Notizie | 25 ottobre 2021

Calata la lotta dei Comuni all'evasione fiscale

La diminuzione delle somme spettanti per la partecipazione all'attività di accertamento in Piemonte e Liguria

Calata la lotta dei Comuni all'evasione fiscale

Anche quest’anno rallenta la compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale: le somme loro spettanti per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2020 ammontano a 6,5 milioni di euro, in diminuzione del 16,5% rispetto all’anno precedente. Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 123,3 milioni, frutto di segnalazioni “qualificate” all’Agenzia delle Entrate.

“Se si analizza l’andamento delle somme recuperate - spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale Uil - si è passati da 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai quasi 3 milioni del 2011, transitando per gli 11 milioni del 2012 e ai 17,7 milioni del 2013. L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015”. Questi dati emergono dal rapporto del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil, che ha elaborato i dati del provvedimento del ministero dell’Interno dell’8 ottobre 2021.

Il rapporto mette in evidenza come negli ultimi sei anni sia diminuito costantemente il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva. “I dati che emergono dall’analisi - commenta Ivana Veronese - sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che, secondo gli ultimi dati, superano i 108 miliardi di euro. I Comuni devono e possono fare molto in chiave antievasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale; ma anche perché sono i primi presidi sul territorio. Per questo riteniamo utile rendere uniforme l’attività del processo di partecipazione dei Comuni su tutto il territorio nazionale”.

Tornando ai dati, lo scorso anno sono stati 279 i Comuni (solo il 3,6% del totale) che hanno partecipato con la loro attività al contrasto all’evasione a fronte dei 387 dell’anno precedente (sono esclusi dall’analisi i Comuni del Trentino-Alto Adige che hanno una loro specifica legislazione). Quelli che hanno recuperato di più nel 2020 sono il Comune di San Giovanni in Persiceto (912mila euro), Genova (473mila euro), Torino (404mila), Milano (350mila), Bologna (310mila), Prato (236mila), Brescia (225mila), Bergamo (288mila), Modena (185mila) e Rimini (167mila). Per quanto riguarda il Nord Ovest, sono da segnalare anche i Comuni capoluogo di Savona (4.180 euro), Alessandria (2.867), Biella (400), La Spezia (152).

A livello regionale, l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi è del 20,4% in Emilia-Romagna; 8% in Toscana dell’8%; 5,1% in Lombardia, 4,7% in Liguria (11 Comuni) e l'1% in Piemonte (12 Comuni). In valori assoluti, in Emilia-Romagna il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 2,6 milioni, in Lombardia a 1,6 milioni, in Liguria a 542mila euro, in Piemonte a 535mila e in Toscana a 436mila.

In 28 province nessun Comune ha attivato le procedure di accertamento, mentre nelle province di Alessandria e Pavia solo lo 0,5% del totale dei Comuni ha attivato tali procedimenti.

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