Libri | 22 novembre 2021

L'alga assassina e la guerra del basilico

L'alga assassina e la guerra del basilico

di Francesco Amadelli

Che ci fa una biologa marina in uno sgangherato hotel sulla Riviera ligure al confine con la Francia quando invece dovrebbe essere in un lussuoso hotel di Montecarlo in attesa della chiamata del Museo Oceanografico per una consulenza circa un’alga misteriosa che rischia di inquinare il mar Mediterraneo? Nico Orengo (1944 – 2009) scrittore, giornalista, poeta, già responsabile dell’inserto letterario “Tutto Libri” de La Stampa, torinese con trascorsi che lo rendono ligure, con la sua prosa svelta ci porta in un angolo di terra alla ricerca di una spiegazione. Sarà l’inizio semplice e immediato de “La guerra del basilico”, erba aromatica che ha fatto della Liguria la propria terra preferita.

Il ritrovamento di una donna svenuta e portata sulla spiaggia allarga il campo di indagine e di mistero del romanzo. Un’alga assassina, la Caulerpia Taxiflora, venuta da chissà dove, permette a Nico Orengo di estendere il mistero al quale sta lavorando la biologa torinese Sandra, mentre cerca di scoprire i disegni e le trame dei suoi colleghi monegaschi. Il rinvenimento di una vecchia sedia utilizzata da una mitica diva americana, forse la stessa interprete del film di Hitchcock “Caccia al ladro”, si intrufolerà nella storia donando maggior trepidazione al racconto.

Sarà dietro una rigogliosa e rustica pianta di basilico, simbolo di chi non cede all’avanzare dispotico di colei che vorrebbe estirparla per compiere affari dubbi e illeciti, sarà dietro quella pianta, dicevamo, che si gioca la “guerra” di civiltà.

La biologa Sandra troverà la soluzione (ma non la riveleremo) per combattere la Caulerpia infestante i fondali marini mentre la imponente pianta di basilico sopravviverà. Romanzo-metafora di un’Italia profumata di natura, attaccata da molti, resistente a tutto.



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