Sviluppo | 09 ottobre 2021

Adaci svela il futuro del procurement

Adaci svela il futuro del procurement

Il 1° ottobre, il mondo ADACI (Associazione italiana acquisti e supply management) si è ritrovato a Villa Fenaroli per guardare al prossimo decennio e intercettare i trend che cambieranno la professione del Procurement e Supply Management. Si è trattato del primo evento in presenza dal 20 febbraio 2020 (integrato dal collegamento in streaming), dedicato all’esame dei cambiamenti e delle opportunità che potrà riservarci il prossimo futuro (What’s Next?) ed è stato un lusinghiero successo per tutti: organizzatori, relatori, partecipanti e sponsor. Un successo, sia per l’attualità degli argomenti e dei programmi, sia per la visione e il prestigio dei relatori.

La scelta dei temi trattati è stata coraggiosa, di ampio respiro, anche se un po’ atipici per la direzione del procurement. Si è parlato di logistica, ma della logistica Terra-Luna; di acquisti di nuove tecnologie che vanno oltre ai beni strumentali aziendali e favoriscono la collaboration e la realtà immersiva, quelli che supportano la sostenibilità, non in termini di decrescita, ma bensì di nuova crescita. E, infine, del supply management, per esprimere i valori attesi per una leadership situazionale e di contesto nella filiera futura, altamente digitalizzata.

In ADACI si crede che siano giunti i tempi per ripensare a una scala di valori che ponga sullo stesso piano vantaggio economico, ambientale e sociale, anche se questo potrebbe giocare a sfavore degli obiettivi di breve periodo e per il Chief Procurement Officer (CPO) non sia scontata la disponibilità a eventuali rinunce di efficienza competitiva nell’immediato, anche se in vista di migliori posizionamenti futuri. ADACI ha dimostrato nelle sue attività di voler promuovere e diffondere una cultura per il supply management legata a standard internazionali, di supportare CPO e Supply Chain Manager (SCM) seri, responsabili, robusti e in linea con i nuovi scenari. Voglia di fare, di sperimentare e di acquisire nuove competenze manageriali anche attraverso la contaminazione di professionisti al di fuori della community, confrontandosi continuamente per affrontare in modo coordinato e integrato un contesto a complessità crescente.

Fabrizio Santini, presidente nazionale ADACI, introducendo i lavori ha ricordato che “Il merito del progetto va riconosciuto alla vice presidente nazionale e Segretario generale Federica Dallanoce, perché ha avuto la visione, la capacità professionale, la costanza e la sensibilità nel relazionarsi con esperti, di coordinare, realizzare e animare la CPO Lounge di Adaci con un alto posizionamento, superando ogni criticità con la sua forte resilienza.” Santini ha aggiunto: “ADACI CPO Lounge è un progetto che abbiamo condiviso e che si fonda su tre obiettivi: 1.gli approfondimenti culturali e scientifici sviluppati in collaborazione con i professori universitari all’interno del progetto ADACI SMART; 2.l’accesso a percorsi di formazione per l’attestazione di qualificazione professionale ex legge 4/2013; 3.la cura per i Giovani laureati, con l’esperienza del CAMPUS ADACI. Quest’ultimo obiettivo è parte integrante del PNRR e mostra l’ampia visione di futuro dei ruoli direttivi ADACI. Il percorso che porta a questo risultato è nato 10 anni fa al Fucina (evento per tutta la famiglia professionale) e che da solo coinvolge 550 professionisti. Il prossimo importante appuntamento a cui stiamo già lavorando intensamente per i Responsabili del Procurement e Supply Management sarà il 22/23 settembre 2023 a Firenze, dove ospiteremo, dopo oltre 40 anni, il summint Mondiale del Procurement di IFPSM (International Federation Purchasing & Supply Management).

