Notizie | 01 agosto 2021

Gioielli in oro, Valenza aggancia la ripresa

Lavorazione di un gioiello Damiani

Lavorazione di un gioiello Damiani

Archiviato il 2020 in forte contrazione (-35%), la domanda mondiale di gioielli in oro ha registrato un rimbalzo nel primo trimestre 2021 (+52% in quantità) grazie al recupero dai minimi dello stesso periodo del 2020, in particolare in Cina. Anche le esportazioni italiane di gioielli in oro hanno reagito positivamente, con una crescita del 18,4% in valore e del 12,5% in quantità, grazie a buoni risultati diffusi su molti dei principali sbocchi commerciali.

Lo si legge nell'ultimo rapporto specifico di Intesa Sanpaolo, con l'aggiunta che la domanda mondiale di gioielli in oro sta registrando un veloce recupero dai minimi storici registrati nel 2020. Nel primo trimestre di quest’anno le quantità di gioielli in oro vendute sul mercato mondiale sono cresciute del 52% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, proseguendo nel percorso di miglioramento.

E’ soprattutto il mercato cinese a registrare il balzo più intenso (+211%) , anche grazie al confronto con un primo trimestre 2020 già pesantemente influenzato dall’effetto della pandemia e delle misure drastiche di contenimento adottate dal governo cinese. In netto recupero anche l’India (+38,8%), altro importante mercato per la gioielleria in oro. Dati positivi si riscontrano anche in altri Paesi significativi per l’export italiano come la Russia (+10%), Hong Kong (+9,5%) e gli Stati Uniti (+6,4%).

L’export italiano di gioielli in oro ha colto con rapidità il miglioramento nella domanda mondiale. Si sono, infatti, rafforzati i segnali di recupero del mercato Usa con le esportazioni italiane di gioielli in oro che sono cresciute di poco meno del 50% in valore e del 31,1% in quantità.

Bene anche gli Emirati Arabi Uniti (+17,7% in euro correnti e 18,7% in tonnellate) e Hong Kong (+28,5% e 6,5%), a traino del recupero dei mercati asiatici. Lieve miglioramento anche per la Svizzera (+3,1% in valore e +4,9% in quantità) mentre la Francia evidenzia una evoluzione contrastante, con le quantità inviate in netta ripresa (+16,8%), ma valori ancora in calo (-11,5%). L’invio di gioielli verso l’Irlanda, anch’esso influenzato dalle policy degli operatori stranieri, registra un nuovo forte incremento delle quantità (+24%), a fronte di una dinamica meno elevata dei valori (+12,7%) dopo il boom del 2020. Sembra, pertanto, proseguire l’utilizzo del mercato irlandese come base fiscale e logistica per servire altri mercati, tra cui, con ogni probabilità, il Regno Unito (dove nel primo trimestre si è registrato un crollo dei valori esportati dall’Italia, -53,9%). Sono poi, addirittura, in accelerazione le esportazioni verso il Sudafrica, già in forte crescita nel corso del 2020.

Anche a livello territoriale nel primo trimestre del 2021 sono visibili segnali di recupero, in particolare per Vicenza e Arezzo, mentre le esportazioni del distretto di Valenza Po appaiono più lente, con ogni probabilità influenzate più che per gli altri due distretti dalle policy di prezzo delle multinazionali (il dato a livello territoriale è disponibile solo in valore e non in quantità). Per terminare la panoramica a livello territoriale, Valenza registra una evoluzione più lenta (+3,6%), penalizzato dal nuovo crollo del mercato francese (-46%) e svizzero (-15,1%), a fronte della crescita dell’Irlanda (+20,8%).


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