Notizie | 26 ottobre 2021

In Piemonte 49 grandi opere entro 10 anni

Marco Gay (al centro, presidente Confindustria Piemonte

Marco Gay (al centro, presidente Confindustria Piemonte

Il 6% della forza lavoro, 49 grandi opere da concludere entro dieci anni e 7,5 miliardi di fondi del Pnrr da spendere entro il 2026. Sono questi alcuni dei numeri contenuti nel position paper dedicato a logistica e infrastrutture realizzato dalla Commissione Logistica di Confindustria Piemonte, con il contributo di Unioncamere Piemonte e condiviso con la Regione Piemonte. L’obiettivo è contribuire, entro la fine dell’anno, al completamento del Piano Regionale Mobilità e Trasporti (Prmt) lanciato nel 2018. Due i piani di settore, previsti dal Prmt, su cui la commissione si è concentrata nelle riunioni del suo primo anno di operatività: il Piano Regionale della Logistica (PrLog) e il Piano Regionale per la Mobilità delle Persone (PrMop). Dall’analisi e dall’ascolto dei contributi ricevuti, la commissione ha tratto dieci proposte per rendere più competitivo e attrattivo il sistema regionale. “Una logistica efficiente e infrastrutture moderne di visione nazionale rafforzano le imprese del territorio e incentivano nuovi investimenti in Piemonte. Grazie alla connessione con la Liguria, la nostra regione è uno degli sbocchi strategici per le merci in arrivo dall’Asia e dall’Africa, oltre a essere al centro del continente europeo. In questi mesi di pandemia, tutti hanno compreso come la logistica sia centrale per la nostra economia. Ora abbiamo la possibilità di farne una leva di sviluppo” ha commentato il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay. A loro volta, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e Marco Gabusi, l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture, ha detto: “L’attuale amministrazione regionale sostiene fin dal primo giorno la centralità della logistica e delle infrastrutture nel futuro del Piemonte. Un settore di sicuro sviluppo, che passa attraverso la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione e del Terzo Valico e che vede i territori nel sud del Piemonte quali preferenziali ambiti retroportuali del sistema portuale ligure, oltre naturalmente al miglioramento di tutta la rete infrastrutturale regionale ed extraregionale. Il dialogo instaurato con Confindustria Piemonte rappresenta lo strumento più alto e più efficace per dare risposte concrete alle imprese”. In Piemonte operano 14.000 aziende di logistica, che contano 83.146 addetti, pari al 6,1% del totale degli occupati piemontesi. Confindustria Piemonte ne rappresenta più di 200, che sommano 18.000 addetti. Da questo comparto arriva la richiesta di valorizzare i nodi logistici consolidati di Novara come crocevia del traffico Nord Sud, Rivalta Scrivia come retroporto delle merci in arrivo da Genova, Savona e Vado, Orbassano come hub logistico torinese. Anche il Pnrr verrà in supporto, finanziando l’asse del Terzo valico Appenninico verso Milano e il collegamento ferroviario con Tortona e Alessandria. Sono invece fermi al palo alcuni altri tasselli fondamenti della rete ferroviaria, come il potenziamento della Torino-Savona ferroviaria, la Fossano-Cuneo, la variante di Demonte. Sono 11 le opere che il documento ritiene saranno ultimate entro il 2023, altre sette saranno pronte nel 2026, tre entro il 2030 e infine la Torino-Lione che potrebbe entrare in esercizio nel 2032. L’obiettivo è attuare una delle grandi priorità anche del Pnrr, ovvero creare un’alternativa al trasporto su gomma, che il 77,3% delle imprese piemontesi ancora utilizza prevalentemente, nonostante sia la soluzione meno conveniente. Per interrompere questo corto circuito, tra le richieste fatte dalla regione per il Piano nazionale di ripartenza e resilienza, 349 rientrano nella Missione 3 denominata “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”. Il valore complessivo di questi interventi ammonterebbe, se finanziati, a 7,464 miliardi di cui 6,561 miliardi per l’alta velocità ferroviaria e strade sicure, mentre 0,9 miliardi servirebbero all’intermodalità e la logistica integrata. Altrettanto cruciale, sarà lo sviluppo delle infrastrutture immateriali, come sostegno alla transizione delle imprese verso l’industria 4.0 e la sostenibilità ambientale.

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