Federica Dallanoce ha poi sottolineato che: “La supply chain è un laboratorio di nuove esperienze in continua innovazione. Siamo in un momento storico di grande trasformazione in molti ambiti: economico, sociale, digitale e della nostra vita. Nel futuro ci attendono tante sfide di competitività. In prospettiva, occorre risvegliare una grande consapevolezza di azioni urgenti e attivare una maggiore collaborazione lungo la filiera produttiva. Abbiamo posto in evidenza le attività a favore dei membri della CPO Lounge per costruire una visione nuova del mondo “B2B” e “B2C”, capace di integrare nell’organizzazione nuove tecnologie immersive, nuovi skill professionali, nuovi trend con un nuovo modo di lavorare. Per esplorare queste tematiche abbiamo disponibili “calibri da novanta”. Una trentina di aziende protagoniste – aero-space, settore difesa, meccanica, luxury good, hi-tech, logistica, entertainement, cultura, farmaceutico, alimentare, automotive, packaging, ferroviario, costruzioni, alimentare e servizi - che hanno in comune una nuova mentalità: il rispetto dell’ambiente, la transizione verso il digitale, il legame con le nuove generazioni, la cultura delle aziende italiane nel mondo. Il mindset dei Chief Procurement Officer si evolve con l’inarrestabile ascesa dell’Asia, contestualmente all’emergere di altre potenze in Africa e in America latina; il mondo diventerà sempre più multipolare. La globalizzazione proseguirà, ma sarà guidata da nuovi attori con valori diversi. Cosa ci aspetta nel futuro? Occorre avere la determinazione di comprendere e anticipare il futuro”.

Ospite speciale dell’incontro è stato il professor Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani all’Università Cattolica di Milano, noto economista a livello internazionale, che ha dato con chiarezza la sua lettura dei prossimi scenari macroeconomici italiani ed europei. Nel suo intervento, dopo aver delineato l’evoluzione della situazione economica italiana negli ultimi anni e aver descritto quanto previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), commentandone la portata e le problematiche che devono essere risolte per realizzarlo appieno, ha sottolineato: “Siamo in una situazione economica di ripresa, stiamo rimbalzando e tornando dove eravamo prima del Covid. Però non ci si può fermare lì, perché nel 2019 si concludeva il peggior ventennio della storia economica italiana. Occorre andare su un sentiero di crescita più alto, occorre puntare al 2% l’anno. Le riforme previste dal PNNR sono ben ipotizzate, ma il percorso per realizzarlo è ancora lungo (6 anni), con erogazione dei finanziamenti europei scanditi da punti di verifica, sia di tipo qualitativo (normative), sia di tipo quantitativo (obiettivi)”.

L’argomento ha suscitato il vivo interesse della platea, tanto che a conclusione del suo intervento il L’evento è stato organizzato su quattro Panel Session, dedicate rispettivamente a: 1.Innovazione e Logistica: alla ricerca di un secondo pianeta; 2.Innovare e stimolare il potenziale creativo delle organizzazioni; 3.Azioni sostenibili per un Procurement di valore; 4.Leadership in azione.

Eccezionale l’intervento di apertura di Tommaso Ghidini, head of the Structures Mechanisms and Materials Division at European Space Agency – ESA, grande comunicatore e divulgatore scientifico, che ha affermato: “Oggi viviamo in un’epoca nuova. Homo sapiens – grazie alle sue capacità, alla sua caparbietà, alla sua intelligenza, al suo coraggio – è riuscito a costruirsi le tecnologie per diventare un “uomo celeste”, pronto a lasciare il proprio pianeta, avventurandosi nello spazio. Le grandi tecnologie spaziali ci offrono l’opportunità di osservare la nostra terra per prendercene cura, anche a livello di decision-maker e di prepararci al futuro che ci attende. L’obiettivo è quello costruire una nuova “abitazione” dell’uomo su Marte entro il 2040. Quale sarà l’evoluzione della logistica in questo ambito? È una sfida quotidiana, da cui nascono ogni giorno soluzioni impensate e rivoluzionarie: una costante ed entusiasmante prova di concretezza creativa!”

Per Giacinto Carullo, chief Procurement & Supply Chain Officer at Leonardo Company Spa, consapevole delle sfide di Leonardo e della relativa filiera composta da tante PMI, il cuore del problema sono le persone: “Oggi ci attendono nuove sfide nella Supply Chain e per guidare questo tipo di crescita è importante avere delle figure professionali che siano in grado di essere controparte per gli imprenditori, quindi ragionare come loro. Occorrono figure professionali che non siano più semplicemente dei buyer che applicano in maniera tattica una procedura d’acquisto. Oggi le persone devono essere in grado di comprendere tematiche tecniche, tematiche gestionali, che abbiano la capacità di concentrarsi sulla parte upstream e quindi interfacciarsi con gli imprenditori e guidare i fornitori in un percorso di crescita”.

