Libri | 08 ottobre 2021

L'amuleto di Roberto Bolano

L'amuleto di Roberto Bolano

di Francesco Amadelli

C’è, è lì! Il lettore lo sente, forse lo vede, percepisce che sta scorrendo sotto le dita che tengono il libro (Amuleto). Ma dov’è e cos’è l’amuleto di cui Roberto Bolano parla nella sua lingua surrealista? Come in un quadro di Salvador Dalì, il suo surrealismo è angoscioso, deformante come gli orologi del pittore catalano. In quella terra nella quale sacro e profano si incontrano con strani riti ancestrali incomprensibili e la religione poggia il proprio tallone, in quella terra messicana l’uruguaiana Auxilio Lacouture lo cerca, ne sente la profondità e la vicinanza.

Giunta a Città del Messico alla disperata ricerca dei suoi amici poeti perseguitati dalla polizia, trova rifugio nei bagni al quarto piano della Facoltà di Lettere e Filosofia; ripensa a sé, alla sua vita, ai suoi amici eterosessuali e omosessuali, questi ultimi schiavi del re degli omosessuali del quale sono vittime. Auxilio li ama, li ammira e li spinge alla ribellione, in quel settembre 1968 nel quale pare compiersi il suo destino.

Ma dov’è l’amuleto? E’ un oggetto o un sogno? Esiste per davvero? Vaga per le strade di Città del Messico, ripetendo i versi del poeta come fossero il filo di Arianna che la porterà a trovarlo.

Com’è labile il confine fra la morte e la vita e poi, perché credere che l’amuleto la salvi?

Gli incontri, le conversazioni di Auxilio Lacouture con i suoi amici poeti si trasformano in un unico monologo lungo quanto il libro. La visita alla pittrice catalana Remedios Varo le ripropone una vita o forse un amplesso di vita che torna come in una tragedia greca, ove l’incesto e l’amore si confondono.

Solo alla fine il lettore scoprirà la consistenza dell’amuleto nel grido disperato dei giovani diretto verso il massacro in nome di un’idea di libertà. Grido di amore e di morte complice della poesia quale amuleto e inno per le future generazioni.

Scrittore, poeta e saggista cileno, Roberto Bolano nasce a Santiago del Cile nell’aprile del 1953 e muore a Barcellona nel luglio del 2003. Trasferitosi nel 1968 con la famiglia in Messico, lascia gli studi e aderisce all’estrema sinistra. Pare sia ritornato in Cile per contrastare la dittatura di Pinochet, mancano però fonti attendibili circa la sua partecipazione alla lotta. Viene incarcerato e subito rilasciato. Fonda il Movimento Letterario Infrarealista allo scopo di rompere con gli schemi tradizionalisti della poesia messicana e latino-americana.

Trasferitosi in Catalogna si adatterà a svolgere lavori i più disparati per poi dedicarsi definitivamente alla letteratura. Morirà a Barcellona, per insufficienza epatica, mentre era in attesa del trapianto di fegato. Innumerevoli le sue opere di poesia e i romanzi il cui valore venne riconosciuto alla fine della sua carriera ed anche postumi.



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