Curiosità | 08 ottobre 2021

Quando i giovani lasciano la famiglia

Quando i giovani lasciano la famiglia

L'anno scorso, nell'Unione europea, nove persone su dieci di età compresa tra 15 e 19 anni erano ancora in formazione (89,5%), mentre lo erano il 49,5% quelle di età compresa tra 20 e 24 anni, il 14,4% tra 25 e 29 anni e il 4,8% tra 30 e 34 anni. Lo ha censito Eurostat, l'istituto europeo di statistica, precisando però che il ritmo della transizione dalla scuola al mercato del lavoro varia tra gli Stati membri, a causa dell'influenza dei sistemi nazionali di istruzione e formazione, nonché di altri fattori, tra cui le caratteristiche del mercato del lavoro nazionale e le determinanti culturali. In alcuni Paesi, i giovani iniziano a lavorare molto prima che in altri, per esempio sotto forma di lavori per studenti o tirocini retribuiti. Nel 2020, il 18,4 % delle persone di età compresa tra 15 e 24 anni nella Ue era iscritto all'istruzione e, allo stesso tempo, impiegato; mentre il 2,5% della stessa fascia di età era iscritto ma disoccupato, in cerca di un lavoro mentre studiava. Rispetto al 2019, il numero di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni che erano in formazione e occupate allo stesso tempo è diminuito del 3% (da 6,1 milioni nel 2019 a 5,9 milioni nel 2020). Nel frattempo, il numero di persone di età compresa tra 15 e 24 anni in formazione e disoccupate allo stesso tempo è aumentato del 16% (da 0,7 milioni nel 2019 a 0,8 milioni nel 2020). Tra gli Stati membri, i Paesi Bassi hanno registrato la quota più elevata di alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni che, nel 2020, erano occupati mentre erano ancora in formazione (57,8%), seguiti da Danimarca (45,8%), Germania (38,7%) e Austria (35,2 %). Al contrario, le quote più basse di occupazione tra alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni sono state riscontrate in Croazia e Ungheria (entrambe 3,3%), Italia (3,0%), Slovacchia e Romania (entrambe 2,5%). La percentuale più alta di alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni che erano disoccupati (nel senso che erano in cerca di un lavoro e pronti a iniziare a lavorare mentre studiavano) è stata registrata in Svezia (12,1%), seguita dalla Finlandia (9,5%), dalla Danimarca e Paesi Bassi (entrambi 6,3%). Invece, in Slovenia, Italia, Romania, Cechia e Croazia, meno dell'1% degli alunni e degli studenti di quella fascia d'età era disoccupato. A proposito ancora di giovani, Eurostat, in occasione della Giornata Internazionale della Gioventù, ha preso rilevato l'età media alla quale i giovani lasciano la famiglia dei genitori. Così è emerso che, nella Ue, l'anno scorso, i giovani hanno lasciato la famiglia dei genitori in media all'età di 26,4 anni. Tuttavia, questa media varia tra i diversi Paesi: le età maggiori sono state registrate in Croazia (32,4 annii), Slovacchia (30,9), Malta e Italia (entrambe 30,2) e Portogallo (30,0 anni); al contrario, Danimarca (21,2 anni), Lussemburgo (19,8) e Svezia (17,5) hanno registrato le età medie più basse, tutte sotto i 22 anni. Nella maggior parte dei Paesi settentrionali e occidentali, dunque, i giovani hanno lasciato la casa dei genitori in media tra i venti e i venticinque anni, mentre nei Paesi meridionali e orientali l'età media era tra la fine dei venti e l'inizio dei trenta. Comunque, in media, i maschi hanno lasciato la famiglia dei genitori all'età di 27,4 anni e le femmine a 25,4 anni. Questa tendenza è stata osservata in tutti i Paesi, con l'unica piccola eccezione della Svezia, dove le femmine se ne sono andate in media 0,1 anni dopo i maschi. I divari di genere più ampi sono stati riscontrati in Romania, dove i giovani maschi hanno lasciato a 30 anni e le femmine a 25,5 anni (divario di genere di 4,5 anni), seguita dalla Bulgaria (4,2 divario di genere) con i maschi che si sono trasferiti a 32 anni e le femmine a 27,8. In Croazia, sia i giovani che le donne si sono trasferiti più tardi (all'età di 34e 30,9 anni, rispettivamente), rappresentando il terzo più ampio divario di genere di 3,1 anni.

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