Il punto di vista di Mariella Mengozzi, director MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, settore che ha visto una lunga chiusura per la pandemia, ha dato valore ai partner esterni: “Anche il mondo della cultura, quindi il MAUTO, come molte realtà di questo settore, sta compiendo grandi sforzi per affrontare le sfide del futuro. Queste sfide possiamo affrontarle solamente insieme ai nostri partner che sono imprese, dalla tecnologia più innovativa, ma anche imprese che offrono servizi a cui siamo già abituati con l’obiettivo di collaborare verso la sistematizzazione per fare rete e migliorare le modalità con le quali anche il mondo della cultura si relaziona con i propri fornitori”.

Puntuali gli interventi di Giampiero Volpi (Niuma), Pasquale Salvione (Webuild), Andrea Chiaravalli (DHL Freight) sulle azioni di trasparenza e visibilità della catena di fornitura in Europa e nel Mondo.

Introducendo il secondo panel Marco Monga, Human Capital and Organization director all’Istituto Italiano di Tecnologia, ha affrontato la tematica dell’evoluzione delle competenze, della modernità delle professioni, dell’arricchimento delle tematiche scientifiche all’interno della nostra cultura, che a prescindere dalle scelte dei singoli richiedono più skill tecnologici. Il procurement ha un ruolo fondamentale in quanto facilitatore e decisore interno alle organizzazioni, coglie i benefici e li traduce in valore economico per l’impresa. Meeting virtuali, chatbox, servizi di manutenzione remoti, visite e audit virtuali, formazione in realtà aumentata, sport, viaggi, entertainment, shop experience sono mondi che hanno affiancato lo spazio fisico al virtuale. “Con i colleghi della CPO Lounge abbiamo discusso di un tema che secondo me è centrale per comprendere l’epoca in cui viviamo con l’avvento della tecnologia, in particolar modo dell’intelligenza artificiale nelle sue varie specializzazioni, che sta modificando non solo gli aspetti organizzativi e di processo sulle operations, ma anche e soprattutto l’elemento umano, ossia il ruolo delle persone all’interno della produzione di beni e servizi. Questa non è una situazione momentanea, ma è qualcosa che cambierà radicalmente il modo con cui le persone dovranno essere formate e valutate nell’esercizio dell’attività professionale e l’impatto sarà sempre più visibile nel tempo e quindi dobbiamo prepararci per gestirlo. Nel futuro sarà necessario sviluppare una cultura non solo tecnica, ma anche di relazione e organizzativa. Una cultura che abbracci le competenze esterne che vada oltre le conoscenze interne, una cultura divergente (ribelle e inclusiva) da integrare in quella preesistente.”

Elisabetta Rotolo, ceo e founder MIAT, sull’onda dell’innovazione e della possibilità di collaborare fra organizzazioni, ha aperto una finestra sul mondo della realtà immersiva: “Le tecnologie immersive dette anche EXAR, che includono realtà virtuale e realtà aumentata, stanno lanciando una grande chiamata a tutto il mondo. Saranno le tecnologie del futuro e oggi nel mercato c’è un forte gap dal punto di vista aziendale, ma anche di formazione delle persone. Saranno necessari nuovi talenti che uniscano grandi capacità artistiche e creative ad una profonda conoscenza tecnologica. Le aziende che non seguiranno questo percorso correranno il grande rischio di un blocco per lo sviluppo del proprio business”.

A chiusura del panel sul potenziale creativo delle organizzazioni Alberto Carpinetti, presidente Sezione ADACI Piemonte e Valle d’Aosta, ricorda. “Shumpeter disse a inizio secolo che l’innovazione è fare le cose vecchie in modo nuovo. In ADACI vogliamo cercare di migliorare il nostro modo di lavorare e desideriamo confrontarci con i CPO di aziende più strutturate che hanno le risorse, l’esperienza e la possibilità di creare progetti complessi. Il nostro approccio è quello di creare modelli importanti e best practices da poter mettere a disposizione di tutti”.

Innesto di competenza fra i relatori, che hanno saputo attingere dall’esperienza, hanno partecipato Luca Manuelli (CDO Ansaldo Energia e Presidente Cluster fabbrica Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente), Gabriele Perotti (CPO MCM Spa), Davide Del Vecchio (Global Procurement Executive Director at Angelini Pharma), Maurizio Sala (former at Michelin) e Cristina Ghiringhello (Dir. Confindustria Canavese).

