Notizie | 15 ottobre 2021

Nel Nord Ovest 135mila assunzioni entro fine anno

Nel Nord Ovest 135mila assunzioni entro fine anno

Quasi 135.000. Tanti sono i lavoratori ricercati dalle imprese delle tre regioni del Nord Ovest entro la fine dell'anno. Lo riporta l'ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpall, aggiungendo che 51.610 delle nuove assunzioni sono previste entro la fine di ottobre: in particolare, 39.550 in Piemonte, 10.910 in Liguria e 1.150 in Valle d'Aosta.

Le imprese del Nord Ovest hanno previsto di fare 134.690 assunzioni nel quarto trimestre di quest'anno: 96.680 in Piemonte (47.110 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso), 31.370 in Liguria (+14.160) e 6.640 in Valle d'Aosta (+2.360). Il confronto è positivo anche se fatto con l'ultimo trimestre del 2019, per tutte le tre regioni.

A livello nazionale, sono circa 505mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di ottobre, 114.000 in più (+29,1%) rispetto allo stesso periodo del 2019, ma 21.000 in meno (-4,1%) rispetto a settembre 2021 (-4,1%). Comunque, tra ottobre e dicembre le imprese hanno in programma di attivare 1,4 milioni di contratti (+28,8% anche rispetto all’analogo trimestre 2019).

La domanda di lavoro è in crescita nell’industria come nei servizi, sebbene con differenti gradazioni; più caute le attese per turismo e ristorazione, dopo il notevole recupero dei mesi estivi, mentre maggiore fiducia emerge dalla filiera della cultura e dell’intrattenimento e, in genere, dei servizi alle persone, anche grazie alle recenti riaperture. Una dinamicità del mercato, in linea con l’attuale congiuntura economica, che evidenzia un sempre più elevato mismatch (36%) tra domanda e offerta di lavoro, sia per le professioni a elevata specializzazione che per gli operai qualificati. Secondo Excelsior il fenomeno è riferito soprattutto a problematiche demografiche e di inefficiente orientamento professionale (la mancanza di candidati per determinati profili e con specifiche esperienze di lavoro).

Nonostante le tensioni sul mercato dell’energia e delle materie prime, prosegue la ripresa occupazionale del manifatturiero con 131mila entrate nel mese e 326mila fino alla fine dell’anno. Le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie della meccatronica, che ricercano 34mila lavoratori nel mese e 93mila nel trimestre, seguite dalle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (27mila nel mese e 68mila nel trimestre) e da quelle tessili, dell’abbigliamento e calzature (14mila nel mese e 32mila nel trimestre). Elevata anche la richiesta proveniente dal comparto delle costruzioni: 52mila le assunzioni programmate per ottobre e 126mila fino a dicembre.

Sono poi 322mila i contratti di lavoro offerti dal settore dei servizi nel mese in corso e oltre 900mila quelli previsti nel trimestre conclusivo del 2021. Le maggiori opportunità sono disponibili nel comparto del commercio (69mila entrate programmate nel mese e 197mila nel trimestre), seguito da quello dei servizi alle persone (67mila nel mese e 167mila nel trimestre) e dai servizi operativi di supporto alle imprese (52mila nel mese e 139 nel trimestre).

Si attesta complessivamente al 36,5% la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (+5 punti percentuali rispetto a ottobre 2019), soprattutto a causa della mancanza delle figure professionali ricercate. Complessivamente, il mismatch sale al 51,5% per gli operai specializzati, al 41,8% per le professioni tecniche e al 40,6% per i dirigenti e professioni intellettuali e scientifiche.

A segnalare le maggiori difficoltà nel reperire sono le imprese metallurgiche e dei prodotti in metallo (52,9%) difficoltà che sale al 64,1% per il recruitment di fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati e al 61,9% per i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria. Elevato anche il mismatch segnalato dalle imprese delle costruzioni (48,7%) soprattutto per artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (61,5%) e dalle imprese dei servizi informatici e delle comunicazioni (47,8%) per cui le maggiori difficoltà si incontrano per specialisti in scienze matematiche, informatiche (61,7%) e per tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (54,3%). Coerentemente con le figure professionali, le aree aziendali con il più elevato mismatch risultano essere i sistemi informativi (57,6%), progettazione e ricerca (51,0%), installazione e manutenzione (52,3%).

Per quanto riguarda i titoli di studio, risultano “introvabili” i laureati in ingegneria industriale e quelli in elettronica e dell’informazione (58% e 52,8% rispettivamente le difficoltà segnalate), i candidati con una istruzione tecnica superiore (più di un diplomato ITS su due, 52,6%, non si trova sul mercato) o con una formazione tecnica professionale (49,4%). Fra gli indirizzi di più difficile reperimento le imprese segnalano i diplomati in indirizzo elettrico (57,2%), indirizzo edile (54,8%) e indirizzo meccanico (53,1%).

Circa il 30% dei contratti è rivolto ai giovani con meno di 29 anni soprattutto per professioni legate alla vendita, ristorazione e cura della persona, ma anche per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche e i tecnici amministrativi, finanziari e della gestione della produzione. Elevata anche la difficoltà di reperimento per i giovani che, ad ottobre, si attesta al 38%.

A livello territoriale, Milano, Roma e Torino sono le province in cui si prevede la maggiore richiesta di personale in questo mese di ottobre, mentre Novara, Cuneo e Belluno sono quelle che offrono le maggiori opportunità ai giovani.

A trainare la domanda di lavoro di ottobre si confermano essere i contratti a tempo determinato con 282mila richieste, pari al 52,3% delle entrate programmate (+93mila rispetto ad ottobre 2019), seguiti da quelli a tempo indeterminato con 89mila contratti, pari al 20,7% dei casi (poco distanti, -9mila, da quelli offerti nel mese di ottobre 2019). Sono poi 56mila le richieste di contratti di somministrazione (+19mila su ottobre 2019), 29mila quelle per gli altri contratti non alle dipendenze (+5mila), 23mila per i contratti di apprendistato (+3mila), 5mila per gli altri contratti alle dipendenze e 2mila per quelli di collaborazione.

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