Libri | 09 agosto 2021

"La febbre" di Jonathan Bazzi

"La febbre" di Jonathan Bazzi

Di Francesco Amadelli

Cominciamo dal nome: Jonathan. Il nome dell’autore conferisce quel tanto di esotico che lo rende più attraente eppure non è nato sotto il ponte di San Francisco e neppure in uno slum di una qualsiasi periferica cittadina americana od occidentale (le periferie della città ex-orientali sono anche peggio, ve lo assicuro). Le periferie, si sa, specie se delle metropoli, sono tutte brutte, in gran parte abbandonate, scrostate e in balia della delinquenza. Le nostre città non fanno eccezione ma per orgoglio pensiamo che il degrado delle città sia una caratteristica straniera. Va beh, andiamo avanti.

Una mattina si accorge di avere la febbre, anzi una febbriciattola debilitante che stenta a scomparire nonostante gli antipiretici tradizionali. Sudori notturni e brividi di giorno non costituiscono campanelli di allarme di particolare gravità. La vita prosegue con le modalità di sempre permettendogli, tranne alcuni casi di elevata spossatezza, di svolgere la professione di insegnante di yoga. In fondo si tratta di una condizione fisica abbastanza frequente per un professionista come lui, non si impensierisce e non lo induce a indagare oltre. Va beh, andiamo avanti.

E’ omosessuale conclamato e questa sua condizione la ritiene estranea all’infermità (inconsciamente però comincia a percepirla). Il medico lo visita trattandolo come un normale paziente, una pratica, un timbro dell’ASL di competenza. Ma la verità emerge in tutta la sua crudezza allorquando gli esami di laboratorio mettono in evidenza la sua malattia: ha contratto l’HIV. Intanto la febbre continua a roderlo. Non si dà per vinto senza minimizzare o esagerare l’accaduto. Va beh, andiamo avanti.

Lentamente, gradatamente si fa consapevole della gravità e delle possibili conseguenze. E’ a questo punto che il romanzo autobiografico (“Febbre”, editore Fandango Libri) si fa coinvolgente dato che il lettore si sente portato in causa, si immedesima nell’autore, Jonathan Bazzi. Il quale risale con la memoria a tutti coloro con i quali ha avuto relazioni omosessuali spesso a pagamento e senza neppure conoscere il partner. Le pagine mettono in evidenza una realtà di vivida crudezza, fastidiosa che potrebbe spingere il lettore a deporre il libro. L’autore comincia a fare affermazioni scomode pervase di commozione, rabbia, speranza: sono le pagine migliori perché costituiscono l’anima delle nostre stesse idee, delle nostre stesse speranze. Ormai ci sentiamo come lui, dentro di lui. Libro penetrante e ansiogeno come nessun altro. Lo leggerete voracemente divorati dalla stessa febbre che divora l’autore.



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