Notizie | 22 novembre 2021

Perché il Piemonte ha perso altri 38.000 abitanti

Perché il Piemonte ha perso altri 38.000 abitanti

Il Piemonte, dove la popolazione è in calo costante dal 2014, l'anno scorso ha perso altri 38mila abitanti, evidenziando un calo dell'8,8 per mille, più che doppio rispetto al 2019, quando era stato del 4 per mille. Nonostante il saldo migratorio positivo, ma decisamente ridotto, che solo in minima parte ha compensato il pesantissimo effetto del saldo naturale negativo, dovuto all’incremento dei decessi. Il fenomeno è stato rilevato l'Osservatorio demografico regionale dell'Ires Piemonte.

Dal 2014, tutte le province piemontesi sono interessate da una costante riduzione del numero dei residenti che, nel 2020, ha subito un’accelerazione, a causa della pandemia. Tuttavia, permangono e si confermano le differenze tra i territori. La perdita di abitanti più forte si osserva nelle province già in precedenza più colpite dal calo demografico: -13 per mille nelle province di Biella, Vercelli e Alessandria e -11 per mille in quella di Asti. All’opposto, al di sotto della media regionale si collocano le province di Novara e Cuneo (rispettivamente -7,6 per mille e -6,4 per mille), mentre le province di Torino e di Verbania sono in linea con la media regionale (-8,8 per mille).

Fra l'altro, la pandemia ha causato un’impennata dei decessi: nel 2020, in Piemonte, sono stati 66.054, quindi 12.900 in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Il tasso di mortalità è salito al 15,5 per mille abitanti (si attestava a poco più del 12 per mille negli anni più recenti). I decessi attribuiti in via diretta al Covid-19 sono poco più di 8.000; pertanto si osserva una sovra-mortalità di quasi 4.300 decessi in più rispetto alla media del quinquennio precedente.

Tra le province piemontesi l’incidenza dei decessi per Covid-19 è più elevata nei territori vicini alla Lombardia. Il tasso standardizzato è più alto nella provincia di Alessandria con 200 decessi ogni 100.000 abitanti, seguita da Asti (160, contro una media regionale di 126 e una media italiana di 104). Nella graduatoria delle province italiane Alessandria è decima, superata da sei province lombarde, due emiliane e la Valle d’Aosta.

L'Osservatorio dell'Ires ha rilevato inoltre che prosegue ininterrotto anche il calo delle nascite che segna un nuovo record: nel 2020 i nati in Piemonte sono stati poco più di 27.000, con una variazione negativa del 3,3% (900 nati in meno) rispetto all’anno precedente e del 28% nel decennio.

Il calo è dovuto a un insieme di fattori. In primo luogo la popolazione femminile in età fertile (15-49 anni) è in diminuzione: nel 2020 le donne in età fertile sono 818.000, con una variazione negativa del 12,8% nel decennio. In secondo luogo, il tasso di fecondità è basso: nel 2020 è all’1,24 figli per donna, in diminuzione per l’ottavo anno consecutivo.

Infine, le difficoltà indotte dalla crisi del 2008 hanno contribuito a posticipare i progetti di formazione della famiglia e di conseguenza anche quelli riproduttivi. A questa crisi si è aggiunta quella dovuta al Covid-19.

Con l’impennata dei decessi e l’ulteriore contrazione dei nati, il saldo naturale negativo piemontese peggiora ulteriormente e giunge alla cifra record di -39mila unità nell’ultimo anno disponibile. In termini relativi, il Piemonte perde, per la sola dinamica naturale, nove residenti ogni mille abitanti.

Comunque, la regione con la dinamica naturale negativa più ampia si conferma la Liguria con -11,3 per mille, seguita appunto dal Piemonte con -9,1per mille, Val d’Aosta e Molise (-8,6 e -8,1).

La pandemia, con i periodi di chiusura delle attività (lockdown), ha avuto ripercussioni anche sul numero dei trasferimenti di residenza, riducendoli. Il saldo migratorio complessivo (calcolato come differenza tra coloro che si iscrivono in anagrafe e coloro che si cancellano) già ridotto in anni recenti, nel 2020 risulta positivo appena per lo 0,2 per mille, valore tra i più bassi e in grado di bilanciare solo in minima parte il pesantissimo effetto negativo del saldo naturale. Anche per i residenti con cittadinanza straniera, relativamente più mobili rispetto agli italiani, il saldo migratorio totale – escluse le acquisizioni di cittadinanza – è stato del 14 per mille, mentre era del 18,5 per mille, l’anno precedente.

Con il forte aumento della mortalità (+23% di decessi rispetto alla media del quinquennio precedente) in Piemonte la speranza di vita alla nascita risulta in diminuzione: 79 anni per gli uomini (perdita di 1,7 anni) e 83,8 per le donne (perdita di 1,3 anni).

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