Notizie | 01 ottobre 2021, 15:35

Distretti industriali, double face del Nord Ovest

il Monitor di Intesa Sanpaolo ha evidenziato, rispetto al primo semestre 2019, gli aumenti dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato (959,4 milioni, +14,8%), Caffè, confetterie e cioccolato torinese (338,4 milioni, +30,3%), Dolci di Alba e Cuneo (585,8 milioni, +15,2%), Nocciola e frutta piemontese (219,9 milioni, +45,1%); mentre hanno denunciato cali l'Oreficeria di Valenza (700 milioni, - 36,2%), il Tessile di Biella (785,8 milioni, -26%) e Macchine utensili e robot industriali di Torino (450,9 milioni, -24,4%)

Nocciole piemontesi

Nocciole piemontesi

Come emerge dal Monitor dei Distretti Industriali presentato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel primo semestre di quest'anno l’export dei distretti industriali italiani ha registrato un balzo del 27,6% a prezzi correnti rispetto agli stessi mesi del 2020, fortemente penalizzati dal lockdown primaverile. Il confronto con il 2019 evidenzia un progresso dello 0,7% (pari a 474 milioni di euro) e il raggiungimento di nuovi livelli record a quota 64,6 miliardi di euro. Il recupero è diffuso, anche se non ovunque: su un totale di 158 distretti monitorati, 101 nel secondo trimestre sono oltre i livelli del 2019.

Tra i settori distrettuali più dinamici, gli elettrodomestici (+29% la variazione rispetto ai primi sei mesi del 2019), la metallurgia (+22,2%, spinta anche dall’aumento dei prezzi alla produzione) e l’agro-alimentare (+14,9%). Molto positiva anche la performance della filiera delle costruzioni e del sistema casa, con in testa i distretti specializzati in mobili (+8,2%) e prodotti e materiali da costruzione (+6,7%), che hanno battuto la concorrenza tedesca (+6,3% e -0,8%). Sempre nel confronto con i primi sei mesi del 2019, ha chiuso in lieve aumento l’export di altri prodotti intermedi (+4,5%) e prodotti in metallo (+2,1%), mentre la meccanica ha registrato un calo lieve (-1,6%) e comunque inferiore ai competitor tedeschi (-3%). Segnali di recupero emergono anche per il sistema moda che mostra un rimbalzo rispetto al 2020 (soprattutto per i beni di consumo, in progresso del +38,4%), ma è ancora in forte ritardo rispetto al 2019 nel comparto degli intermedi (-29,3%).

A livello territoriale spicca l’accelerazione delle esportazioni distrettuali del Nord-Est (+4,2% la variazione rispetto al primo semestre 2019), dove si sono messi in evidenza il Friuli-Venezia Giulia per dinamica (+15,6%) e l’Emilia-Romagna e il Veneto per aumento dei valori esportati (+443,7 milioni di euro e +324,9 milioni rispettivamente). In Liguria i distretti hanno evidenziato una crescita del 7,4% delle esportazioni (130 milioni), mentre in Piemonte è stato registrato un calo dell'8,1% rispetto al primo semestre 2019, avendo evidenziato vendite all'estero per 5,145 miliardi.

Per quanto riguarda specificatamente i distretti del Nord Ovest, il Monitor di Intesa Sanpaolo ha evidenziato, rispetto al primo semestre 2019, gli aumenti dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato (959,4 milioni, +14,8%), Caffè, confetterie e cioccolato torinese (338,4 milioni, +30,3%), Dolci di Alba e Cuneo (585,8 milioni, +15,2%), Nocciola e frutta piemontese (219,9 milioni, +45,1%); mentre hanno denunciato cali l'Oreficeria di Valenza (700 milioni, - 36,2%), il Tessile di Biella (785,8 milioni, -26%) e Macchine utensili e robot industriali di Torino (450,9 milioni, -24,4%).

Germania, Cina, Stati Uniti e Irlanda (spinta dall’apertura di un’unità logistica a Dublino da parte del principale operatore del distretto orafo di Valenza) sono i mercati in cui l’export dei distretti italiani ha registrato la crescita maggiore in valore.

Nei prossimi mesi l’export distrettuale è atteso mantenere un buon ritmo di crescita sui mercati esteri, grazie alla presenza di condizioni di domanda internazionale favorevoli. Così, il 2021 si chiuderà con nuovi livelli record. A livello settoriale, solo il Sistema moda avrà bisogno di più tempo per tornare sui livelli pre-pandemici. In questo contesto, rincari delle commodity e interruzioni delle forniture rappresenteranno due punti di attenzione, che potrebbero frenare lo slancio della domanda mondiale. Tuttavia, nel medio termine la possibile e connessa revisione delle catene globali del valore a favore della riallocazione su base continentale delle filiere, potrebbe giocare a favore anche dei produttori italiani distrettuali.

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