Storia & storie - 12 ottobre 2021, 09:07

I bei 60 anni del Veteran Car Club Torino

I  bei 60 anni del Veteran Car Club Torino

di Francesco Amadelli

E’ l’aprile del 1961 allorché i pochi soci fondatori dell’Associazione Veteran Auto Torino, con in testa l’allora presidente Elio Quaglino, decidono di far nascere da una costola di quel sodalizio, il Veteran Car Club Italiano (Vcci) sotto la presidenza di Umberto Agnelli.

In una sorta di fervore patriottico, dovuto ai festeggiamenti per l’Unità d’Italia il 1961, si rivela un anno proficuo. Torino sta diventando una grande città, pronta a mostrarsi al mondo per storia, eleganza e cultura.

La fondazione del Club fu un evento storico sebbene non l’avessero compreso neppure i soci della prima ora. Nel giugno dello stesso anno viene fondata la Delegazione di Torino del Vcci, con presidente Valerio Giacosa, fratello di Dante.

L’attuale neo-presidente Massimo Lazzaro, figura imponente e voce dai molti decibel, non fa mistero della soddisfazione e dell’orgoglio nel condurre un club di tale portata in occasione del 60° della sua fondazione. Mostra tutte le intenzioni di continuare in quella che egli considera una missione, augurandosi che Club analoghi sorgano in tutta Italia. Essi contribuiscono ad apportare cultura su tutto il territorio.

Non fu per caso se il Veteran Car Club Torino (Vcct) venne alla luce in quegli ann,i in quanto si sentiva imperiosa l’esigenza di dimostrare come Torino fosse la Capitale dell’Auto, come in effetti divenne negli anni a seguire. Si perpetua così un impegno assunto in quei lontani anni. Veniamo a scoprire che molti soci attuali sono i figli e i nipoti dei primi iscritti, la tradizione si mantiene viva pur richiedendo uno sforzo economico. Gli oltre 600 soci attuali sono la dimostrazione che tutti hanno lavorato bene.

L’impegno della dirigenza del Club è notevole, poiché non si tratta soltanto di organizzare raduni di auto d’epoca in giro per l’Italia o all’estero: nella sede del circolo in via Ottavio Revel 15 è presente una biblioteca e un nutrito gruppo di esperti sono pronti a consigliare chiunque voglia iscriversi. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha ribadito recentemente il valore della cultura attraverso il restauro e la manutenzione di una vettura storica.

Le regole sono rigide, come si conviene a un Club dalla lunga tradizione; nessuno pensi che le auto e moto si possano utilizzare liberamente per scopi che esulano dal collezionismo al solo scopo di godere di alcuni sgravi fiscali riconosciuti per legge.

Nel Vcct c’è gente di tutti i ceti, competenti e simpatici, con uno spiccato spirito di corpo, grazie al loro entusiasmo si è superato il problema del Covid-19 dal quale stanno uscendo alla grande. Il recente 45° raduno Vecchio Piemonte di settembre ne è la testimonianza concreta.

La Storia del Vcct parla da sola: dal primo presidente Umberto Agnelli a Elio Quaglino antiquario in piazza San Carlo, il notaio Billia, il farmacista Fulcheri con la sua rossa Diatto, il competente Fissore, il simpaticissimo e pingue Raballo, il gentile Armone e per finire l’avvocato Loi. Ora si può dirlo senza timore di essere smentiti: tutti hanno lavorato bene, con il preciso scopo di portare avanti il Club. Chiunque può iscriversi con una vettura, almeno ventennale, restaurandola e mantenendola e in caso di dubbio può andare il giovedì sera a chiedere consiglio ai soci più esperti.

Il Vcct fa parte dell’Asi-Automotoclub Storico Italiano, fondato nel 1966, che raccoglie i più prestigiosi club di vetture d’epoca d’Italia. Si tratta di un punto di merito del quale il presidente Lazzaro va particolarmente fiero. L’Asi, a sua volta, fa parte integrante della Fiva-Federation International Voitures Anciennes, con sede a Parigi.

Non si pensi che l’iscrizione sia costosa, al contrario; inoltre, dà diritto al pagamento ridottissimo del bollo di circolazione e per il restauro della vettura prescelta il neo-socio potrà essere indirizzato verso la soluzione migliore. L’iscrizione dà diritto a ricevere anche la rivista di settore “La Manovella”, che compie 60 anni anch’essa. Ci vuole passione e vedrete che sarà ben ripagata. Allora che aspettate? Il Presidente vi aspetta in via Ottavio Revel 15, a Torino.




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