Alessandria, infine, mostra la variazione meno intensa (+1,5%) nonostante il risultato più che brillante esibito dal settore orafo.


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