Notizie | 10 settembre 2021

Export primi 6 mesi: bene Piemonte, male Liguria

Nei primi sei mesi dell’anno, l’incremento tendenziale dell’export interessa tutte le regioni italiane a eccezione della Liguria (-7,1%) ed è più marcato per Sardegna (+53,1%), Molise (+36,3%), Calabria (+34,6%) e Toscana (+32,5%).

Uno scorcio del porto di Genova

Uno scorcio del porto di Genova

L'Istat ha comunicato che, secondo le sue stime, nel secondo trimestre, le esportazioni sono aumentate, seppure con intensità diverse, in tutte le ripartizioni territoriali: +7,3% nel Nord-Est, +3,8% nel Sud e Isole, +3,6% nel Nord-Ovest e +0,2% nel Centro. Quanto al periodo gennaio-giugno, l’export italiano mostra una crescita su base annua molto sostenuta e diffusa a livello territoriale: rispetto alla media nazionale, comunque è più ampia per le Isole (+27,6%), il Centro (+25,8%) e il Nord-Est (+24,6%), poco più contenuta per il Nord-Ovest (+22,9%) e il Sud (+19%). Nei primi sei mesi dell’anno, l’incremento tendenziale dell’export interessa tutte le regioni italiane a eccezione della Liguria (-7,1%) ed è più marcato per Sardegna (+53,1%), Molise (+36,3%), Calabria (+34,6%) e Toscana (+32,5%). La performance positiva della Lombardia (+22,6%) contribuisce da sola per 6,1 punti percentuali alla crescita su base annua dell’export nazionale. Nello stesso periodo, l’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo da Lombardia, Lazio e Veneto e di macchinari e apparecchi da Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto spiega per 5,7 punti percentuali la crescita dell’export nazionale. Diversamente, la contrazione delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lombardia, Veneto, Marche, Lazio e Liguria e di mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) da Liguria e Puglia fornisce un contributo negativo di 1,4 punti alla variazione delle esportazioni.

Nei primi sei mesi 2021, i contributi più marcati alla crescita dell’export nazionale su base annua derivano dall’aumento delle esportazioni della Lombardia verso Germania (+24,9%), Francia (+26,7%) e Spagna (37,2%), della Toscana verso Stati Uniti (+68,5%) e Svizzera (31,6%) e dell’Emilia-Romagna verso Germania (+26,3%), Francia (+29,9%) e Stati Uniti (+33,0%). Per contro, l’apporto negativo più ampio proviene dalla diminuzione delle vendite della Liguria verso gli Stati Uniti (-56,6%).

L’analisi provinciale dell’export mostra performance positive per quasi tutte le province italiane: i maggiori contributi positivi si rilevano per Milano, Torino, Brescia, Firenze, Vicenza e Roma. Si segnalano le dinamiche invece negative di Genova, Rovigo e Ascoli Piceno.

A fornire i contributi maggiori all'export sono state le grandi regioni del Nord – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte – le cui performance spiegano circa i due terzi della crescita delle vendite italiane all'estero nel periodo. La flessione dell’export della Liguria è condizionata da operazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale), registrate nel primo semestre 2020, al netto delle quali, invece, si stima un aumento del 14,3%.

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