Notizie | 15 settembre 2021

Mastelli e Podium "Imprese vincenti 2021"

Olivero Cattarini Mastelli, presidente Mastelli

Sono del Nord Ovest, una ligure e l'altra valdostana, due delle 14 “Imprese Vincenti 2021” per Innovazione, Ricerca e Sviluppo, presentate nella prima tappa del digital tour organizzato da Intesa Sanpaolo per valorizzare le piccole e medie aziende italiane. Le “nostre due imprese vincenti sono la Mastelli di Bussana di Sanremo e la Podium Engineering di Pont-Saint Martin.

Fondata nel 1952, Mastelli ha una produzione basata su frammenti di DNA dalle capacità rigenerative, il PoliDesossiRibNnucleotide e i Polinucleotidi. I suoi prodotti ricoprono diverse aree terapeutiche, tra cui ortopedia, medicina estetica, dermatologia e ginecologia. L’azienda si distingue per il know-how e il pieno controllo della filiera, la maggior parte dell’intero listino viene realizzato nel proprio stabilimento e distribuito in Italia e nel mondo. Focalizzata sulla ricerca e lo sviluppo, Mastelli è orientata allo sviluppo di soluzioni innovative per la cura della persona.

Podium Advanced Technologies è attiva con tre linee di Business dedicate all’Automotive, in cui progetta e realizza vetture e sottosistemi, e-mobility in cui sviluppa pacchi batterie per il mondo dell’auto, della nautica e del ferroviario e del motorsport, in cui gestisce programmi sportivi internazionali. L’azienda negli ultimi sei esercizi ha evidenziato una crescita significativa e continua. Fra i principali clienti si trovano Scuderia Cameron Glickenhaus, Automobili Pininfarina, Audi, Ducati, Ferretti Yacht, Hitachi Rail.

Delle circa 3.500 aziende che si sono autocandidate a “Imprese Vincenti 2021” tra marzo e aprile sul sito di Intesa Sanpaolo, ne sono state selezionate 112 attive in vari settori e definite ‘vincenti’ perché capaci di crescere, di mantenere posti di lavoro nonostante la crisi, di attuare trasformazioni digitali, organizzative e di business, di attivare soluzioni a elevata sostenibilità sul piano economico-sociale e ambientale reagendo sia alla crisi economica che all’emergenza Covid-19. La valutazione è stata effettuata ,inoltre, in relazione al loro impatto sociale, a variabili qualitative, a progetti di sostenibilità e di circular economy, a strategie di sviluppo su parametri Esg, a digitalizzazione e formazione del capitale umano. Le 112 Imprese Vincenti 2021 sono pmi che stanno alimentando la fiducia e il rilancio dell’economia dei territori e dell’intero Paese e che Intesa Sanpaolo e i partner di progetto intendono valorizzare per dare ancora maggior forza ai segnali positivi presenti nel panorama imprenditoriale italiano in una fase così unica e importante come quella del rilancio post pandemia.

Il digital tour che prende avvio oggi presenterà ciascuna delle Imprese Vincenti in un programma di ottp tappe tematiche, che evidenziano le strategie vincenti su cui puntano le pmie confermano come molte di loro abbiano già colto l’importanza di investire su quelli che oggi sono i capisaldi universalmente condivisi dal PNRR. Le tappe si concentrano, infatti, su Innovazione-R&S, Internazionalizzazione, Digitalizzazione, Esg e Sostenibilità, ma anche attenzione alle Filiere del territorio e al Capitale umano. Due delle tappe di Imprese Vincenti 2021 saranno dedicate al settore agro-alimentare e alle imprese non profit, con focus sull’agricoltura sostenibile e su inclusione e coesione sociale.

Oltre il 60% della spesa italiana per R&S è concentrata nel Nord Italia, dove il contributo delle imprese risulta essere particolarmente rilevante. Lo spaccato regionale mostra con maggior precisione come il 70% circa della spesa in R&S italiana sia concentrata in sole cinque regioni: Lombardia (5,2 miliardi di euro), Lazio (3,5 miliardi), Emilia-Romagna (3.3 miliardi), Piemonte (3 miliardi) e Veneto (2,3 miliardi).

Emerge, inoltre, con maggior chiarezza il peso della ricerca delle istituzioni pubbliche nel Lazio e il peso della ricerca privata effettuata dalle imprese in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Queste regioni, infatti, si collocano in testa alla classifica relativa alla quota in valore di R&S attribuibile alle imprese sul totale regionale. Al primo posto si trova il Piemonte (con una quota dell’82,9% sul totale), seguita da Lombardia (76,9%) ed Emilia-Romagna (76,4%). In termini di incidenza sul Pil regionale, la migliore performance è del Piemonte (2,2%). Un’incidenza della spesa in R&S superiore alla media nazionale (1,4%) è rilevata anche in Emilia-Romagna (2%), Lazio (1,7 %), Friuli Venezia-Giulia (1,7%) e Toscana (1,6%).

Il Molise si distingue, invece, per essere la regione italiana in cui la spesa in R&S in percentuale del Pil è aumentata maggiormente nell’ultimo decennio, seguita da Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte. La Liguria si colloca in linea con la media italiana. Le regioni in cui la spesa per R&S delle imprese è più incisiva, sono anche quelle in cui è presente il maggior numero di addetti alla R&S ogni mille abitanti (Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana). Si nota comunque che anche regioni che non si collocano ai primi posti, come Molise e Liguria stiano incrementando la presenza di addetti alla R&S nelle imprese nell’ultimo decennio.

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