Notizie | 14 settembre 2021

Nautica da diporto, Italia leader mondiale

Nautica da diporto, Italia leader mondiale

Fra i settori che non hanno risentito dell’emergenza pandemica spicca la nautica da diporto, ovvero il settore delle imbarcazioni destinate alla navigazione per scopi sportivi o ricreativi e, in particolare, il segmento degli yacht di lusso.

In base all'indagine condotta da Fondazione Symbola, l’Italia è leader per saldo commerciale, con più di due miliardi di dollari (2,2), davanti a Regno Unito (1,5), Paesi Bassi (1,4), Germania (0,7) e Polonia (0,5) ed è tra i maggiori esportatori, seconda solo ai Paesi Bassi, ma davanti a Regno Unito, Usa, Francia e Germania.

Non solo. Sempre dal rapporto di Fondazione Symbola, emerge che la nautica italiana conta un fatturato globale di 4,78 miliardi di euro, di cui 1,64 miliardi nel mercato interno, 23.510 addetti diretti, che diventano oltre 180.000 se si considera tutta la filiera coinvolta nella realizzazione delle imbarcazioni.

Questi dati sono stati riferiti da Cribis, alla vigilia dell'apertura del 61.mo Salone nautico di Genova (16-21 settembre). Cribis ha aggiunto che il 2021 conferma poi la supremazia italiana a livello mondiale nel mercato dei superyacht (oltre 24 metri). Con 407 yacht in costruzione su un totale di 821 l'industria nautica italiana registra il maggior numero di ordini dal 2009 portando a casa ben il 49,6% degli ordini mondiali e mettendo a segno una crescita di 9 unità (0,3%) rispetto al 2020. Turchia e Paesi Bassi, secondi e terzi in classifica, si aggiudicano invece 76 e 74 ordini, come emerge dalla terza edizione del Global order book di Monitor, il rapporto statistico realizzato dall'Ufficio studi di Confindustria Nautica.
Sempre in base ai dati pubblicati in Monitor, l'industria nautica italiana nel suo complesso chiuderà il 2020 con un fatturato globale attorno a 4,8 miliardi di euro (in linea con il 2019), nonostante che il settore del turismo nautico sia stato in sofferenza per via delle limitazioni imposte dal Covid agli spostamenti.

“Quando parliamo di nautica, facciamo riferimento a un settore decisamente variegato, dove la costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive rappresenta, secondo l’indagine Cribis – riferisce Niccolò Zuffetti, il direttore commerciale - il 51,9% del totale delle imprese operanti in questo comparto produttivo, a cui vanno aggiunte le aziende di costruzioni di navi e imbarcazioni (12,4% del totale), quelle di costruzione di navi e di strutture galleggianti (5,5%), la fabbricazione di sedili per navi (0,1%), i cantieri navali per costruzioni metalliche e non metalliche (24,1%) e le imprese operanti nel commercio all'ingrosso di imbarcazioni da diporto (6%), per un totale di 3.696 aziende”.

Un settore eterogeneo anche per dimensioni e forma giuridica, annoverando al proprio interno grandi gruppi industriali e piccole imprese. In effetti, se le società di capitali sono il 58,6%, le imprese individuali sono il 28,3% e le società di persone il 12,4%.

Fra le regioni italiane è la Toscana a vantare la maggior presenza di aziende del settore con il 14,5% delle imprese situate all’interno dei suoi confini, seguono  a Liguria (11%), la Campania (10,9%) e la Sicilia (10,2%). La quota del Piemonte è l'1,6%.

Zuffetti conclude: “Chi ha potuto, durante l’emergenza sanitaria ha vissuto la nautica da diporto come un momento di libertà in piena sicurezza, permettendo al settore di registrare numeri importanti. Un settore in cui l’export ha un peso enorme e che potrà far da traino per la ripresa del Paese. L’augurio è che anche il settore del turismo nautico, dei servizi marittimi e l’intero comparto mare possano veleggiare con il vento in poppa. Il mare è un’importante risorsa, anche economica, e non ci sarà ripresa senza la sua valorizzazione”.



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