Notizie | 21 ottobre 2021

Piemonte primo per spese in ricerca & sviluppo

In termini di incidenza della spesa per R&S sul Pil, le migliori performance si registrano per Piemonte ed Emilia-Romagna (con oltre il 2%), seguite da Lazio, Friuli Venezia-Giulia e Toscana. Anche Liguria e Provincia di Trento presentano valori superiori alla media nazionale.

Piemonte primo per spese in ricerca & sviluppo

I dati preliminari dell'Istat per il 2020 indicano un brusco calo della spesa delle imprese in R&S (ricerca e sviluppo) - 6,9% rispetto al 2019 - mentre per il 2021 si prevede un recupero importante, con un aumento della spesa del 6,2% rispetto all'anno scorso, che, tuttavia, non sarà sufficiente per tornare ai livelli del 2019. La spesa prevista per il 2021 si ferma, infatti, a 16,4 miliardi di euro, inferiore dell’1,1% rispetto al 2019.

Invece, nei settori delle istituzioni private non profit e delle istituzioni pubbliche i dati preliminari 2020 segnalano un ulteriore aumento della spesa in R&S intra-muros: rispettivamente +10,8% e +2,3% rispetto al 2019. In questi due settori l’andamento crescente della spesa in R&S continua anche nel 2021. In particolare è previsto un incremento di spesa rispetto al 2020 pari al 2,9% per le istituzioni private non profit e al 2,7% per le istituzioni pubbliche.

Nel 2019, la spesa complessiva in R&S effettuata da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università, è ammontata a 26,3 miliardi, con un’incidenza percentuale sul Pil pari all’1,47% e in crescita rispetto all’anno precedente (1,42%). Rispetto al 2018, la spesa è aumentata è del 4,1%: gli incrementi maggiori si registrano nel non profit (+17,2%) e nel pubblico (+5,1%). Nel settore delle imprese l’aumento della spesa, pari al 4,1%, è dipeso sia da un aumento importante da parte delle imprese già attive in questo campo, sia da un incremento del numero di imprese che hanno svolto attività di R&S interne nel corso del 2019. In particolare, l’investimento in R&S di ‘nuovi’ soggetti ha pesato per il 3% della spesa complessiva. Si rileva, infine, un discreto aumento anche nelle Università (+2,5%).

I tre quarti della spesa totale in ricerca e sviluppo (circa 20 miliardi di euro) sono effettuati da sei regioni: Lombardia (20,2%), Lazio (14,2%), Emilia-Romagna (12,9%), Piemonte (11,9%), Veneto (8,7%) e Toscana (7,5%) mentre l’intero Mezzogiorno (Sud e Isole) contribuisce con una quota pari al 14,5%. A eccezione di Valle d’Aosta, Molise e Provincia di Bolzano, tutte le regioni hanno registrato un aumento rispetto al 2018; in particolare, Abruzzo (+15,0%), Liguria (+10,4%), Lazio (+8,1%) e Toscana (+7,1%).

Con riferimento al settore delle imprese, la spesa per R&S supera l’80% nelle sei regioni di maggiore concentrazione. È la Lombardia a contribuire di più alla spesa complessiva con il 24,9% della spesa totale, seguita da Emilia-Romagna (15,8%) e Piemonte (14,8%). Le regioni del Mezzogiorno partecipano con una quota complessiva del 9,9%.

Il Lazio detiene il primato di istituzioni pubbliche più coinvolte in attività di R&S e incide per il 42,8% sulla spesa complessiva in R&S del settore pubblico, seguito a grande distanza da Lombardia (7,7%), Emilia-Romagna e Toscana (5,8%).

Tra le regioni dove le Università hanno investito di più in attività di R&S si confermano la Lombardia, il Lazio e l’Emilia-Romagna che, insieme a Toscana, Veneto e Piemonte coprono il 62,7% della spesa complessiva destinata alla R&S in questo settore. Le istituzioni non profit coinvolte in attività di R&S sono più presenti in Lombardia (28,7%), Lazio (20,1%) e Piemonte (12,2%), dove si concentra il 60,9% della spesa effettuata dal settore.

In termini di incidenza della spesa per R&S sul Pil, le migliori performance si registrano per Piemonte ed Emilia-Romagna (con oltre il 2%), seguite da Lazio, Friuli Venezia-Giulia e Toscana. Anche Liguria e Provincia di Trento presentano valori superiori alla media nazionale. Lombardia e Veneto, si posizionano invece al di sotto, alla stregua di tutte le regioni del Mezzogiorno, con quote particolarmente basse per Calabria e Basilicata.

Tra le regioni a maggiore concentrazione di spesa solo Lazio, Toscana e Piemonte mostrano una crescita sostenuta. Abruzzo e Liguria sono in netto recupero mentre il Mezzogiorno (a eccezione del Molise) cresce timidamente. Invariata l’incidenza della spesa nelle Marche e in Valle d’Aosta. Provincia di Bolzano e Molise, infine, registrano una caduta sostanziale.

Nel 2020 gli stanziamenti in ricerca e sviluppo di Amministrazioni centrali, Regioni e Province autonome salgono del 6,2%, passando da 9,836 miliardi di euro del 2019 a 10,445 miliardi nel 2020. Per quanto riguarda la distribuzione dei finanziamenti fra gli obiettivi socio-economici, quelli destinati alle Università sotto forma di Fondo di finanziamento ordinario continuano a costituire la quota più rilevante (39,8% del totale). Il resto degli stanziamenti è orientato in misura maggiore verso l’esplorazione e utilizzazione dello spazio (14,6%), la protezione e promozione della salute umana (10,3%) e le produzioni e le tecnologie industriali (9,4%).

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