Nel terzo panel Eleonora Rizzuto, direttore sostenibilità Bulgari e LMVH Italia, chief Ethics and Compliance Office e presidente AISEC, si è espressa in modo diretto sulla centralità della funzione per sviluppare la sostenibilità: “I professionisti del procurement hanno occasione di operare come veri agenti del cambiamento in ambito di sostenibilità, unendo i confini delle organizzazioni di più aziende. Costruire percorsi e progetti di sostenibilità è imprescindibile dal darsi una visione e un obiettivo. Il Procurement ha un ruolo centrale nell’attivare e guidare questo processo di competitività e collaborazione. L’economia sostenibile è un modello di economia che si contrappone a quelli finora sperimentati. Costruire il futuro significa agire ora e includere nei modelli aziendali obiettivi ambientali e sociali. Il ruolo del procurement è rilevante in questo scenario, poiché a chi vi opera è assegnato il ruolo di coinvolgere e motivare la filiera per accelerare il passaggio alla transizione di sostenibilità delle organizzazioni. Essi sono i grandi protagonisti del fare qualche azione, occorre evitare greenwashing. Per credere ci si deve informare e studiare come le nostre azioni possono essere utili e trasferirle nelle filiere per centrare l’obiettivo di sprecare di meno e acquisire prodotti più duraturi.”

Ada Rosa Balzan, amministratore delegato ARB Spa, e Giulia Borsa, Enterprise Account Executive EcoVadis, hanno commentato la tassonomia di sostenibilità, tanti parametri di valutazione dell’operato di aziende nella supply chain per garantire un impatto a livello economico ambientale e sociale. Maurizio Bacilieri, Global Commodity Manager at Marelli e Giampiero Carozza, CPO Amadori Spa e Vice Presidente Assocarni, hanno testimoniato come la sostenibilità entra nelle scelte decisionali e diventa uno stile per performare meglio. Per Rossano Francia, Responsabile Vendor Management & Development ENI, la sostenibilità è una responsabilità di azienda capo filiera; il supporto alle filiere era uno degli assi portanti della strategia competitiva, collaborativa e di sostenibilità, non solo un impegno per fare azioni di ottimizzazione del presente, ma essere di esempio per altri, fare crescere altre aziende.

Il quarto panel ha visto l’intervento sulla leadership di Angelo Michele Ristuccia, comandante della Divisione Vittorio Veneto, che ha manifestato grande ottimismo sulla trasformazione delle difficoltà in opportunità. Bisogna saper predisporre le migliori persone per ideare e progettare gli obiettivi prioritari. Essere lungimiranti, analizzare gli errori, indirizzare le risorse e motivarle. La Qualità e le Energie che mettiamo nella comunicazione con le persone è determinante per raggiungere i risultati.  “In un momento come quello attuale abbiamo bisogno assolutamente di leadership. Oggi c’è bisogno non soltanto di decidere, ma di decidere bene e rapidamente. Abbiamo bisogno di persone competenti in grado di assumersi la responsabilità che il momento richiede”. 

Hanno poi commentato con proprie esperienze sul ruolo della leadership: Marco Fioravanti, Group Head of Procurement Rolling Stock Hitachi Rail; Enzo Gelati, Procurement Director IIT: Anna Campi, head of Procurement Planning, Control & Vendor Management Category Strategist Coordinator; Olsi Callakas, CPO Verallia Italia, Paolo Marnoni (responsabile Centrale Acquisti Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA).

Al vertice hanno partecipato circa 200 persone (di cui circa il 50% di persona e il resto in streaming). Tenuto conto del grande interesse suscitato, ADACI sta già pensando al futuro. Vincenzo Genco, presidente della Sezione ADACI Lombardia e Liguria, ha annunciato che “Per far tesoro dei contenuti di valore dell’evento CPO LOUNGE e AWARDS 2021, come ADACI Nazionale e Sezione Lombardia e Liguria, abbiamo deciso di rinnovare l’incontro, a Villa Fenaroli il 10 febbraio 2022, in modo che responsabili acquisti, buyer professionisti e supply chain manager possano fruire delle conoscenze e analisi svolte, come opportunità e spunti da tradurre nelle proprie aziende e poter ampliare il proprio network per creare nuovi spazi di crescita”.

Per informazioni e contatti: ADACI Associazione Italiana Acquisti e Supply Management www.adaci.it

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