Libri | 10 novembre 2021, 09:19

Quelle bambine raccontate da De Amicis

Quelle bambine raccontate da De Amicis

di Francesco Amadelli

Quanto diverso è l’Edmondo De Amicis emergente da questo libro, “Il Re delle bambole”. Scrittore di raffinata cultura, qui De Amicis si allontana dal populismo tardo-romantico del libro Cuore impregnato di patriottismo risorgimentale; si allontana altresì dalle lotte di emancipazione della donna di Amore e Ginnastica. Irriconoscibile nel breve trattato, un manuale lo definiremmo, destinato a un pubblico non certo infantile con il quale ci presenta le bambine di oltre un secolo fa, portatrici in pectore di tutti i gusti, i desideri, le piccole devianze caratteriali non già capricci adolescenziali delle donne del domani.

E’ una voce fuori-campo a raccontarci la visita della bottega (in via Roma, a Torino) di proprietà del signor Bonini “Il Re delle bambole”; non costruttore di giocattoli infantili quanto inventore e assemblatore di piccole donne, alle quali dona charme e inquietudine tipicamente, autenticamente femminili dimostrando conoscenza profonda delle stesse.

Il libro è occasione per una comparazione con il mondo di allora, non differente dall’attuale, quando afferma che “le accomodature delle bambole malmenate dalle bambine non sono queste che fanno le spese, così avviene quasi sempre nel mondo degli uomini, che rompono gli uni e pagano gli altri”.

Inquietante non nelle parole quanto nelle velate intenzioni di un autore eclettico e multiforme che, sappiamo dalle biografie, non fu tenero con le donne conosciute e amate, alle quali riservò trattamenti non certo signorili. Meglio sarebbe stato non apprendere questo suo lato del carattere impulsivo e machista. Un De Amicis inedito al quale non andranno sicuramente le simpatie delle odierne femministe.

Quaranta pagine da leggere tutte d’un fiato.



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