Libri | 17 agosto 2021

Dietro alla disfatta in Afghanistan

Dietro alla disfatta in Afghanistan

di Francesco Amadelli*

Qualora siate rimasti stupiti dalla fuga quasi precipitosa del nostro contingente militare in Afghanistan a seguito del più imponente abbandono del Corpo militare americano e sempre qualora non abbiate compreso l’origine della presenza delle Forze Armate occidentali in quel lontano Paese andate a prendere, o per meglio dire a riprendere, un classico storiografico: “Il Grande Gioco” di Peter Hopkirk.

Sono 600 pagine documentatissime su quanto l’Europa, inconsapevole e distratta, sia legata da secoli a quella regione attraverso la quale transitò Marco Polo e Padre Matteo Ricci, della quale migliaia di carovane calpestarono la polvere, si abbeverarono alle oasi, sostarono nei caravanserragli e ora ritornata in auge grazie ai contatti in corso con il Gigante Cinese avido di conquiste commerciali e bramoso di espansione verso occidente. Denominato Via della Seta ora è testimone di altri commerci, molti dei quali illegali: armi e droga, in un vortice inarrestabile del quale anche l’Italia, si presume, sarà vittima.

L’abbandono della nostra ambasciata è di per sé fatto grave del quale i nostri politici, troppo impegnati a dirimere futili questioni sotto l’ombrellone, pare non abbiano competenza e invece dovrebbe portarci a riflettere sulle scelte future in campo internazionale. Non è un caso se le uniche ambasciate rimaste operative siano turca, russa e cinese, quelle cioè dalle quali, si ipotizza, siano arrivati appoggi ai talebani.

Il libro di Hopkirk prende le mosse dalla politica inglese nel periodo di maggior fulgore della Gran Bretagna dalla seconda metà del XIX secolo fino ai primi del ‘900. I Governi della Regina Vittoria se la dovettero vedere con la potenza russa interessata anch’essa a quella vasta area orientale, via di transito obbligato verso l’India per uno sbocco verso il Sud e il Sud-Est orientale. Un primo tentativo di fermare la Gran Bretagna lo si deve a Napoleone Bonaparte ma, come sappiamo, fallì con la disfatta in Egitto.

La disputa fra Russia e Gran Bretagna si prolungò a fasi alterne vedendo prevalere alla fine l’Impero britannico, forse più abile diplomaticamente a muoversi in mezzo a un’aspra realtà fatta di signori della guerra, monarchi grandi e piccoli in un continuo intreccio di alleanze pronte a crearsi e disfarsi nell’arco di poche ore. Della Cina non sentiamo parlare in quanto considerata al tempo Gigante dai piedi di argilla fragile sia internamente che esternamente ai propri confini.

Il XX secolo vedrà salire sullo scenario internazionale due nazioni impreviste che cambieranno interamente la politica orientale: il Giappone e la Cina. La prima sbalordirà il mondo con la vittoria sulla Russia nel 1905 e la seconda sarà in grado di compiere quel Grande Balzo vaticinato da Mao che la porterà ad azioni di prepotenza di cui siamo appena all’inizio.

Il Grande Gioco (definizione coniata dallo scrittore anglo-indiano R.Kipling avvezzo per nascita ad assistere ai giochi di palazzo di quelle terre) continua ai giorni nostri. I lettori intanto sorseggino questo libro al quale aggiungere, se la materia parrà piacevole, altri due volumi altrettanto interessanti: “Diavoli stranieri sulla Via della Seta” dello stesso Hopkirk e “Il Ritorno di un Re” di William Dalrymple. Tutti imperdibili.

* Scrittore


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