Libri | 12 ottobre 2021

I nuovi "gioielli" del Centro Studi Piemontesi

I nuovi "gioielli" del Centro Studi Piemontesi

Il Centro Studi Piemontesi sarà al Salone internazionale del libro di Torino, al Padiglione 2, stand K03, dove, tra le tante novità si potranno trovare le seguenti opere: “Filippo Juvarra regista di Corti e Capitali/dalla Sicilia al Piemonte all’Europa” (a cura di Franca Porticelli, Costanza Roggero, Chiara Devoti, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, il DIST-Politecnico di Torino, 2020), “Il Castello di Moncalieri. Una presenza sabauda fra Corte e Città” (a cura di Albina Malerba, Andrea Merlotti, Gustavo Mola di Nomaglio, Maria Carla Visconti), “Palazzo Birago di Borgaro. Una dimora juvarriana per la Camera di commercio di Torino”, a cura di Elena Gianasso, Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio), “ Faustina Roero di Cortanze/A vent’anni ero bella/Diario di una Dama di corte/17 ottobre 1817 – 16 ottobre 1871” (Traduzione e Introduzione di Maria Teresa Reineri, Ricerche e note di Maria Teresa Reineri e Cristina Corlando; Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2021), “Il misterioso caso del “Benjamin Button” da Torino a Hollywood/Nino Oxilia il fratello Segreto di Francis Scott Fitzgerald” (Patrizia Deabate), “9 marzo 1946. L’audizione di Camillo Venesio Amministratore delegato della Banca Anonima di Credito-Torino alla Commissione Economica del Ministero per la Costituente” (Prefazione di Antonio Patuelli), “L’araldica tra ostensione e identità di famiglie e comunità” (a cura di Michelangelo Fessia. Edizione in collaborazione con l’Associazione Amici di Bene, 2020), “Documenti sonori. Voce, suono, musica in archivi e raccolte” (a cura di Dimiri Brunetti, Diego Robotti ed Elisa Salvalaggio), “Massimo d’Azeglio/ Epistolario (1819-1866), a cura di Georges Virlogeux, Opera completa, Volumi I-XII (1987-2021), dodici grandi volumi di complessive 7.165 pagine, 608 delle quali di Introduzioni del curatore, 4.704 lettere di Massimo d’Azeglio e 2.166 lettere di corrispondenti, oltre 600 i destinatari.



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