Manager | 15 novembre 2021

Imprese, aumenta la quota delle donne al vertice

Cristina Scocchia, top manager di Sanremo

Cristina Scocchia, top manager di Sanremo

In ripresa, tra le donne, la voglia di mettersi in proprio. Lo conferma il fatto che nei primi nove mesi di quest'anno, nelle tre regioni del Nord Ovest sono nate 6.511 imprese femminili, 827 in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+14,5%); ma ancora 1.231 in meno rispetto ai primi nove mesi del 2019, a dimostrazione che la pandemia continua ad avere i suoi effetti negativi anche sullo spirito di iniziativa.

In particolare, dall'inizio di gennaio alla fine di settembre, sono nate 4.749 imprese rosa in Piemonte (4.141 nei primi nove mesi 2020 e 5.532 in quello del 2019), 1.653 in Liguria (rispettivamente 1.431 e 2.055) e 189 in Valle d'Aosta (112 e 155). Rispetto a due anni fa, fra l'altro, è diminuita anche l'incidenza delle femminili sul totale delle nuove imprese: in Piemonte è scesa dal 27,1 al 24,8%, in Liguria dal 27,6 al 25,6% e in Valle d'Aosta dal 27,4 al 23,3%.

In compenso, però, è aumentata la quota delle donne ai vertici delle aziende, rispetto a dieci anni fa. Infatti, se è vero che a fine 2011 nelle tre regioni del Nord Ovest erano 128.911 le donne in posizioni apicali nelle imprese (al vertcie come presidente o amministratore delegato o come consigliere di amministrazione) mentre al 31 dicembre scorso le amministratici sono risultate 126.014 (91.124 in Piemonte, 31.581 in Liguria e 3.309 in Valle d'Aosta) è altrettanto vero che in ognuna delle tre regioni la loro incidenza ai vertici è salita: al 26,9% in Piemonte (dal 26,4% del 2011), al 26% in Liguria (dal 25,5%9 e al 29% in Valle d'Aosta (dal 27,6%). La media nazionale è passata dal 23,2% (1.046.323 amministratrici) all'attuale 24,4% (1.139.379).

In tutta l'Italia, come mostrano i dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, le iscrizioni di nuove attività femminili nei primi nove mesi del 2021 sono più numerose di quelle registrate nello stesso periodo del 2020 (+7mila) ma sono ancora circa 9.200 in meno dello stesso periodo del 2019. Malgrado l’incremento delle iscrizioni tra 2020 e 2021, il peso delle nuove imprese femminili sul totale delle iscrizioni si è ridotto di quasi due punti percentuali, passando dal 27,1% di due anni fa, al 25,4% di settembre scorso. Quasi il 24% di queste nuove imprese guidate da donne, però, nasce come società di capitali, tipologia di azienda più strutturata e “robusta” sotto il profilo organizzativo e gestionale.

Una conferma del lento, ma progressivo, rafforzamento organizzativo in corso nel mondo produttivo femminile proviene anche dalla crescita della quota di aziende guidate da donne che oggi operano nei cinque settori di attività più performanti in termini di rapporto valore aggiunto/occupati (industria manifatturiera, altre industrie in senso stretto, servizi di informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari). Questa quota è passata dal 16,3% del 2014 al 16,9% del 2021

Donne al vertice in aumento, dunque; ma più della metà è over 50. Di fatto, il crescente rafforzamento strutturale e di mercato del fare impresa al femminile, visibile sia nel breve che nel medio periodo, sembra andare di pari passo con la diffusione della presenza delle donne nei posti di comando delle aziende. Tra il 2011 e il 2020 le donne amministratici in Italia sono infatti aumentate di 93mila unità e sono cresciute anche in termini percentuali, arrivando appunuto a 24,4%.

Le cariche di amministratore ricoperte da donne sono così oggi poco meno di un milione e 140mila a fronte del milione e 50mila di 10 anni fa. Cresce però l’età media delle donne che sono oggi nella “stanza dei bottoni” delle imprese: se nel 2011 il 43% delle amministratrici aveva più di 50 anni, a fine 2020 le over 50 sono il 58%.

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