Notizie - 26 luglio 2021, 20:13

Imprese, frenata delle richieste di credito

Nel secondo trimestre in Liguria -23%, in Piemonte -21,4% e in Valle d'Aosta -18,1%

Imprese, frenata delle richieste di credito

Dopo una lunga fase caratterizzata dall’emergenza sanitaria, che aveva indotto le imprese a rivolgersi con insistenza agli istituti di credito per far fronte al calo dei flussi di cassa, il progressivo consolidamento della ripresa economica ha alleggerito le tensioni sul fronte della liquidità tanto che nel secondo trimestre del 2021 le richieste di credito hanno registrato una contrazione del -38,5% rispetto allo stesso periodo 2020, riallineandosi ai livelli del 2019. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif.

Commenta Simone Capecchi, executive director di Crif: “Già alla fine del 2019 quasi la metà delle imprese italiane presentava situazioni di liquidità delicate e senza particolari margini di manovra per cui uno shock tanto imprevisto quanto violento come quello causato dalla pandemia da Covid-19 aveva determinato un deciso incremento delle richieste di credito da parte delle imprese per far fronte alle esigenze finanziarie di breve termine. Così, per quattro trimestri consecutivi, i volumi di richieste di credito sono stati decisamente sostenuti. Solo nel secondo trimestre del 2021 si registra, grazie alle prospettive di ripresa economica, un’inversione di tendenza. Al contempo è aumentato in modo significativo l’importo medio dei finanziamenti, a conferma di una crescente propensione delle imprese a frazionare meno le richieste, rivolgendosi primariamente agli istituti di riferimento con i quali intrattengono rapporti abituali”

Entrando nello specifico, il trend in atto riguarda sia le società di capitali, che nei primi tre mesi dell’anno hanno fatto segnare un -29,8%, sia le imprese individuali, per le quali la contrazione è stata del -50,2%. Da sottolineare, inoltre, come in questi mesi si sia registrata una consistente flessione per i mutui immobiliari richiesti dalle imprese, con un -62% nel primo semestre rispetto al corrispondente periodo 2020 e per i prestiti personali (-31%). Più contenuta la contrazione rilevata per i fidi (-14%) e per le carte (-9%) mentre i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi sono l’unica tipologia di finanziamento ad aver fatto segnare un incremento delle richieste (+54%).

“Il progressivo miglioramento dello scenario economico e le misure straordinarie varate dalle istituzioni – ha aggiunto Capecchi - hanno contribuito in modo decisivo a contenere la rischiosità del comparto. In particolare, un ruolo fondamentale è stato giocato dalla moratoria che ha consentito alle imprese in difficoltà di congelare il rimborso dei finanziamenti in essere. Relativamente al comparto business, la dinamica registrata da Crif mette in evidenza come il 17,5% dei contratti di finanziamento alle aziende abbia beneficiato della sospensione delle rate ma ad oggi rimangono in essere solo circa il 50% del totale dei provvedimenti attivati per le imprese”.

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro Crif emerge anche un forte incremento dell’importo medio richiesto (addirittura +91,3%), che nel secondo trimestre dell’anno si è attestato a 98.689 euro. Per quanto riguarda le imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 35.894 euro (+69% rispetto al corrispondente periodo 2020). Per le società di capitali, invece, l’importo medio richiesto ammonta a131.941 euro, segnando un incremento del +77,7%.

Se in questa fase è calato in modo significativo il numero di richieste di credito presentate agli istituti, il contestuale deciso aumento del valore medio dei finanziamenti trova una spiegazione nella possibilità da parte delle imprese di interloquire con la propria banca di riferimento confidenti di poter trovare riscontro positivo, senza dover necessariamente frazionare l’importo in diverse tranche da allocare su più banche.

A livello regionale, nel secondo trimestre di quest'annosi registrano contrazioni particolarmente significative delle richieste di credito soprattutto nelle Marche (-30,4%), Basilicata (-26,5%) e Liguria (-23%), mentre solo la Sardegna (+0,6%) ha fatto registrare un lieve incremento. Il Piemonte le richieste di credito sono diminuite del 21,4% e del 18,1% in Valle d'Aosta.

Il Trentino-Alto Adige, invece, è la regione caratterizzata dall’importo medio più elevato (153.156 euro), seguita da Lombardia (108.901) e Lazio (106.650). In Piemonte 'importo medio richiesto è stato di 71.648 euro e in Liguria di 70.938. All’opposto, l’ammontare più basso è stato riscontrato in Valle D’Aosta (43.506 euro), Sicilia (56.195) e Sardegna (63.554).


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